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Imprese della mobilità: la ripresa c’è.
 I dati dell’Osservatorio presentati al Motor Show da Federmotorizzazione

Oggi al Motor Show di Bologna Federmotorizzazione, insieme a Confcommercio Mobilità, ha presentato i risultati della seconda indagine semestrale dell’Osservatorio sulle imprese del settore mobilità. La presentazione è stata preceduta dal saluto di Enrico Postacchini, presidente di Confcommercio Bologna, che ha sottolineato il ruolo trainante dell’automotive per il commercio e per l’economia. Postacchini ha poi salutato con favore la rinascita del Motor Show che è oggi organizzato direttamente da Bologna Fiere. Il project manager dell’evento, Rino Drogo, ha poi svelato, durante il suo saluto, che il Motor Show del 2017 si terrà dal 2 al 10 dicembre, una vera anteprima che si ricollega all’ottima affluenza di pubblico riscontrata nelle prime giornate di fiera. Simonpaolo Buongiardino, presidente di Confcommercio Mobilità e Federmotorizzazione, ha introdotto la presentazione della ricerca ricordando l’importanza di questo tipo di indagine che consente di tenere aggiornati tutti gli associati su cambiamenti e tendenze del settore automotive. La ricerca è stata condotta da Format Research con interviste a un campione di mille fra imprenditori e top manager di aziende che operano nel commercio – vendita, assistenza, riparazione e ricambi – di veicoli a quattro e a due ruote. A commentare i dati è stato il presidente di Format Research, Pierluigi Ascani. Le aziende del commercio automotive operanti in Italia sono circa 130mila, pari al 3,6% del totale delle imprese attive in Italia. Per l’80% si tratta di riparatori e altro, mentre il 20% è rappresentato da rivenditori che in termini di fatturato valgono però l’83% del comparto. I rivenditori sono 25.154 (di questi oltre 21mila vendono autovetture, i restanti moto e ciclomotori), mentre i riparatori superano le 104mila unità (79mila le officine). Considerando le 130mila imprese oltre l’86% è rappresentato da aziende che hanno non più di 5  addetti mentre solo un 1,3% può contare su una forza lavoro compresa fra 20 e 49 addetti. La ripresa che il mercato dell’auto sta vivendo è testimoniata anche dal numero di nuove imprese registrare nel 2016: 5.028 contro le 4.649 dello scorso anno, ma resta negativo il saldo finale perché, sempre nel 2016, sono state oltre 5.800 quelle che hanno cessato l’attività. Secondo i dati Istat gli occupati nelle imprese del settore mobilità sono 450mila ma, considerando tutte le figure professionali, è lecito stimare che l’intero indotto conti oggi un milione di addetti occupati, per oltre il 50% nel Nord Italia. La seconda parte della ricerca illustrata da Ascani si è focalizzata su indici di fiducia e congiuntura. Il sentiment delle imprese automotive è in leggera crescita e nel secondo semestre di quest’anno è passato da 39,7 a 40,0 (l’indice si ottiene sommando la percentuale di chi vede un miglioramento  e la metà di chi ritiene che non sia cambiato nulla), ma sono comunque i rivenditori ad essere più positivi (44,7) e il divario rimane anche quando agli intervistati è stata chiesta una valutazione sulla fiducia sull’andamento della propria azienda (46,8 i rivenditori, 36,0 gli altri). Il migliorato clima di fiducia è legato in buona parte alla ripresa delle immatricolazioni (+8,2% stima 2016) che sta generando un significativo aumento dei ricavi al quale, però, corrisponde una marginalità molto modesta. Stabile risulta il numero degli addetti, ma la stagnazione riguarda prevalentemente il centro e il Mezzogiorno. Su domanda e offerta di credito si registra  che il 35,4%  delle richieste viene soddisfatto integralmente e che il 20 % viene respinto. Il consumatore sta cambiando, è più esigente e preparato, di conseguenza dovrà cambiare anche il personale delle imprese e si dovranno privilegiare modalità di vendita innovative (digitale) anche se quasi il 60% degli intervistati ha dichiarato di seguire quelle tradizionali. Per rispondere alle nuove esigenze del mercato sarà dunque sempre più importante l’aggiornamento e la formazione del personale un fatto su cui l’88,2% degli imprenditori si dichiara d’accordo. Anche in quest’ottica risulta importante l’aggregazione delle imprese in associazioni come Federmotorizzazione.     
 
Federmotorizzazione – Federazione Nazionale Commercianti della Motorizzazione – rappresenta e tutela sul piano nazionale, gli interessi delle categorie imprenditoriali appartenenti al settore della mobilità, quali: venditori di autoveicoli – cicli – motocicli e ciclomotori – parti  di ricambio e pneumatici – vendita di prodotti nautici e veicoli ricreazionali “sea & snow” – attività di autorimessa e autoriparazione. Federmotorizzazione aderisce alla Federazione Nazionale del Settore della Mobilità, CONFCOMMERCIO MOBILITA’ – Confcommercio Imprese per l’Italia.

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