mustang2017

Analisi critica della Ford Mustang GT 2017

L’auto che rimette l’uomo al centro di tutto.

La nostra prova della Ford Mustang GT modello 2017 è durata una settimana e ci ha permesso di assaggiarla in molte diverse situazioni.

Fortunatamente esistono ancora delle automobili che lasciano al conducente la possibilità di esercitare la propria abilità al volante senza doversi assoggettare a una serie di gadget, magari utili, che però tolgono il piacere alla guida.

Al volante.

Intanto cominciamo col parlare della posizione di guida. Sulla versione provata erano installati due sedili Recaro.

Quello del guidatore è dotato di possibilità di alzarlo, manualmente, e ovviamente di reclinarlo e avanzarlo.

Molto comodo, con laterali che tengono perfettamente il “driver” anche nelle manovre a “G” elevati.

Colpisce la scarsa possibilità di poterlo indietreggiare, ma anche conducenti oltre il metro e ottanta hanno trovato la posizione di guida con le braccia piuttosto raccolte, ideale per garantirsi un controllo ottimale del mezzo.

Temevamo che questi sedili risultassero angusti per le persone di taglia XXL ma così non è , abbiamo fatto accomodare una persona piuttosto corpulenta che si è detta a proprio agio.

In compenso il sedile del passeggero non ha la regolazione in altezza e pertanto il suo occupante si sentirà piuttosto infossato.

Col sedile regolato nella posizione più gradita passiamo a regolare il volante.

Anche questo ha comandi manuali, certamente per ridurre i pesi, come nel caso dei sedili senza regolazioni elettriche,  ed è regolabile sia in altezza che in estensione, permettendo una posizionamento veramente micrometrico che metterà a loro agio tutti i conducenti, che potranno rapidamente selezionare la posizione più confortevole..

Sul volante, grassottello e ricoperto di pelle, troviamo le “paddles” per la guida sportiva, il comando del “cruise control” e della radio.

Il cruscotto riporta i parametri scelti per sensibilità volante e di assetto sospensioni, che sono tre nel primo caso, normale, sport e pista, e quattro nel secondo, normale, umido, pista e umido/neve,  dotato di sei marce veramente ben rapportate.

Confort.

Scelta la posizione di guida più gradita ci mettiamo in movimento, con la cura dovuta a una vettura sportiva che già dal potente rombo che esce dai quattro scarichi ci impone.

Le sospensioni sono certamente solide e ben ferme, hanno quattro regolazioni  elettroniche comandate da tasti sulla consolle,  Normal, Sport, Track e Wet&Snow.

Le sospensioni sono solide e ben ferme, e anche sullo sconnesso assorbono senza scomporsi imperfezioni e il tremendo pavé di Milano.

Nel traffico di una Milano che si appresta ad un caldo fine settimana apprezzo la capacità di  poter sgusciare fra le auto dei conduttori esitanti per merito dell’ampia coppia generata dal propulsore di cinque litri e dallo sterzo diretto e rapidissimo, che offre tre posizioni di guida, selezionabili tramite in interruttore sulla plancia: sport, pista e normale.

Gli sguardi si sprecano, effettivamente la ns. Mustang GT porta i colori che hanno caratterizzato la Ford GT 40 e molte realizzazioni seguenti dell’Ovale Blu: carrozzeria bianca e due strisce longitudinali blu che non la fanno certo passare inosservata. La vernice è un bel perlato lucidissimo.

Autostrada.

E decisamente è in questo ambiente che nel passato è stato appannaggio di sportive germaniche di marchi ben noti  che la sportiva americana dimostra senza il minimo dubbio che i tecnici statunitensi hanno valutato con estrema cura e un’attenzione maniacale il lavoro dei loro omologhi europei.

