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Alfa Romeo punta sui noleggi per smaltire le giacenze di Giulia

Fatica. Fatica non poco a partire. Non si vende bene la nuova Giulia, il fiore all’occhiello di Alfa Romeo sul quale ha puntato forte Sergio Marchionne, così sicuro del suo gioiellino da arrivare, durante la presentazione alla stampa, a invitare gli ospiti a portare sulla pista di Balocco una qualunque concorrente d’oltralpe per metterle a confronto.
Maurizio Caprino e Andrea Malan, due giornalisti d’inchiesta sempre molto ben informati,  ne scrivono sul Sole24ore.com cercando di capire le prossime mosse dei manager Fca per risolvere il delicato problema.

“Dopo una partenza di Giulia molto più lenta delle attese, – scrivono i due -l’Alfa Romeo punta ora tutto sullo Stelvio e i suoi futuri derivati per centrare gli obiettivi di crescita fissati dal piano industriale e per rendere profittevole il maxinvestimento nella «piattaforma Giorgio». Per quanto riguarda la berlina sportiva Fca ha avviato – secondo quanto risulta al Sole 24 Ore – una campagna per smaltire le giacenze attraverso le flotte di auto a noleggio; ai noleggiatori verrebbero offerti incentivi a raggiungere un numero minimo di ordinazioni, proporzionali alla dimensione del singolo operatore. Il tutto mentre a Cassino la produzione di Stelvio cresce e sorpassa quella della berlina.”
Le vendite, dunque sono ancora sotto alla produzione. Nell’intero 2016 sono stati prodotti a Cassino oltre 25mila Giulia. Automotive News Europe/Jato Dynamics riportano che, sempre nel 2016 ne sono state vendute in Europa, Italia compresa,  poco più di 10mila unità. A fine anno c’erano, quindi 15mila vetture in stock.
Fortunatamente nello stesso stabilimento laziale a febbraio è stata avviata la produzione dello Stelvio, il primo suv dell’Alfa, alleggerendo così la produzione di Giulia, per un totale di circa 280 vetture per turno (per due turni), per un totale giornaliero di poco meno di 550 unità, divise in due Stelvio per ogni Giulia.
“ Le vendite in Europa di Giulia – prosegue l’analisi di Caprino/Malan – non hanno accelerato nei primi due mesi del 2017: le consegne di gennaio sono state di meno di 2mila nella Ue, di cui circa 750 in Italia; a febbraio il dato italiano è rimasto allo stesso livello, mentre ci sono state le prime consegne negli Usa (circa 400 unità). Le vendite complessive a clienti finali non dovrebbero dunque aver superato di molto le 5mila unità in due mesi. Secondo fonti industriali la produzione complessiva di Giulia nei primi due mesi dell’anno sarebbe stata di poco inferiore alle 9mila unità; lo stock di vetture, tra azienda e concessionari, dovrebbe dunque essere salito ulteriormente avvicinandosi alle 20mila. Le Giulia in giacenza non sono nelle concessionarie: qui lo stock è limitato a quel che serve per esporre in modo adeguato il prodotto e coprire le necessità di pronta o rapida consegna. Il grosso è nei piazzali del costruttore, che le sta indirizzando verso le flotte aziendali. – Come anticipato, al Sole 24 Ore – risulta che Fca stia offrendo ai noleggiatori incentivi a raggiungere un numero minimo di ordinazioni, proporzionale alla dimensione del singolo operatore. Chi centra l’obiettivo ha uno sconto aggiuntivo sui cinque punti percentuali e può ordinare lo Stelvio con optional in omaggio (come la vernice metallizzata). La strategia mira ad attutire l’impatto delle giacenze sui margini: se il grosso degli stock fosse dai concessionari, sarebbe più visibile e si potrebbe innescare una corsa agli sconti che farebbe tornare Fca al passato e danneggerebbe il progetto di rilancio del marchio Alfa, di cui proprio la Giulia è il primo modello: il gruppo ha investito pesantemente (sono stati già spesi fino a 3 miliardi di euro, secondo alcuni) in una piattaforma (la «Giorgio») a trazione posteriore dopo trent’anni di assenza.”
Una bella scommessa, dunque. La scelta di vendere la berlina soltanto con una carrozzeria a tre volumi è stata piuttosto azzardata. In questa configurazione anche i concorrenti stranieri faticano non poco a vendere e si salvano grazie alle versioni station wagon, che Giulia non ha.
La speranza è che lo Stelvio possa fare da traino alla berlina. E che Giulia lentamente, ma progressivamente, possa conquistare quello spazio di mercato auspicato da tutti gli amanti del made in Italy.

5 commenti
  1. rento ronco
    rento ronco dice:

    Sono molto dispiaciuto ( ma non sorpreso ) per questa notizia.
    Dispiaciuto per le conseguenze sul lavoro, sull’economia e sull’immagine di un marchio prestigioso.
    Ma non sono sorpreso perché fin dal suo apparire ho sempre pensato, ed affermato, che non si può pensare di fare concorrenza, nel mercato “premium” in particolare, proponendone alla clientela una copia. E mi riferisco alla BMW serie 5, sotto il profilo estetico che è pur sempre la prima vera motivazione d’acquisto. Quello che manca alla nuova Giulia è un tocco di originalità, di coraggio nel suo design; o almeno un richiamo alla Giulia originaria che aveva spunti personalissimi. Tra l’altro fin dalla presentazione mi erano giunte notizie di delusioni anche a livello di alcuni vertici del Gruppo per l’operato di quel team di “cervelli” che l’avevano progettata. E la bocciatura per ” Auto dell’anno” lo conferma.

  2. Fabio
    Fabio dice:

    Manca la station wagon o una shooting b. Meglio ancora.
    Quante Audi a4 o serie 3 berlina si vedono? Poche anche all’estero, la vettura berlina a 3 volumi è finita, in quei segmenti.
    La Stelvio non potrà coprire questa mancanza.
    Molte persone non comprerebbero mai ne una berlina ne un Suv, come me!

  3. Giuliano Marocchi
    Giuliano Marocchi dice:

    Se in passato avessero fatto delle auto più affidabili/di qualità superiore, adesso la Giulia si venderebbe ad occhi chiusi.
    Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
    Peccato per il lavoratori che non hanno colpe, ma la politica miserabile condotta in passato ha sfiduciato il mercato.

  4. Gian Marco Barzan
    Gian Marco Barzan dice:

    Mi permetto di aggiungere che la piattaforma Giorgio sarà adottata anche da altri brand in seno a FCA, probabilmente a cominciare da Maserati. In tale modo gli investimenti effettuati al riguardo diventeranno profittevoli (cosa che non può avvenire con un solo marchio e due modelli). Infine, è innegabile che, grazie alla Giulia, l’Alfa Romeo abbia una situazione a livello di vendite decisamente migliore rispetto agli anni scorsi.

  5. Gian Marco Barzan
    Gian Marco Barzan dice:

    Sarebbe interessante sentire anche il parere dei manager Alfa Romeo, riguardo gli obiettivi di vendita che si erano prefissati per Giulia.

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