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Guida autonoma: chi accelera e chi frena

Guida autonoma, molti i brand che la promuovono, ma c’è chi frena sull’argomento.

Un invito a tornare con i piedi per terra arriva da Hakan Samuelsson, Ceo di Volvo: “La guida autonoma non è ancora pronta per le nostre strade, bisogna andarci piano e pesare le parole”.  Forse ricordando gli incidenti già accaduti a Tesla ed ad altri marchi stando alle agenzie.

I veicoli autonomi scandagliano l’ambiente con radar, lidar, GPS e visione artificiale, si legge in Wikipedia. Auto in grado di aggiornare le proprie mappe in base ad input sensoriali.

Sino ad oggi per la SAE, ente di normazione nell’industria aerospaziale, automobilistica e veicolistica, sono sei i livelli per la guida automatica: 0 (nessuna autonomia), 1 ( assistenza alla guida), 2 (automazione parziale), 3 (automazione condizionata), 4 (alta automazione), 5 (completa automazione), 6 ( il top).

I primi esperimenti datano addirittura 1920, poi test promettenti nel 1950. Le prime autosufficienti videro la luce 30 anni dopo all’Università di Carnegie Mellon, quindi i progetti Mercedes-Benz e quello Eureka nell’87. Seguirono prototipi GM, Toyota, Renault, Nissan e perfino Google.

Oggi si parla di Autonomous dirvi grazie ma come ha evidenziato Bmw “quanto siamo lontani dalle soft driving cars e quali i prossimi passaggi?”. Una Bmw che ha lavorato molto sul PersonalCoPilot e che nel 2021 offrirà alla clientela sistemi innovativi all’avanguardia compresa la stabilità direzionale sulla X3.

Nel 2025 si legge su Repubblica A&F Motori che il mercato delle auto connesse produrrà un fatturato di 274,7 miliardi di euro, spesa certificata dall’Osservatorio Autopromotec, in scena a Bologna, importante fiera degli accessori.

Sono gli USA il più importante player sull’auto autonoma ma Europa e Cina incalzano. Riepilogando: non solo Bmw, già al quinto livello, Gruppo Volkswagen ( test di livello 4 ad Amburgo con una flotta di e-Golf), Gruppo PSA ( da aprile in Francia circolano Peugeot 508 e SW, DS7 Crossback e DS3 Crossoback) ed ancora Tesla con la Model X, Ford, GM, Renault, Audi, Toyota, Nissan, Mercedes, Seat, Kia per ricordarne alcune. FCA, ai tempi di Marchionne, era entrata nel consorzio Bmw-Intel per lo studio della guida autonoma di livello 3 e 4. Ma l’argomento si evolve.

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