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F.1 in TV, per l’86 per cento dei nostri lettori deve essere in chiaro sulla RAI

Il responso non lascia adito a dubbi: la F.1 in TV deve tornare in chiaro sui canali della RAI.

Lo dice l’86 per cento dei lettori di RMC Motori rispondendo al sondaggio su dove vorrebbero vedere le gare del mondiale che scatta il prossimo 28 marzo in Bahrain.

Su quasi 4 mila votanti, che hanno risposto al quesito preferite la F.1 sui canali Sky a pagamento oppure il ritorno alla RAI sui canali in chiaro, 3450 lettori hanno risposto senza dubbio a favore dell’emittente di stato, mentre il restante ha espresso la preferenza per la TV satellitare. A favore di quest’ultima hanno giocato le riprese di alto livello e qualità, gli approfondimenti dedicati ai week end di gara, con interventi completi e totali, in modo da consentire a chi sta a casa di avere una visione completa di quanto accade in pista.

A favore della RAI hanno giocato diversi fattori, come potete leggere in seguito un estratto fra i tantissimi commenti giunti in redazione. Il principale è che mancano i soldi per pagare un abbonamento TV per vedere la F.1, sport che la maggior parte ritiene debba essere svincolato dal pagamento di un canone. Molti hanno sottolineato i commenti della squadra RAI messa in campo a suo tempo da Maurizio Losa, con particolari apprezzamenti per l’ingegner Giancarlo Bruno e Ivan Capelli e la pacatezza di Gianfranco Mazzoni.

In molti rimproverano a SKY commenti sopra le righe e una vivacità del telecronista individuata sempre a senso unico. Queste percezioni personali e per niente oggettive, sono però il sentimento che anima chi si mette davanti alla TV a seguire un GP. E’ un dato che Stefano Domenicali, AD di Liberty Media, deve considerare, perché la fame e la voglia di F.1 non si sposa con la voglia di spendere soldi per uno sport che ha avuto il massimo del successo quando era trasmesso in chiaro dalla RAI con orari precisi.

Alle 14 tutti davanti alla TV a seguire le gare, complice anche il periodo di trionfi della Ferrari e di Schumacher, che hanno portato alle stelle l’audience (non solo in Italia ma anche in altre nazioni). La scelta di privilegiare le TV a pagamento, di fatto, ha tolto la possibilità a tanti di seguire l’avvenimento in diretta e le immagini diffuse sui social, per quanto siano in aumento i seguaci, non compensano la voglia di F.1 in diretta e in chiaro. Infatti, in Italia TV8 ha trasmesso i GP in chiaro, accessibili a tutti, ma i riscontri sono stati inferiori alle attese: coi social attuali, moltissimi sapevano già il risultato della gara e pertanto evitavano di guardare il GP tre ore dopo che era stato disputato.

Questi dati, così come ne terrà conto Domenicali, dovranno essere vagliati anche dalla RAI, che sta pensando a un ritorno in chiaro della F.1 in TV. I contratti futuri sono stati già firmati fra Sky e Liberty Media, per cui è difficile che possa cambiare qualcosa fin dal 2022, ma da nostre fonti sappiamo che a Saxa Rubra ci stanno pensando, stanno valutando tutto, costi e benefici, e vedere che a distanza di anni la mancanza della F.1 dagli schermi RAI è ancora rimpianta da tantissimi appassionati. Adesso la palla passa all’ufficio contratti della RAI, che potrebbe trovare un compromesso con Sky. Ricordiamo che Liberty Media (anzi Bernie Ecclestone a suo tempo…) ha un accordo record con Sky UK valutato in oltre 1,08 miliardi di euro per un periodo quinquennale secondo quanto riportato dal giornalista Dieter Renken su Racefans e rinunciare a questo introito, di questi tempi, è impresa ardua.

Diverso il discorso per Italia e Germania, dove le locali Sky nazionali hanno un accordo molto più economico e che potrebbe essere diviso con le emittenti di stato. Di sicuro la F.1 ha perso appeal, non solo per la pandemia che ha causato un calo del 35 per cento di pubblicazioni e ritorno stampa, ma proprio per aver reso la platea ristretta ai soli appassionati in grado di pagare un abbonamento, vanificando anche gli investimenti degli sponsor che invece volevano una audience più ampia garantita dalle TV nazionali in chiaro.

Un equilibrio difficile da trovare ma che alla luce attuale deve essere assolutamente inquadrato per non far sparire del tutto la voglia di F.1 che ancora latita negli appassionati.

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