Woman in car giving thumbs up

In difesa delle…”donne al volante pericolo costante”

Sfatiamo un mito. Donna al volante, pericolo costante non è più una verità. Per anni, meglio ancora decenni, il refrain ci ha accompagnato in aggiunta a sorrisini e scongiuri ma adesso, se si crede a una ricerca dell’Institute of Transport Economics pubblicata su Frontiers in Psychology, risulta che i giovani uomini sono quelli che commettono più distrazioni. La ricerca è stata effettuata in Norvegia, però c’è da credere che anche da noi il risultato non si dovrebbe discostare molto.
Gli studiosi hanno preso in esame due gruppi di persone: un primo composto da 1100 studenti di scuole superiori, un secondo da un campione di 617 uomini e donne rappresentativo della popolazione norvegese. Sono stati somministrati loro degli appositi questionari sulle distrazioni alla guida e i risultati hanno permesso di rilevare che le donne, soprattutto un po’ più adulte, e coloro che sentivano di poter avere il controllo di ciò che può disturbare al volante riportavano meno disattenzioni.
Oggi siamo circondati da persone che guidano molto piano e molto male, e se ben guardiamo sono individui piuttosto giovani anziché attempati guidatori. Conducenti che lambiccano sul telefonino, che chiacchierano con i passeggeri non guardando la strada davanti, che staccano le mani dal volante per dar vita a goffi balli a ritmo di musica sparata al massimo. L’auto non è più considerato un mezzo di trasporto, bensì una scatola di ferro dentro cui si può fare tutto anziché stare concentrati, quasi che la guida autonoma ci sia già anche se invece è ancora lontana da venire.
Temo che si sia perso il senso del pericolo, quello che un tempo veniva soprattutto dalla tentazione di pigiare sull’acceleratore. Paradossalmente, adesso che quasi tutti vanno molto più piano che in passato, ci sono più rischi perché ci si sposta con la testa tra le nuvole, o comunque impegnata altrove. Anche le donne, si badi bene, non ne sono esenti. Telefonano quanto i maschi e molte volte manovrano sgraziatamente, però hanno più paura e spesso il loro procedere lentamente, e quasi sempre a centro strada, non è dovuto a distrazione ma piuttosto all’insicurezza che le porta, se non altro, a fare più attenzione a dove mettono le ruote.
I giovani, invece, a mio personalissimo avviso guidano molto peggio che un tempo perché hanno tanta passione in meno per l’automobile: si credono esageratamente sicuri e liberi di fare quello più li aggrada, anche leggere il giornale come tanti sconsiderati al volante facevano una volta. Con la differenza che se già era pura follia sfogliare un quotidiano alla guida, figuriamoci sfogliarlo sul telefonino, magari contemporaneamente rispondendo a un post su facebook e mettendo la didascalia a una foto su instagram.
E non mi rassicura che la ricerca si stata fatta in Norvegia, cioè tanto lontano da noi. Temo invece che scendendo verso sud i problemi aumentino invece che diminuire. (quattroruote.it)

1 commento
  1. Cristian Forte
    Cristian Forte dice:

    Approfitto del bellissimo articolo per ringraziare Lei,Il Direttore per eccellenza di Autosprint nel suo periodo editorialmente più bello…Un ricordo in particolare va al suo editoriale a poche ore dall’addio a questa terra di Ayrton… ovvero l’ufficio di Magic…dove i trofei dei Caschi D’oro avevano un posto in primo piano rispetto a quelli della FIA…

    Con stima immensa,
    Cristian Forte

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