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Alfa Romeo: presente statico, futuro da inventare

Tanta storia, molto comunicata, ma altrettanta incertezza per il futuro. Il marchio Alfa Romeo sembra vivere una stasi – due soli i modelli commercializzati – che sicuramente fa pensare ad un periodo di seria “riflessione” in attesa della fusione tra FCA e PSA. Nel frattempo le consegne dell’anno scorso hanno fatto segnare un ulteriore calo rispetto al 2018, con un numero che probabilmente si assesta intorno alle 70 mila unità. Ma come mai Giulia e Stelvio (lasciamo perdere l’ormai giubilata Giulietta) stentano a vendere, nonostante stile e tecnica siano molto efficaci?

Ad ogni amico che fino a poco tempo fa tornava da un viaggio in Europa chiedevo: hai visto un’Alfa Romeo? La risposta era sempre laconica: sono mosche bianche. Analizziamo un po’ di motivi di questa disfatta. Sicuramente non giova avere una gamma ridottissima, due soli modelli, inferiore addirittura a quella di Maserati (3 modelli) e Ferrari (6, senza contare le serie speciali). Anche la composizione del suo assortimento non sembra andare incontro a quelli che sono i trend del mercato: i SUV tendono a diventare più piccoli, mentre le berline a tre volumi sono ormai poco desiderabili in tanti mercati ricchi e/o emergenti.

Un barlume di luce viene dal Tonale, SUV di taglia media che porterà Alfa Romeo nella mobilità elettrica, grazie alla sua motorizzazione ibrida plug-in. Parlare di questo modello è un modo anche per analizzare le possibili future strade del marchio. Siamo poi così certi che il “carico” della storia sia così utile per il futuro (soprattutto se legato ad una comunicazione che fa del motore termico e delle competizioni il suo cardine)? Non sarebbe forse meglio vederla con più distacco – pur valorizzandola – come fa BMW? Chi sono e chi saranno i clienti Alfa Romeo del futuro? Ho l’impressione che quelli classici siano un po’ in estinzione e che quelli giovani con quei valori siano così limitati da corrispondere ad un’offerta di una casa di nicchia. Una sfida difficile, vinta da Porsche (280 mila vetture vendute l’anno scorso), che negli ultimi anni ha creato una gamma dove il modello più venduto è il SUV medio Macan e BMW, che nel 2023 avrà ben 25 modelli elettrificati nella sua gamma. Case che interpretano la modernità ma anche il loro passato, agendo su uno stretto crinale di grande efficacia comunicativa (tra l’altro BMW recentemente ha leggermente variato i colori del suo marchio, attenuandoli).

Alfa Romeo, ancora legata al motore a scoppio, potrebbe trovare una sua dimensione futura caricando di significati il valore della performance e insistendo sulle doti dello stile e della tecnica telaistica? Sfida ardua ma possibile. Altrimenti molti clienti saranno persi, perché avranno una Tesla in garage (367 mila le vetture vendute l’anno scorso) affiancata ad un’iconica Alfa Romeo 75 V6 con motore “Busso”.

2 commenti
  1. Gian Marco Barzan
    Gian Marco Barzan dice:

    Il “carico della storia” è utilissimo per il futuro dell’Alfa Romeo secondo il mio modesto parere. Ciò non toglie che la gamma vada ampliata magari con una Giulia Sport Wagon, un SUV più compatto del Tonale (a quanto pare già previsto) e gli irrinunciabili modelli sportivi come coupé e spider. Inoltre, occorrerebbe una vera e propria erede della Giulietta al momento non prevista.

  2. renato ronco
    renato ronco dice:

    E’ un allarme che avevo già lanciato un anno fa: allora in difesa di una Lancia in fase moribonda assistita ma che superava l’Alfa Romeo, ed ora lo stesso discorso vale per l’Alfa Romeo, a dispetto delle glorie passate. Ma possibile che ai vertici non ci sia un sprazzo di fantasia per impedire la disfatta?
    Non si può vivere di sola Panda o 500 nel terzo millennio!!!

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