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Auto volanti, la grande favola che continua ad affascinare

Tra il dire il fare, si sa, c’è di mezzo il mare. Così come tra andare in macchina e volare. In molti, tuttavia, non se lo ricordano oppure non vogliono ricordarselo. È il caso delle famigerate auto volanti. Un antico tormentone che ammorba da decenni le cronache automotoristiche ed è ora tornato di moda. Ovviamente in chiave elettrica e guida autonoma (anche se sarebbe meglio dire pilotaggio autonomo).

Uber, non contenta di averle «sparate grosse» sull’auto che guida da sola (una grande operazione di marketing), ora ritorna su uno dei suoi miti a sostegno della sua immagine hi-tech con annunci che sanno di «vaporware»: auto volanti e taxi che sfrecciano tra i grattacieli come nella città pianeta di Star Wars. Addirittura con l’intervento della Nasa. Insomma, è il massimo dell’hype tecnologica di questi mesi che spinge a credere che il futuro stile “i Pronipoti” o quello immaginato da Luc Besson in «Quinto Elemento» siano a portata di mano.

Basti pensare che Airbus da mesi sta lanciando proclami circa i suoi progetti di taxi volanti autopilotati. E il fatto che dietro ci sia il colosso dell’aeronautica sembra dare solidità a un sogno. Che però sogno rimane. Addirittura, al salone di Ginevra Italdesign ha svelato un prototipo di auto volante (con marchio Airbus) composta da una vettura che sembra una cabina da funivia su ruote e con, incastonato sul tetto stile Transformer, un quadricottero che alla bisogna si stacca e se ne va volando via.

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Tutto bello e meraviglioso, certo. Peccato che questi siano scenari improbabili. Airbus, che evidentemente vuole costruire una nuova immagine super-tech del suo brand investendo molto in comunicazione, non spiega come faranno a volare i suoi solo immaginati taxi volanti. Non è dato sapere quali batterie useranno e per quanto tempo staranno in aria. Forse ci sarà il modulo di energia del cuore di Iron Man, oppure il Tesseract degli Avengers? Ma abbiamo idea di quante polveri solleva un mezzo del genere al decollo?

Scherzi a parte, il trasporto aereo è una cosa seria. Anzi serissima. Ammesso e non concesso di avere batterie adatte a far volare simili velivoli bisogna rendersi conto che servirebbero corridoi aerei e piani di volo. Perché non si può andare a «zonzo» come pare sui cieli di una città. Non lo può fare nessuno. Mica si può noleggiare un elicottero e volare sopra una città come Roma (i Casamonica però ci sono riusciti…).

Viviamo in un’epoca in cui le fantasie contano più delle notizie vere e così ogni tanto ci imbattiamo nei droni di Amazon o addirittura nei suoi ipotetici magazzini volanti che dispiegano droni come farebbe la Morte Nera di Guerre Stellari quando lanciava i caccia imperiali. Torniamo con i piedi, anzi le ruote, per terra. (ilsole24ore.com)

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