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Cape Canaveral: dalla Uno alla Tesla

Una giornata storica per gli Stati Uniti: è partito da Cape Canaveral, alle 21.22 del 30 maggio, il razzo Falcon 9 a cui sono legati i due astronauti Doug Hurley e Bob Behnken. Il primo stadio ha spinto la capsula per 2’33”. Poi si è staccato ed è rientrato atterrando sulla piattaforma nell’oceano Atlantico. Nel frattempo la Crew Dragon saliva spinta dal secondo stadio per altri 6′. Concluso il suo “burn”, il tachimetro segnava 27.000 km/h, con una quota di 200 km. L’attracco alla Stazione è avvenuto nel primo pomeriggio di domenica 31 maggio.

Dopo l’ok della Nasa, al via con la missione di SpaceX, fondata dal patron di Tesla, Elon Musk, con la navicella Crew Dragon diretta verso la stazione spaziale internazionale. Il lancio era stato rinviato per le avverse condizioni atmosferiche. Ad assistere al lancio anche il presidente Trump ed il suo vice Pence. Niente pubblico in tempo di coronavirus. C’è anche il contributo dell’Italia a questo lancio grazie al supporto fornito dalla base dell’agenzia spaziale italiana Asi come ha sottolineato Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. La piattaforma di lancio è sempre quella storica delle missioni Apollo e Shuttle (la 39A di Cape Canaveral) ma la struttura è avveniristica con una passerella non più a tralicci ma simile a quella degli aeroporti. I due astronauti viaggiano a 28.000 km/orari verso la stazione spaziale e dove hanno già attraccato per rimanervi o 30 o 110 giorni.

Per l’estate è programmato un nuovo lancio del razzo Falcon Heavy destinato a inviare verso Luna e Marte dei moduli senza equipaggio. La new space economy compie un vistoso salto in avanti. Con questo lancio gli Usa hanno ritrovato l’indipendenza dell’accesso allo spazio dopo il termine del programma Shuttle, nove anni addietro. Intanto Boeing nei mesi estivi effettuerà la sua prima missione con equipaggio della navicella Starliner con tre astronauti, Ferguson, Fincke e Mann.
FIAT E TESLA PROTAGONISTE – Anche l’auto protagonista tanti anni addietro oltreoceano. Nel gennaio 1983 la Fiat portò i migliori giornalisti italiani a Cape Canaveral, in Florida, presso il Kennedy Space Center della Nasa, per pubblicizzare il lancio della Uno disegnata da Giorgetto Giugiaro con un investimento di mille miliardi di lire. La piccola due volumi sfoggiava un retrotreno inedito, aveva una piacevole linea a cuneo. L’erede della 127 fu venduta in oltre nove milioni di esemplari fino al 1995. Al lancio tre i propulsori benzina (903 cc di 45 cv della 127, 1116 cc di 55 cv della Ritmo 60 ed il 1301 cc di 68 cv della Ritmo 70.

Poi arrivò il diesel di 1301 cc da 45 cv. Due gli allestimenti, quello base e quello S). Un modello che festeggia quest’anno il traguardo dei 37 anni. La famiglia Agnelli noleggiò, per l’evento inedito e spettacolare, un Boeing 747 Jumbo che decollò da Torino, ma l’idea fuori dal comune ed originale l’ebbe Vittorio Ghidella, amministratore delegato Fiat. Una missione quella della Uno che venne coronata da grande successo come quella dell’Apollo 11. A proposito di sbarco sulla Luna, in precedenza nel 1967, la Corvette Sting Ray Blu era stata guidata da Neil Armstrong grazie ad una sorta di campagna realizzata dalla concessionaria Rathman Chevrolet in Florida, che si trovava nelle vicinanze di Cape Canaveral. A beneficiarne fu la Corvette data in comodato d’uso agli eroi dello spazio.

Oggi la si può ammirare, con il logo Nasa sul frontale e la targa Armstrong in coda al Kennedy Space Center Visitor Complex per ricordare quei giorni emozionanti dello sbarco sulla Luna.
Anche una Tesla Roadster di Elon Musk è finita in orbita grazie al lancio del super razzo di

SpaceX, il Falcon Heavy, sempre da Cape Canaveral con direzione Marte.

4 commenti
  1. Gian Marco Barzan
    Gian Marco Barzan dice:

    Idea fantastica quella di lanciare la Uno a Cape Canaveral. Ne parlò tutto il mondo

  2. Franco Liistro
    Franco Liistro dice:

    Vero ha ragione Riccardo uno degli artefici del lancio della UNO. Fu una presentazione che fece epoca e in molti la ricordano ancora. Bajardi ricorda la trasvolata del Boeing con la sigla UNO, in verità un partì anche da Francoforte ed uno da Parigi o Londra (la memoria…!), Tutti atterrarono a distanza di pochi minuti con oltre 700 giornalisti a bordo. Nessuno osò mai tanto e il “ritorno” mi pare abbia ripagato con buona pace di Luca Di Grazia

  3. Luca Di Grazia
    Luca Raffaele Claudio Di Grazia dice:

    Mi ricordo il servizio su Gente Motori: la perplessità mi venne a sapere che presentavano in USA un’automobile che non era a specifiche statunitensi e non sarebbe mai stata venduta sul continente nordamericano…

  4. Riccardo Amerio
    Riccardo Amerio dice:

    1983 Quanto tempo e quanto ricordi! Peccato che non abbiamo potuto assistere al lancio dello Space Shuttle. Era comunque stato un evento memorabile.

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