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Analisi critica della DS7 CROSSBACK, il Suv francese che sembra una tedesca con lo stile italiano

La guardi e ti viene in mente la Audi Q5. Le dimensioni, più o meno, sono simili. Se poi è grigio scuro metallizzato e la cerchi in un parcheggio, ci metti poco a scambiarle. Ma invece della tedesca stiamo parlando di DS7 Crossback, il SUV in salsa francese che ricorda la tedesca anche se poi, nei dettagli, si scopre un lusso, rifiniture e buon gusto che piacciono tanto agli italiani. Miglior spot pubblicitario sull’Europa non potrebbe esserci visto che DS7 Crossback unisce il meglio dei vari mondi. Anzi, nella versione Performance Line che abbiamo provato, si sfiora l’opulenza assoluta, particolari estremi (e spesso inutili ma di gran classe) che la rendono godibilissima per chi vuole il lusso, la finezza, vedere e toccare con mano un salotto di classe mentre viaggia.

E qui accade proprio questo. L’impatto è stupefacente, perché non c’è spazio che non abbia un motivo di godimento. Dalla plancia, ai particolari sulle maniglie, sui tasti persino. E poi i sedili, sportivi, rifiniti bene e con una qualità al tatto che piace, morbidosi e goduriosi. Ma stiamo parlando di una vettura, di un SUV di grosse dimensioni, per cui il test drive deve uscire dal parcheggio e buttarsi sulla strada. Qui entra in gioco la base PSA di alto livello. Già con Peugeot 3008 avevamo trovato un veicolo bello e piacevole da guidare, un motore due litri HDI turbodiesel da 180 cavalli (vabbè 177, arrotondiamo) con un cambio automatico EAT8 veloce, anche se non fulmineo, senza indugi, adeguato al mezzo. Nonostante le dimensioni, il raggio di sterzata è molto buono, facile da usare in città.

Tutto questo lo trovi anche su DS7 Crossback, quindi meccanicamente poco da dire. Infatti prestazioni e consumi si equivalgono, siamo sui 15-16 km al litro, con punte di oltre 18 in autostrada a filo di gas. Come dire perfetto per mole, ingombri e portafoglio. Cosa cambia allora? il confort di marcia. Se con Peugeot 3008 sentivi l’aderenza meccanica e capivi cosa stava succedendo, qui ci pensa il software e le sospensioni di DS7 a fare la differenza. Infatti l’impressione è di galleggiare, di girare il volante e non percepire cosa stai facendo davvero, come dire che il sistema improntato al confort assorbe tutte le asperità, dossi, tombini, buche, ma toglie quella percezione che su 3008 era ben presente e che ti faceva godere al meglio la guida. Su DS7 lo puoi fare quando cambi la modalità di guida.

Appena si passa in Sport, cambia pelle. Cambia il suono del motore diesel, gli scarichi più aperti ma cambia sopratutto l’assetto. Si abbassa, senti che la gatta diventa una tigre e comincia a mordere l’asfalto. In un piccolo gesto, un tasto da premere, cambia la vita e la filosofia di DS7, da comodosa a sportivissima. In questo l’assetto è molto divertente, il motore canta di più e…i consumi non vanno oltre la soglia di guardia.

In quanto a sicurezza, poi, non manca niente. Gli ADAS ci sono tutti, dalla frenata automatica, all’avviso di stanchezza del conducente, ai vari sensori. Tutto quello che serve, anzi troppo perché poi alla fine qualcosa vorresti staccarla perché troppa roba diventa ingombrante, ma DS7 segue il filo attuale delle auto superconnesse e adeguate al traffico per cui non c’è da stupirsi. Il capitolo doloroso si chiama prezzi. Infatti si parte da circa 39 mila euro (versione Business motore Hdi 177cv) e si arriva ai 40950 della Grand Chich. Poco da aggiungere in quanto ad optional, ma i 42 mila si superano facilmente e per DS7 potrebbe essere un problema.

Infatti non è tanto il valore del mezzo acquistato, prezzi in linea con la concorrenza e in alcuni casi pure vantaggiosi, quanto la tenuta dell’usato che potrebbe far svalutare molto il SUV francese a scapito dei rivali. Quindi è un elemento da considerare. Se questa è una nota negativa, sul veicolo, dotazioni, spazio (bagagliaio da primato, bello squadrato e capiente) poco da dire. Difficile trovare negatività su un mezzo ben pensato e ben costruito. Il resto sono scelte personali, ma se volete distinguervi in una galassia che parla solo tedesco, questa è una valida alternativa. E come ha detto un esponente di un marchio rivale made in Germany, mentre stavamo provando DS7 Performance Line: “una volta i francesi sapevano fare solo i motori, adesso hanno imparato a fare anche le auto. E che auto a vedere questa DS7...”. Miglior complimento non poteva arrivare.

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