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Grazie Seb. Slanci, emozioni e bilanci di Vettel in rosso.

L’Ospite di Autologia: Daniele Cancelli, giornalista

Un comunicato improvviso, per certi versi sconvolgente, questa ha svegliato di soprassalto gli animi di milioni di appassionati da ogni angolo del mondo: Sebastian Vettel non sarà più un pilota della Ferrari. Una decisione sofferta e complessa, che si concede a svariati spunti di interpretazione.

Il pilota tedesco lascerà la Scuderia che ha amato sin da bambino, dopo straordinarie gioie e delusioni cocenti, attraverso cinque stagioni intensissime, nel bene e nel male usuranti, ricordando un’ulteriore ultima annata ancora da inaugurare e disputare.

Non doveva finire così…

Sembrava una storia perfetta, un matrimonio iniziato nel 2015 attraverso una trama romanzesca: Sebastian era cresciuto sognando di guidare, un giorno, quel Mito a quattro ruote, all’epoca appartenuto al suo idolo e connazionale Michael Schumacher. Un decennio più tardi, divenuto pilota di Formula 1 e tetracampione del mondo, Sebastian aveva potuto finalmente concretizzare il proprio viscerale desiderio: vestirsi di rosso.

L’ambizione massima e unica di Seb era molto chiara: raggiungere l’immortalità sportiva vincendo il titolo iridato con la Ferrari.

Il quinquennio è stato dannatamente coinvolgente, per il popolo ferrarista, per la Scuderia e per Vettel stesso. Un lungo e tortuoso percorso caratterizzato da tre stagioni di mediocrità di rendimento del mezzo (2015, 2016 e 2019) e due annate di rammarichi e rimorsi, per un Mondiale che poteva prendere la rotta verso Maranello e che invece ha drammaticamente intrapreso un percorso differente. Nel 2017 sono stati i problemi di affidabilità nella seconda parte di stagione a spegnere le speranze, ma nel 2018 è stato proprio Vettel a mancare, attraverso errori che tuttora non si perdona e non gli perdoniamo… la SF71H era una macchina da mondiale, punto.

Sebastian, pilota formidabile in gara e in qualifica, non ha saputo reggere la pressione del sedile più scottante al mondo, nei momenti che avrebbero potuto consacrarlo. Peccato, sarebbe stata l’apoteosi della sua carriera personale e della sua storia di vita.

Con l’arrivo di Leclerc in squadra i problemi non hanno potuto far altro che accentuarsi: il giovane monegasco ha inondato di nuove passioni ed entusiasmi il sentimento ferrarista; il baby fuoriclasse, ormai, si è preso il cuore dei Tifosi… quel cuore che prima era tutto per Sebastian.

Non credo che il mancato rinnovo sia per motivi economici e contrattuali, semplicemente Vettel e la Ferrari non hanno più la voglia e la forza di lottare insieme. Non so se Sebastian vorrà continuare a guidare in Formula 1, ha qualità straordinarie, con la macchina giusta potrebbe tornare a dominare, ma uno sportivo nella propria carriera ha due aspirazioni: gloria e amore; dopo i quattro mondiali in Red Bull e il fiume di affetto ricevuto in Ferrari credo sia bello, sensato e per certi versi toccante finirla qui. Noi, gente della Ferrari, a Sebastian abbiamo voluto bene davvero, perché a prescindere da vittorie, sconfitte, sorpassi ed errori, è stato, è e sempre sarà un Tifoso ferrarista, UNO DI NOI.

Ora la Ferrari deve voltare pagina, pensando all’ennesimo nuovo capitolo della sua storia leggendaria: nell’era contemporanea, in cui sapersi destreggiare tra simulatori e piattaforme digitali è sempre più importante, la scelta migliore per il futuro potrebbe essere il futuro stesso. Carlos Sainz sarebbe il candidato numero uno per sostituire Sebastian, super favorito secondo i bookmaker e secondo le indiscrezioni che trapelano da Maranello. Il talentuosissimo pilota spagnolo andrebbe a formare, in coppia con Leclerc, una line-up da meno di 50 anni complessivi. Una scelta coraggiosa, per il presente e per il futuro, per tornare a far sognare.

A meno che Lewis decida di regalarsi un Cavallino…

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