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BLABLABLACAR: istruzioni per l’uso

Partiamo subito con una nota positiva per gli scettici che non hanno ancora utilizzato BlaBlaCar . A convincerli dovrebbe essere il costo ridotto. Sulla “tratta” Torino-Verona, per esempio, non c’è sistema più economico per muoversi. Questa trasferta in auto costa 60 euro, in treno 43, con BlaBlaCar 14. Il risparmio, naturalmente, aumenta se una volta arrivati in stazione si deve prendere anche un taxi.

Benvenuti nella mobilità 2.0. Dove, oltre alle Smart di Car2go e alla 500 rosse di Enjoy, c’è anche un “mezzo immateriale” che si chiama condivisione. BlaBlaCar è un fenomeno che è “esploso” in Italia soprattutto negli ultimi due anni. Per chi ama il proprio portafogli e ha uno spiccato senso della socialità è il non plus ultra. Lo consiglio a tutti: ho avuto solo esperienze positive, sia come driver sia come passeggero. Come tutti i sistemi necessita di alcuni accortezze per essere utilizzato al meglio.

I consigli, naturalmente, cambiano a seconda del ruolo che si ha ricopre: pilota o passeggero.

Per i piloti: don’t worry, non ci sono legioni di taxisti pronti a bloccarvi e a protestare perché rubate loro il lavoro. BlaBlaCar è infatti un sistema di trasporto che agisce sul medio/lungo raggio. A parte le vetture NCC (Noleggio con conducente, i cui autisti hanno protestato contro la versione più “lussuosa” di Uber, chiamata “black”) non esistono categorie ostili a BlaBlaCar.

Ma non diciamolo a voce alta: basta andare a vedere tragitti come Milano-Malpensa per scoprire su questo tragitto che si può spendere solo 3 euro.

Ma non distraiamoci e parliamo di come essere “grandi” piloti. Questo non vuol dire riempire per forza la vettura ma cercare il giusto compromesso tra la tranquillità del viaggio e la gestione di tutte le pause. Ricordo un passaggio Torino-Cesenatico, fatto da passeggero, dove il pilota aveva previsto fermate per cambiare 4 utenti prima di Bologna. Per ricordarsi di tutte le tappe e gli orari aveva fatto un foglio di excell ma si era stampato quello non aggiornato…

I passeggeri devono essere scelti – potendo fare una cernita – in base ai feedback che hanno lasciato tutti gli autisti precedenti che li hanno trasportati. Questo “indice”, oltre alla puntualità, può essere corredato da “recensioni” riguardanti anche la loro simpatia.

Occorre specificare bene la quantità di bagaglio disponibile e le tappe intermedie. Graditissimo è ovviamente la classica frase “temperatura e musica vanno bene?”. Generalmente le persone BlaBlaCar parlano molto, ma quando ci si descrive si può decidere anche la propria predisposizione alla “chiacchera”.

Per i passeggeri: ovviamente conta tantissimo il comfort di marcia. Negli ultimi tempi, con la crescita del sistema, sono sempre meno le vetture sulle quali si viaggia “larghi”. E’ consigliabile quindi scegliere vetture grandi o chiedere al proprietario quanti passeggeri avrà. Mi è capitato di viaggiare su una 500 L Living (quella a 7 posti) in 6…un’ottima réclame viaggiante per la Fiat (per i curiosi: sì, dietro si sopravvive anche se non si è bambini, ma occorre mettersi di traverso). Rovescio della medaglia? Mi è anche successo di prenotare un viaggio in direzione Milano potendo usufruire di un mezzo decisamente confortevole: un camper!

Nel caso di tratte che si percorrono con frequenza è opportuno scegliere sempre lo stesso “driver”: l’affidabilità fa molto. E’ buona norma portare qualcosa beveraggi e cibarie da condividere con gli altri, magari di tipico: a me è successo di trasportare due passeggeri verso il Veneto che, per l’occasione, avevano portato una torta al cioccolato e dei taralli.

Miti e leggende sui driver e sui passeggeri? Pare che il “pilota” più anomalo sia un avvocato romano che da Roma percorre l’autostrada verso il Nord con la sua Audi A8. Sembra che abbia detto: “Faccio BlaBlaCar perché mi annoia viaggiare da solo”. Ovviamente le richieste per i suoi viaggi sono tantissime. Un’altra leggenda riguarda una ragazza dalla madre un po’ apprensiva, equipaggiata dalla madre con una forchetta per allontanare ogni eventuale cattivo pensiero dalla testa (e dalla mani) dei maschietti con i quali doveva affrontare un viaggio. Strumento poi “dichiarato” dalla passeggera tra mille risate.

 

1 commento
  1. Renato Ronco
    Renato Ronco dice:

    Simpatico, e più che altro molto adatto ai giovani, direi. In effetti il sistema è poco conosciuto, da qual che ho potuto accertare chiedendo in giro.

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