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Chi non ha passato, non ha futuro

Con un evento degno della Ville Lumiére e delle sue tradizioni sono stati celebrati a Parigi il 60° compleanno della Citroën DS e la contestuale nascita del brand che ne eredita la mitica sigla. Con uno stuolo di giornalisti giunti da mezzo mondo abbiamo partecipato all’evento inaugurale della “DS Week”, nel grande padiglione allestito nel cuore della città, nei giardini delle Tuileries che costituiscono il prolungamento verde del Louvre, dove è stata organizzata un’intrigante mostra – poi aperta al pubblico – su presente, passato e futuro della DS.

L’avvio di una settimana di feste e appuntamenti culminata nel più grande raduno nella storia della leggendaria vettura e nella successiva parata di 700 DS storiche nell’ineguagliabile scenario degli Champs Elysées. Non solo un omaggio al mito, ma la scenografica e rutilante affermazione del ruolo fondamentale dell’heritage come base da cui partire per costruire il futuro.

Una grande kermesse che contrasta con l’assordante silenzio in cui sono avvolte due analoghe e non meno importanti ricorrenze di casa nostra: quest’anno spengono 60 candeline anche la Fiat 600 e l’Alfa Romeo Giulietta.

Si tratta della vettura con cui Fiat motorizzò l’Italia, un simbolo della rinascita post bellica e del boom economico, e di quella con cui l’Alfa Romeo dimostrò al mondo che la classica berlina da famiglia poteva avere anche un’anima – e che anima! – sportiva. Anniversari ricordati dalla stampa, ma praticamente ignorati dal Lingotto.

Semplice distrazione o nuova acqua al mulino di chi vede un FCA Group sempre più “C” e meno “F”?

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