Mustang-Mach-e

Analisi critica: Prova. Mustang Mach-e, muscoli e corrente per la prima Ford elettrica

Abbiamo testato in pista il nuovo Suv che reinterpreta in versione 100% a batteria un modello iconico e simbolo della sportività. Con risultati sorprendenti

Forse non piacerà ai nostalgici e ai puristi, e in fondo hanno pure ragione perché l’automobile è uno dei pochi oggetti che ancora giustificano un culto integralista. Ma il mondo cambia, come la strada che lo attraversa, e riscrivere la tradizione a volte è necessario: anche trasformando modelli che hanno fatto la storia, e che sono diventati icone di un marchio. Ford ci prova con la Mustang elettrica, e già l’idea è una provocazione: non solo perché ha creato un nuovo Suv usando il nome della coupé sportiva che a partire dalla metà degli Anni Sessanta fece sognare prima una generazione di giovani americani e poi quelli del resto del mondo, ma anche perché gli ha tolto il motore endotermico sotto al cofano sostituendolo con la spina. Un doppio schiaffo insomma in un’auto sola: si chiama Mustang Mach-e, ed è la prima vettura completamente elettrica della storia di Ford. Ma soprattutto pare un gran bel prodotto, da vedere e da guidare. E questo alla fine, è ciò che più conta.

Prime consegne a maggio, prezzi da 49.900 a 66.850 euro (con la versione a due ruote motrici che gode però degli incentivi statali) e tante nuove modalità di acquisto e noleggio, anche completamente online. Proprio perché la sfida era impegnativa al massimo, Ford ha lavorato su un progetto che partiva da zero e ci ha messo dentro tutto quello che ha e che sa. E inevitabilmente si è scelta il competitor più prestigioso per avviare il confronto, quella Tesla che è diventata il metro di paragone di chiunque voglia osare. Pronti e via allora, con la Mustang Mach-e che mette subito la freccia sul vanto principale di ogni elettrica, cioè prestazioni e autonomia. La nuova Ford, disponibile con motori da 258 a 465 CV trazione posteriore o integrale, passa da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi nella versione GT e con batteria extended-range (c’è anche quella standard) può percorrere fino a 610 km prima di doversi attaccare a una colonnina di ricarica. Molto alta l’autonomia anche nella versione a trazione integrale: qui sono 540 i km dichiarati in regime WLTP.

Potrebbe bastare per dire che al tavolo dei più forti, la nuova Mustang elettrica ha in mano le carte migliori. Ma serviva altro per tenere in piedi la scommessa di chi ha deciso di abbinare la tecnologia a zero emissioni proprio alla sua vettura più iconica, che era e resta, nella versione tradizionale, la sportiva più venduta nel mondo. Serviva ad esempio offrire sensazioni sorprendenti, come quelle che si provano sedendosi al posto di guida e ammirando subito il grande schermo touch da 15,5 pollici, simile ma non casualmente appena più ampio di quello che ha inventato Tesla sulle sue auto. L’enorme display porta con sé un nuovo sistema multimediale, denominato Sync 4A. Il software di gestione accetta i comandi vocali naturali, si aggiorna in modalità over the air, e il sistema di navigazione fornisce informazioni in tempo reale sul traffico, per pianificare al meglio il percorso.

Da qui in poi è tutta una gara: dall’abitacolo sportivo con i sedili Ford Performance, al volante con inserti in pelle scamosciata. Dettagli, che fanno massa però. Come il sistema di apertura delle portiere senza maniglie che non solo trasforma il proprio telefono cellulare adeguatamente configurato in una chiave d’accesso, ma offre anche l’opzione inedita di un tastierino digitale tipo cassaforte presente sul montante esterno sul quale digitare il codice segreto per sbloccarle.

L’effetto-wow insomma è garantito, ma l’estetica deve passare in secondo piano quando occorre pesare il livello di una vettura che è prima di tutto prestazionale. E qui la Mustang con la spina piace subito per il suo assetto calibrato e le sospensioni sportive che concedono molto anche al comfort. La nuova piattaforma della Mustang Mach-E è stata sviluppata per sfruttare al meglio la distribuzione del peso e la potenza di coppia dell’alimentazione completamente elettrica, a vantaggio delle prestazioni. Sia nella versione con batteria standard, con 288 celle e 68 kWh, sia nella variante ad autonomia estesa, con 376 celle e 88 kWh, la batteria agli ioni di litio è collocata in posizione centrale tra gli assi e sotto il pianale per un baricentro basso che supporta la linea sportiva della Mustang.

Provata sulle curve della pista di Arese (Milano) nella versione a quattro ruote motrici con gomme ribassate e cerchi da 19’’, ne abbiamo apprezzato la versatilità impostando le diverse modalità di guida offerte dal selettore, specie la Untamed (quella più dinamica) che rispetto alle altre include una mappatura dell’elettronica che garantisce la massima risposta del motore e uno sterzo più diretto. Peccato solo per il sound appositamente generato quando si attiva questa opzione, che imita artificialmente quello di un V8: bello da sentire, ma fuori luogo a bordo di una vettura elettrica muta per indole e natura. Di certo, non si avverte il peso dei suoi 2.182 kg, e anche lontano dai cordoli, si può comunque divertirsi selezionando la modalità Active (normale), o la Whisper (eco) che consente il minor consumo della batteria.

Naturalmente completa la dotazione dei sistemi di assistenza. A bordo del nuovo Suv di Ford non mancano tutti i più moderni Adas, a partire dal cruise contro, adattivo con frenata automatica d’emergenza, l’assistenza al mantenimento dell corsia, il monitoraggio dell’angolo cieco, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori e il radar frontale. Per quanto riguarda i consumi, il sistema Intelligent Range calcola precisamente l’autonomia residua utilizzando la connettività cloud eliminando presumibilmente l’ansia da ricarica. In attesa di un test più lungo, possiamo solo affidarci ai dati di Ford in base ai quali attaccando la Mustang a una colonnina fast charger in 45 minuti è possibile arrivare all’80% della capacità di ricarica. Collegandola ad una presa di corrente domestica invece occorrono 24 ore per un “pieno”, 21 se di dispone di una Wallbox.

Il resto è filosofia. Si potrà obiettare sin che si vuole, ma anche dopo esserne scesi, l’impressione non cambia. La osservi bene e te ne convinci: muso cattivo, cofano lungo, coda spiovente: la linea è più alta, ma non snatura completamente la tradizione. Anche completamente a batteria, resta una Mustang (quasi) vera. Se poi si guardano i fari posteriori, dubbi zero. Meno muscoli, più considerazione al futuro: può avere meno senso l’elettricità su una vettura di queste dimensioni e tipologia rispetto che su una city-car, ma qui Ford ha lavorato bene. I puristi dovranno rassegnarsi. (avvenire.it)

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