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Giovani consumatori cercasi

«Questo è un grande momento per i designer, il cambiamento in atto è qualcosa di appassionante e sfidante. Impariamo cose nuove e le nostre abilità come designer devono procedere di pari passo», afferma Thomas Ingenlath, capo del design Volvo. «Sono felice di fare questo mestiere ora anziché negli anni 80 o 90», gli fa eco Klaus Busse, FCA. «Da sempre esploriamo il futuro, ora abbiamo davvero la possibilità di influenzarlo», conferma Michael Mauer, VW Group.
Tutti concordi su quanto avvincente sia la trasformazione in atto nell’automotive, con maggiore libertà creativa per i designer, sempre più partecipi alla definizione di nuove architetture e proporzioni. Ciò implica però due necessità: un apprendimento continuo dei processi tecnologici, con designer sempre più specializzati (si vedano ad esempio i “lab” dedicati, all’interno dei centri stile, all’interfaccia digitale oppure ai gruppi ottici hi-tech) e una nuova organizzazione delle strutture di advanced design – non più gerarchica, con un capo al vertice, ma con il team in primo piano, in cui lavorano in osmosi i creativi di settori eterogenei, dall’architettura all’urbanistica, al software più avanzato, come sta facendo il gruppo Volkswagen con i suoi Future Centers – con sede in Germania, California e Cina.
Un approccio che guarda alle startup e a nuovi modelli di riferimento, per pensare – Apple docet – fuori dagli schemi. Perché la guida autonoma, assicurano gli insider, non è così lontana come sembra. In fondo, il compito dei designer da sempre è chiedersi se le soluzioni definite oggi saranno quelle giuste per domani.
Un ruolo che li vede anche attenti a non interpretare in modo fuorviante i feedback che provengono dai diversi mercati nazionali: «Detto tra noi, abbiamo imparato a essere molto cauti nel valutare quali aspetti siano più apprezzati dai clienti di una determinata nazionalità», spiega un designer che preferisce rimanere anonimo. «Spesso è difficile distinguere ciò che chiede il cliente da ciò che è spinto dal concessionario».
Anche per questo, sarà interessante vedere come procederà il nuovo modello di business proposto dal neonato marchio Lynk & Co., lanciato la scorsa settimana dal gruppo cinese Geely: vendita esclusivamente online o in centri di proprietà del costruttore, con consegna e servizio manutenzione effettuati a domicilio per vetture sempre connesse, e quindi “aggiornabili” come le applicazioni di un cellulare.
Giovani consumatori cercasi.

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