di grazia

Analisi critica della Morgan Plus 6

Presentata al salone di Ginevra di quest’anno ho subito suscitato interesse sia fra i circoli degli appassionati della ultrasettantenne britannica sia fra gli aficionados delle vetture sportive.

Nuovo telaio in alluminio e motore BMW  B58 TwinPower Turbo, che sostituisce nella gamma, almeno per ora, il modello Plus 8, sempre dotato di unità propulsiva BMW ma a 8 cilindri a V, di 4799 cc e 270 kW / 362 hp, che ritengo fosse l’apice della godibilità, ma magari lo riproporranno…

Ho avuto l’opportunità di provarla nell’unica tappa italiana del giro europeo di anteprima alle concessionarie presso l’importatore per il nostro Paese, Borghi Auto di Milano, un brevissimo test che spero di approfondire presto.

L’impressione è quella abituale che si prova al cospetto di questa icona del motorismo inglese: bassa, acquattata come un felino, il lungo cofano che precede il piccolo abitacolo, la coda brevissima, una fiera pronta a scattare.

E in effetti con la dotazione di cavalli più che abbondante la vettura si dimostra davvero divertente.

Alcuni dati:

355 hp/250 kw (si, paga il maledetto superbollo…) a 6500 g/m

Da 0 a 100 kmh  in 4.0 secondi

Peso a vuoto 1,075kg

Velocità massima c/a 270 kmh!

Il telaio è completamente nuovo e rappresenta un passo in avanti non solo per la marca inglese ma in assoluto per la costruzione delle vetture sportive.

Completamente realizzato in alluminio, i suoi componenti sono incollati con resine speciali e la combinazione fra questa tecnica e il progetto hanno contribuito a una rigidità torsionale superiore del 100% rispetto ai modelli precedenti.

Questo ha garantito un comportamento stradale ineccepibile, anche e soprattutto rispetto alla potenza elevata del propulsore.

Se a questo punto vi chiederete se è rigida come un go-kart (o come una MINI) posso subito rispondere di no.

L’auto è stabile prevedibile, ed è quanto i progettisti si proponevano, ben piantata a terra, non si scompone e, sorprendentemente, anche nelle strade non sempre lisce della grande città trasmette ben filtrate le asperità del manto stradale.

Un discorso a parte merita il cambio, che è a  8 marce automatico, con tre posizioni , Sport, Plus e Manuale.

Durante la prova ho immaginato di avere a disposizione su questa vettura un cambio speciale a rapporti ravvicinati, vista la rapidità con la quale, con un filo di gas, i rapporti venivano inseriti, e invece non è così.

Il cambio è progettato per vetture pesanti anche il doppio della nostra magra inglese, per cui “sente” perfettamente il peso ridotto e si comporta di conseguenza perché “capisce”  di portarsi appresso un peso veramente esiguo e si comporta di conseguenza, o meglio, forse viene un po’ preso in giro dalla estrema leggerezza della piccola inglese, che supera di poco i 1000 kg.

Quando però si preme il pedale del suono (ops!) le cose cambiano: l’allungo è formidabile e le marce si innestano alla fine della curva di coppia (500Nm).

Gli interni meritano una riflessione, nuovi, di pelle, di una cura davvero notevole per le finiture e i particolari, le imbottiture, i profili.

Il tunnel e la fascia antiurto sopra il cruscotto sono in nero opaco, i sedili sono trapuntati, e molto avvolgenti, color nocciola per la versione in verde in blu per la versione grigia,

Il cruscotto vanta un pannello di controllo digitale oltre ai consueti strumenti.

L’hardtop, disegnato sullo stile delle vetture sportive degli anni ’60, è di serie, in alluminio, imbottito e coibentato.

Permette di utilizzare anche nella stagione più rigida la vettura e godersi dei bei percorsi nel silenzio (relativo) garantito, rispetto alla capote di tela.

I cerchi sono di nuovo disegno, da diciannove pollici, in alluminio con pneumatici ultraribassati

Il colore per questa “First edition” alla casa inglese hanno valutato di offrirne solo due: emerald green, verde smeraldo,  un verde inglese metallizzato e un grigio ghiaccio, con sfumatura azzurra, moonstone, pietra di luna.

Il prezzo è intorno ai 100.00 euro

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