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Eugenio Franzetti, responsabile PR, ci racconta le strategie Peugeot nei rally

La festa per Paolo Andreucci e Anna Andreussi sul tetto della loro Peugeot con tutto il team ad applaudirli, si è ripetuta 25 volte dal 2009, permettendo la conquista di 5 titoli italiani.  La loro forza sta in una meticolosa preparazione della gara, in un ottimo affiatamento nell’abitacolo della loro Peugeot, che si conferma sempre perfetta per prestazioni e affidabilità, oltre 50 gare consecutive senza ritiri sono un record.

Dopo che la Peugeot è scesa dal podio carica di coppe e trofei, che Paolo e Anna sono andati a togliersi le tute innaffiate dallo spumante e i meccanici hanno iniziato a riordinare il paddock, c’è qualcuno che invece  continua a lavorare dentro al Motorhome.  Dopo essersi sfogati nella festa, quasi come degli ultras, rientrano nelle loro vesti istituzionali il direttore della comunicazione e delle relazioni esterne di Peugeot Italia Eugenio Franzetti e il responsabile delle attività sportive Carlo Leoni. Terminate le strategie di gara, iniziano per loro, le strategie di comunicazione.

Al rally di Sanremo, dove Andreucci ha ottenuto la sua sessantaduesima vittoria assoluta da inizio carriera, abbiamo incontrato proprio Eugenio Franzetti, che ci ha raccontato, quali azioni servono per ottimizzare i ritorni mediatici delle vittorie sportive della casa del Leone.

” Il motorsport è all’interno del DNA del marchio Peugeot. Già 124 anni fa, soltanto due anni dopo l’uscita della prima vettura, iniziavano le competizioni per il marchio francese, che ha partecipato alle gare più prestigiose: da Indianapolis alla F1, dalla 24h di Le Mans ai raid africani e al mondiale rally”. 

“La filiale italiana  non poteva restare fuori da questa realtà sportiva, e così partecipa con una vettura ufficiale al campionato italiano rally e organizza per il 36° anno il trofeo dedicato ai clienti. Un vero record di iscritti, ma soprattutto un collaudato sistema per fidelizzare i concorrenti che, negli anni, hanno scelto 106,205,206,207 e 208 per gareggiare in pista e nei rally“.

“La ricerca e lo sviluppo sulle vetture da competizione hanno sempre una ricaduta sulle vetture di serie” continua Franzetti ” ultimamente abbiamo commercializzato la RCZ-R, un 1.6 turbo da 270 cv, che deriva dalle esperienze della RCZ Racing Cup e la 208 30th anniversary, che applica le sperimentazioni fatte sui percorsi dei rally”. 

Ma la cosa più importante è che le vittorie diventano un ottimo strumento di comunicazione della dinamicità del marchio. E qui Franzetti ci rivela le sue strategie.

” Comunichiamo un prodotto vincente cavalcando le vittorie, perché oltre a partecipare arrivano anche i risultati, comunichiamo i valori di tenuta, di affidabilità e quelli prestazionali. Abbiamo scoperto che grazie ai nuovi media, ai social, al web, possiamo raccontare non solo il risultato, ma quel dietro le quinte che fa capire il lavoro che c’è per raggiungere questi successi. Il pubblico dimostra di apprezzare molto anche questo, oltre alla spettacolarità delle immagini di gara, scoprendo come si costruiscono le vittorie, come si preparano i piloti, la vita del team, il lavoro dei meccanici, la scelta delle gomme. Usiamo così  due tipi di linguaggio, uno  per gli sportivi appassionati e uno per il pubblico generalista, che sul divano di casa davanti al video, al computer o al tablet, sui blog o con YouTube, può scoprire i segreti del motorsport. “

Considerando la passione e la competenza, del responsabile delle relazioni esterne di Peugeot, non potevamo non sentire un suo parere riguardo l’assenza del costruttore nazionale dalle competizioni e in particolare dai rally.

” È un peccato, mi dispiace anche come tifoso – ci confessa il manager Peugeot – noi osserviamo il successo che ha presso i tifosi il nostro Paolo Andreucci e possiamo immaginare come tutto questo sarebbe ancora più avvertibile, se lui guidasse un vettura italiana, e oltretutto la presenza di un costruttore italiano servirebbe a creare una maggiore attenzione dei media verso la specialità. “

L’amarezza e lo stupore per le scelte di Fiat e Lancia diventa ancora più pesante se pensiamo alla loro lunga tradizione di vittorie soprattutto nei rally, e inoltre alla considerazione che così lasciano totalmente il campo a chi sa sfruttare molto bene questa popolarità, tra un pubblico che non è di soli appassionati, anche dal punto di vista commerciale.

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