Per molti anni le sportive USA sono srare delle vetture dalla linea splendida, dotate di motori generosissimi ma dotate di una componentistica proveniente dalla grande produzione di serie, per cui ci si poteva ritrovare, esperienza personale, con una Mustang Mach I del ’73 dotata di quattro bei freni a tamburo, servoassistiti, si, ma…

O ci si imbatteva, sempre esperienza del sottoscritto, in una Chevrolet Camaro Super Sport del ’71, con 270 hp e i freni  provenienti dallo stock destinato alle comuni vetture da turismo.

Ancora la penultima versione della Mustang non aveva il ponte posteriore a ruote indipendenti, creando comportamenti  quantomeno curiosi, con il retrotreno che tendeva a scomporsi.

Con la nuova Mustang niente sarà più come prima.

Non so se piacerà il paragone ma sembra di essere su una vettura tedesca, più vai veloce più l’auto si attacca al terreno.

Con una velocità di punta dichiarata, e effettiva, di 260 kmh, elettronicamente limitata, la vettura si pone nella classe di alcune coupé teutoniche molto più care e molto più complicate, sia meccanicamente che elettronicamente, spesso anche meno fascinose, direi nettamente più banali e scontate.

Decisamente i percorsi veloci trovano la nuova Mustang a suo agio.

Strade statali

Sulle con molte curve l’auto si presta a pennellare il percorso senza dar segno di debolezza nel design delle sospensione o del telaio. Il motore è estremamente pronto e spinge con una generosità davvero entusiasmante, unito a un “sound” profondo e godurioso che proviene dall’impianto dotato di quattro terminali.

Decisamente un buon lavoro.  La frenata non è da meno, con generose pinze e dischi Brembo all’avantreno, non previsti, però, sulla 2,3, versione che io non consiglio, sia dal punto di vista del valore di rivendita sia per il fattore divertimento che col motore V8 è davvero ai massimi livelli.

Difetti.

Il direttore del blog www.autologia.net  dove queste nostre prove vengono rilanciate ci tira spesso le orecchie perché sembra che le vetture che passano al nostro vaglio siano tutte perfette e senza difetti: diciamo che questo è il blog dedicato alle auto USA e che noi amiamo le vetture statunitensi, ne possiediamo alcune e neabbiamo avute parecchie, certamente abbimo un debole per questo stile e per il concetto costruttivo d’oltreoceano.

Va bene, troviamo dei difetti: i freni posteriori non sono Brembo, si, ci sarebbero piaciute le pinze rosse anche da vedere attraverso le razze delle ruote posteriori.

Il baule, profondo e ampliabile abbassando gli schienali dei sedili posteriori, è rivestito, poco, con una misera moquettina grigia: si sarebbe potuto fare di più.

Gli assemblaggi della carrozzeria sono generalmente molto precisi, salvo la fascia paraurti anteriore che risultava sull’esemplare della prova, non ben in squadra ed era spostato da un lato di qualche millimetro.

In compenso gli assemblaggi degli interni risultano impeccabili e anche sul già nominato pavè di Milano non si sentivano scricchiolii o battiti fastidiosi.

Poi? Certo ci siamo divertiti molto, e avremmoi voluto continuare a correre con la bella GT ma abbiamo dovuto restituirla nostro malgrado, nelle mani di Ford Italia.

Il consumo si attesta su una  media di 6/7 km con guida combinata città/autostrada. E’ davvero il problema di chi davvero vuole godersi questa vettura? Diremmo che se non dai non hai, e qui hai davvero molto in cambio!

Cidomandiamo, la comprerei? Si, certamente, e ci piace molto di più dopo averne saggiato le qualità.

L’ultimo dato, purtroppo negativo, è rappresentato dal malvagio superbollo, tassa demagogica e cattocomunista che colpisce i cavalli, quelli sprigionati dal nostro V8, una tassa che viene pagata direttamente all’Agenzie delle Entrate con l’apposito, e famigerato, modulo F24.

Fino a quando il nostro mercato dovrà subire questa distorsione economica?

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