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“Domeniche a piedi”: un vezzo salva-coscienze

Torna a Torino il vezzo delle “domeniche a piedi”. Un provvedimento che ha storicamente origini serie, ma che attualmente è dimostrato essere soltanto un palliativo adottato (naturalmente solo in inverno!) dalle giunte comunali quando non sanno che pesci pigliare contro lo smog e fanno un po’ di scena. http://autologia.net/le-caldaie-riscaldamento-inquinano-triplo-delle-quattroruote/

La nascita delle ‘domeniche a piedi’ risale al lontano ottobre 1973 e corrisponde con  il momento più critico per la storia dell’energia nel nostro Paese: la guerra arabo-israeliana dello Yom Kippur (6-25 ottobre). Diversi provvedimenti, oltre al blocco totale del traffico domenicale, furono presi dal Governo Rumor in tema di circolazione, come il rincaro dei carburanti e l’abbassamento a 120 km/h della velocità consentita in autostrada.

L’ultima domenica a piedi a Torino risale al 30 gennaio 2011, quando era sindaco Sergio Chiamparino, la prima invece invece al febbraio del 2000 con sindaco Valentino Castellani

Tornando ai giorni nostri, neanche la Giunta di Chiara Appendino ha saputo resistere alla tentazione ed tornata ad occuparsi di auto, dopo aver diramato nel novembre scorso un durissimo video-comunicato contro la “malasosta” in doppia fila su diverse vie cittadine, che manco a dirlo, continua ad essere esattamente come sempre http://autologia.net/torino-sindaco-dichiara-guerra-alla-malasosta/

Il divieto alla circolazione di domenica 5 marzo inizierà alle 10 e terminerà alle 18 ed è stato annunciato che verrà replicato domenica 2 aprile.

Come sempre ci saranno delle deroghe, e non poche: infatti saranno esentati i veicoli elettrici e ibridi, le moto a quattro tempi, i veicoli per il trasporto di persone con oltre nove posti, e ovviamente, i mezzi di forze armate, organi di polizia, soccorsi, Vigili del fuoco, Protezione civile, per la raccolta rifiuti, i taxi e il car sharing.

Deroga anche per chi deve muoversi per motivi di lavoro e non ha a disposizione mezzi pubblici nel raggio di un chilometro (ci vuole anche una dichiarazione del datore di lavoro), e soprattutto per chi trasporta altre persone (bisogna almeno essere in tre su un’auto a quatto o più posti o almeno in due se è omologata per due-tre posti)…in tre si inquina meno! Esonerati dal divieto anche gli agenti di commercio, le società sportive appartenenti a federazioni affiliate al Coni e gli atleti che devono raggiungere una sede di gara, arbitri, direttori di gara e cronometristi.

Il blocco non riguarderà alcune arterie che collegano Torino ai Comuni della cintura o alla tangenziale e viceversa oppure i tragitti che permettono di raggiungere i parcheggi di interscambio

Via libera dunque in alcune zone della precollina, corso Unità d’Italia, alcuni tratti dei corsi Regina Margherita, Giulio Cesare, Moncalieri, Francia, Orbassano, Tazzoli, Romania, Unione Sovietica, Lungo Stura Lazio.

Per tutti gli altri: “buona passeggiata !”

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