SuperbowlED

I dialoghi di Senofane: Superbowl Edition

Sono le sette e mezza del mattino e attraverso le tapparelle passa qualche timido raggio di un sole invernale.

Lei si sveglia, sbadiglia, si gira nel letto, dà un’occhiata all’Ipad e … “Ti sei già alzatooo?”.

Nessuna risposta.

Si alza lentamente, spalanca la bocca con un secondo sbadiglio, va in salotto e vede il disastro.

Lui disteso sul divano, un braccio per terra, la faccia spiaccicata su un cuscino, resti di patatine ovunque e quattro lattine di birra vuote più una che ha versato buona parte del contenuto sul tappeto buono (il Kilim strapagato due anni prima).

“Ma che hai fatto?”

Ripete… “Che hai fatto ‘sta notte?”

“Senti che odore di birra, guarda in che condizioni è il tappeto! Dai… svegliatiiiii!”

Ed ecco che lui solleva faticosamente una palpebra, la bocca emette un grugnito senza significato.

“Daaaai… ma fino a che ora sei stato a guardare la TV? Hai seguito il Superbowl fino alla fine???

Ma se normalmente non te ne può fregare di meno del football americano. Che ti ha preso ‘sta volta?”

Lui si tira su con la lentezza di un bradipo: “Volevo vedere (biascica) le famose anteprime degli spot del Superbowl… ma hanno passato solo i soliti spot italioti! Sigh!”

“Aaaah … ma sei un genio. Te lo devo dire io che la programmazione in Italia sostituisce gli spot americani con quelli italiani??? Ma sei fuori???”

Lui non sa come reagire. Un misto di delusione, rabbia, imbarazzo… tutte queste reazioni appaiono sulla faccia ‘accartocciata’.

Lei: “E poi… li ho appena visti tutti su Youtube i tuoi spot! Non c’era bisogno di vedere la partita!

E tu lì a distruggerti sul divano!

Se mi prepari la colazione, te li racconto”.

Lui va lentamente in direzione della cucina e mette su il caffè.

Lei “Allora… innanzi tutto è stata la fiera dei testimonial, Matt Damon a Keanu Reeves, Jeff Goldblum e Godon Ramsey, Morgan Freeman e Danny De Vito! E potrei andare avanti!

Pensa che Ram ha centrato uno spot su un discorso di Martin Luther King!

Amazon ha messo in campo Jeff Bezoz e Kia ha coinvolto Steve Tyler, il cantante imbalsamato degli Aerosmith!

Quindi, la prima regola è ‘metti tutto in bocca al personaggio superfamoso’.

La seconda è ‘spendi un botto’.

E questo non ti stupirà se pensi che uno spot al Sperbowl costa milioni di dollari”.

Lui nel frattempo tira fuori le fette biscottate. Lo fa con gli occhi semichiusi. Il caffè comincia a borbottare.

“La terza, continua lei, è una giusta regola della pubblicità anglosassone ‘falla semplice!’ A differenza dei nostri spot italiani, gli spot americani sono più interessanti perché vogliono trasmettere messaggi facili.

Jeep ha presentato il nuovo Wrangler con uno spot semplicissimo che ha chiamato “Anti-Manifesto” perché ha mostrato solo una scena dell’auto che si arrampica su una cascata d’acqua andando contro le regole della comunicazione pomposa dei lanci (alla quale la stessa FCA, d’altra parte, spesso si attiene)”.

Lui si siede in cucina mentre il caffè sale, sale, sale nella caffettiera.

“L’ultima regola è ‘la ricerca di forme di comunicazione alternativa’. Su questo tema vatti a vedere i due spot fatti da Dorito e la bibita Mountain Dew: due spot simili ma diversi con due testimonial, Morgan Freeman e il nano del Trono di Spade, e due prodotti con due strutture narrative simili. Interessante, non l’avevo mai visto!

Vedi, so già tutto!

E quindi, cosa sei stato sveglio a fare???”.

Lui nel frattempo ha messo la testa sul tavolo della cucina e si è addormentato…

Lei “il caffè, il caffè!!!!…

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