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Cinture di sicurezza di “design”

Si può “rinnovare” esteticamente un oggetto apparentemente semplice come la cintura di sicurezza? Sicuramente è una bella sfida, ancora più ardua se si tratta delle cinture di sicurezza a “6 punti” per le competizioni. Molto più difficile se l’oggetto scelto è la fibbia, dove convergono le cinghie. Un oggetto molto sollecitato, che deve rispondere non solo a specifiche tecniche molto precise ma anche di sicurezza: basti pensare alla facilità con la quale si deve poter sganciare.

Ad accettare la sfida sono stati alcuni studenti del corso di Product Design dell’Istituto Europeo di Design. Durante una serata organizzata dal Circolo del Design di Torino hanno esposto i loro progetti elaborati nel corso di un progetto didattico sviluppato in collaborazione con la Sabelt, azienda torinese celebre per le cinture di sicurezza (e più recentemente anche per i sedili sportivi).

A rappresentare quest’impresa, che tra l’altro ha fornito anche le cinture per legare i materiali nel modulo cargo Cygnus (sviluppato da Thales Alenia Aerospace, che porta i rifornimenti alla stazione spaziale orbitante), sono intervenuti il vice presidente Massimiliano Marsiaj (figlio di uno dei fondatori) e l’ingegnere Vincenzo Buffa (per molti anni “anima” tecnica dell’azienda e ora consulente).

Insieme a Paolo Maccarone, direttore del Circolo del Design e a Motoki Yoshio (designer e docente IED) hanno introdotto i veri protagonisti della serata: i ragazzi che, con il loro ingegno e la loro creatività, hanno studiato le nuove vesti estetiche per questo particolare oggetto. A creare il contesto giusto è stato anche Massimiliano Zoggia, coordinatore del corso di product Design dello IED, che ha spiegato così lo scopo dell’iniziativa: “Lo IED è ha Torino da 30 anni, vuole creare una sua identità ed è legato all’industria. L’idea è quella di rafforzare il legame con le aziende del territorio torinese (molte delle quali operanti nel settore automotive). Lo spirito è quello di creare designer per l’industria, differenziandoci da quanto viene in città come Milano. Il design a Torino è tecnologia, innovazione e invenzione. Noi siamo il design del nuovo prodotto, Torino è una città che vive di invenzioni: occorre rinnovare questo spirito”.

A colpire è stato soprattutto il progetto di Giorgia Robusti, che ha studiato in modo tecnico l’oggetto in modo approfondito prima di procedere a disegnarlo esternamente. Occorre infatti pensare che al suo interno, oltre al sistema di aggancio, devono trovare posto anche gli “espulsori” che permettono alle cinghie della cintura di allontanarsi quando si rotea il meccanismo di apertura.

Tutta l’esposizione dei progetti è stata seguita attentamente da Vincenzo Buffa, che ha lodato gli studenti per il loro impegno e la loro creatività. Una “memoria storica” che ha permesso agli studenti di capire qual è stata l’evoluzione di questo oggetto così prezioso per la sicurezza di tutti i piloti.

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