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Analisi critica della Jeep Trailhawk 2.0 multijet

Dotata dell’ottimo propulsore Diesel 2.0 Multi jet da 170CV e della trasmissione automatica abbinata alle 4WD, la ns. Trailhawk si presenta in una colorazione folgorante denominata “Solar yellow” impreziosita dalla grande decal antiriflesso nera sul cofano motore.

La prova si è svolta con un veloce percorso in autostrada fino al Lago d’Iseo, per poi proseguire lungo la superstrada a est dello stesso lago che ci ha portati rapidamente a Edolo, per poi risalire lungo la valle Camonica, passare per Ponte di legno e raggiungere in serata il Passo del Tonale.

Una grande capacità di carico per tutto l’equipaggiamento è stata la prima sorpresa, scatole, scatoloni e valigie per la trasferta hanno preso posto nel bagagliaio abbassando i sedili posteriori e rimuovendo la copertura del piano di carico.

Il percorso in autostrada ha dimostrato la generosità del propulsore che rende fluida la marcia.

L’accelerazione è ottima e la ripresa altrettanto, rendendo il piccolo SUV adatto anche alla guida veloce.

Complici le sospensioni elettroniche, già provate sul Cherokee, queste SUV di ultima generazione  Jeep si dimostrano all’altezza in tutte le situazioni nelle quali le abbiamo provate.

Lungo le strade di montagna le dimensioni contenute permettono di muoversi agevolmente e, credo, anche una famiglia di due adulti e due bambini possa ancora trovarsi a proprio agio in una vacanza avventurosa. C’è abbondanza di spazio anche per i passeggeri adulti, nei sedili posteriori, massimo due, posto che gli occupanti non esagerino coi bagagli.

La salita al Passo del Tonale è stata agevole per la abbondante dotazione di cavalli, ma non mi sono trovato bene con i nuovi fari a LED: le nuvole erano molto basse, rammento che mi sono recato in Val Camonica a metà aprile, era come essere immerso in una coltre lattiginosa, e la luce a lED si rifrangeva su questo invalicabile muro bianco.

Passare agli antinebbia non ha creato nessun miglioramento, sono molto bassi e la profondità del fascio di luce non era sufficiente: mi è toccato procedere a velocità estremamente moderata.

La prova, fatta anche per  www.americanautoitalia.blogspot.com, poi è proseguita con un test nella neve alta circa quaranta centimetri.

Una stradina sterrata ricoperta di neve fresca, ero convinto di rimanere bloccato: seleziono le 4WD e la posizione snow, e parto.

Nessun problema, la virtù di questo sistema è ampiamente provata, la generosa altezza dal suolo mi ha permesso di percorrere un tratto che sarebbe stato problematico per qualunque altra vettura, anche l’attraversamento del ponte in foto, che temevo estremamente sdrucciolevole, si è in realtà rivelato un percorso senza problemi, esame superato!

Sentieri innevati e fangosi si sono dimostrati il terreno di battaglia preferito dalla ns. Renegade Trailhawk.

Non solo a bassa velocità ma anche tenendo una guida estremamente brillante in rare occasioni le buche hanno portato al fondo-corsa gli ammortizzatori.

Nemmeno lunghi tratti fangosi l’hanno messa in imbarazzo, devo dirmi piuttosto soddisfatto dalle prestazioni in terreni non preparati e massacrati dalla natura, ottimo comportamento.

Anche spremendo a fondo la piccola Jeep i consumi di gasolio si sono sempre mantenuti all’interno di parametri sostenibili, mai sotto i 10 km/l.

Qui trovate le dotazioni della nuova Renegade Trailhawk 2019:

https://www.jeep-official.it/configuratore/renegade/#/version

La ns. vettura era dotata delle barre sul tetto, della decal nera sul cofano, del tetto in tinta con la decorazione nera e dei cerchi in lega neri da 17″.

A questo link la prova della Model Year 2018 col motore Multiair 1.4 a benzina:

http://autologia.net/analisi-critica-della-jeep-renegade-75th-anniversary/

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