Ciccio

Ciccio da Cefalù testimonial Porsche

All’anagrafe di Cefalù è registrato come Francesco Liberto, classe 1936, ma per tutti è “Ciccio”. Un vero personaggio nel mondo del motorsport, essendo stato a partire dagli anni ’60, il calzolaio di fiducia di tutti i più grandi piloti.

Non lo sarebbe mai diventato se non fosse stato che proprio a Cefalù soggiornavano tutte le squadre che partecipavano alla mitica Targa Florio. La corsa più antica del mondo, prima edizione nel 1906, che si svolgeva lungo un tortuoso percorso tra le Madonie, proprio alle spalle di Cefalù. Ciccio che già faceva il calzolaio, oltre ad appassionarsi per quella corsa, che era il più grande evento sportivo della Sicilia, era affascinato dai piloti, che  per oltre un mese, tra le prove e la gara, frequentavano la nota località turistica della costa sicula.

Ben dotato di intraprendenza Ciccio riuscì ad avvicinare i suoi idoli, Ignazio Giunti, Nanni Galli e Geki Russo, li invitò a cena e propose loro di indossare un modello di scarpa in cuoio che aveva realizzato studiando quelle che aveva visto calzare da tutti i piloti.

Ciccio aveva capito che il mondo delle corse automobilistiche era frequentato da persone ricche e il giro d’affari era importante. Il suo modello piacque e decisero di testarlo, sennonché ci furono dei problemi causati dal calore dell’abitacolo e in particolare dei pedali, che fece sciogliere la colla usata per attaccare le suole. Con la sua creatività e con tanta simpatia Ciccio seppe mantenere il contatto con piloti, ai quali fece avere nuove scarpe, senza la colla, ma con la tomaia  cucita  a mano, queste si rivelarono adatte alle esigenze e anche molto confortevoli. Fu un successo, perché da quel momento ogni pilota voleva le sue scarpe, che divennero un brand, perché molto abilmente furono sempre tutte firmate “Ciccio”.

La sua fu una vera e propria strategia di marketing, perché seppe gestire i rapporti personali con tutti i piloti più famosi, facendo così diventare le sue creazioni artigianali un must ricercato e imperdibile. In particolare Ciccio mantenne un rapporto di amicizia con Ignazio Giunti, che quando approdò in Ferrari divenne il suo più importante “procacciatore d’affari ” perché tutti i piloti della Scuderia vollero indossare le sue scarpe, in particolare Scarfiotti, Ickx e Regazzoni.

Ciccio capì subito quanto fosse importante, a livello di immagine, essere fornitore ufficiale della Ferrari e decise di offrire sempre le sue calzature gratuitamente nonostante gli venisse richiesto di emettere regolare fattura. Ora Ciccio sorride quando legge che la Puma offre milioni di euro per sponsorizzare la Rossa e i suoi piloti. La sua più grande soddisfazione fu quando Lauda vinse il campionato del mondo, indossando le sue scarpe e lui fu invitato a Fiorano dove incontrò il Drake e fece un giro di pista.

La popolarità del calzolaio di Cefalù divenne internazionale e furono soprattutto i piloti Porsche che correvano alla Targa a diventare tra i migliori clienti. A questo proposito Ciccio ama ricordare che si presentò da lui Vic Elford il quale, a causa di un amputazione del dito di un piede, doveva calzare scarpe con numeri differenti. Era il 1968, il pilota inglese vinse quell’edizione della Targa sulla Porsche 907,in coppia con Umberto Maglioli. Divennero amici e quasi per scaramanzia tutti gli altri piloti Porsche divennero clienti di Ciccio.

La casa tedesca fu una delle principali protagoniste del circuito delle Madonie, detiene il record delle vittorie, ben 11, una in più della Alfa Romeo e quattro in più della Ferrari e ancora  9 secondi posti, 12 terzi e 8 record sul giro. Infatti è  dal lontano 1965 che nella gamma Porsche c’è sempre stato un modello Targa, a dimostrazione di quanto la casa di Stoccarda sia legata alla mitica gara siciliana.

Dopo oltre 50 anni, anche il sodalizio con Ciccio continua e addirittura quest’anno, nell’ambito di uno spettacolare filmato promozionale della Boxster 718, ambientato sulle strade della Targa, è stato scelto proprio lui come testimonial di una tradizione. Un meritato riconoscimento per un personaggio che per oltre mezzo secolo è stato protagonista della storia del motorsport, grazie alle sue doti di creatività artigianale tipica del Made in Italy, forse più apprezzato all’estero piuttosto che in Italia, magari da qualche marca italiana che fu altrettanto protagonista su queste strade. Un’occasione persa.

 

4 commenti
  1. Franco Liistro
    Franco Liistro dice:

    Don Ciccio !! Il suo negozio, pardon, bottega era proprio davanti a una delle migliori pasticcerie. di Cefalù….. e Don Ciccio me lo presento’ il Barone Antonio Pucci, mitico personaggio dell’automobilismo palermitano nonchè pilota ufficiale Porsche con la quale vinse la Targa del 1964. L’anno successivo (1982) passai a salutarlo poco sicuro che mi riconoscesse. Invece quando mi vide mi abbracciò…” fermi tutti arriva la Fiat, che ti posso offrire una granita o un cannolo?.”. Grande Ciccio !!!!

  2. Faber
    Faber dice:

    Ciao Renato, ed un saluto a Voi tutti…Luca Pazielli, Carlo Cavicchi ecc ecc
    È sempre un piacere leggerVi…le curiosità, i commenti, le news…
    Ma quando ci ricordate la storia di Ciccio da Cefalù o del postinodi Vicenza (famoso anche nel nord ovest rallistico grazie ai report infiniti su di lui di Giovanni Casarotto sui campi di gara e non) la nostalgia sale e l’emozione è tanta. Grazie mille ed un abbraccio. Faber

  3. renato ronco
    renato ronco dice:

    L’hai trovato finalmente! Un bel personaggio di un mondo del motorsport che merita di essere ricordato.

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