Car made of new hundred dollar bills

Comperare col cuore o con il cervello? Non pensiate che sia così scontato

Oggi, con tutta l’informazione gratuita che gira in rete e che è a disposizione, è più la gente che compera una nuova vettura per le sue qualità intrinseche oppure che la cerca per quello che rappresenta grazie al brand che si porta addosso?

Il tema non è nuovo, ed è quello della guerra tra i valori tangibili e quelli intangibili che sta sempre alla base di una scelta. Vale per le automobili, ma anche per gli smartphone, per gli oggetti da casa, l’arredamento, l’abbigliamento e così via.

Qui dentro, perché questo è un blog di persone competenti e appassionate, credo che non ci siano troppi dubbi: la maggioranza opera una scelta consapevole cercando di mettere al primo posto, tenendo ovviamente sempre in conto il peso del proprio portafoglio, i valori specifici di un nuovo modello che si presenta sul mercato.

Ma fuori da qui è la stessa cosa? È difficile affermarlo con certezza anche se viene da credere che il peso della marca spesso prevalga, almeno da una certa cifra in su, quando si passa dalle utilitarie a segmenti più alti. Questo perché è abbastanza improbabile giudicare il proprietaria di un city car dal mezzo che guida, mentre si comincia con gli inquadramenti a mano a mano che si sale con le dimensioni della vettura.

È sbagliato? Direi di no, e proverò a spiegarmi. L’automobile non è un acquisto qualsiasi, impegna molti soldi che in tanti casi significano anche molti sacrifici. Guidare la propria vettura deve dare allora soddisfazione e il piacere ha sempre molte sfaccettature che non sono mai le stesse a seconda degli individui. C’è chi gode per le prestazioni, chi si gusta fino in fondo i bassi consumi, chi trova sapore soprattutto se l’auto non gli dà problemi e chi si appaga dal sentirsi alla guida di un mezzo che è ben giudicato dai più.

La caccia all’auto premium (anche nelle versioni più piccole della gamma) si spiega così: spendo ma mi sento soddisfatto del mio apparire più che dell’essere. È una colpa? Ripeto, credo di no: sono i soldi suoi e li impiega come più lo compiace. Se ci pensate, in rapporto all’uso che la maggioranza fa del telefonino non c’è necessità di avere tra le dita l’ultimo modello della marca più di grido, e lo stesso dicasi per una maglietta che fa il suo uso sia che abbia appiccicato un animaletto di turno oppure nulla. Però tanti si sentono più a loro agio se possono sfoggiare quella pecetta.

In fondo chi si ingegna a mettere su strada il prodotto migliore possibile, il più completo, efficace, duraturo e divertente, lo fa per poter arrivare non appena possibile ad essere riferimento: riuscire a farsi acquistare per quello che trasmette piuttosto che per quello che offre.

Poi, i miei valori nel giudicare una vettura sono sicuramente diversi dalla maggioranza dei clienti che entrano in concessionaria perché ho avuto l’opportunità lunga tutta una vita di guidare di tutto e quello che cerco di un’automobile sono convinzioni che ho elaborato del tempo cambiando strada facendo molti dei miei valori delle origini. L’età e i chilometri mi hanno segnato, e oggi non cerco più quello che mi eccitava ieri e sono più tollerante verso i gusti degli altri. Tanto è vero che il primo consiglio che offro a chi mi chiede che auto dovrebbe comperare è sempre lo stesso: scegli quella che ti piace di più nell’ambito di quello che ti puoi permettere di spendere. Non la migliore, la più parca nei consumi, la più alta o la più bassa, ma quella che ti metterai al volante ti farà sentire più soddisfatto. Compra col cuore e non con il cervello, altrimenti sarai sempre a rimpiangere l’acquisto mancato. (blog.quattroruote.it)

 

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