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INCHIESTA – Comprare l’auto oggi: prezzi, servizi e atteggiamenti sbagliati che confondono i clienti

Blocchi del traffico, tassazione, aumento assicurazioni e carburanti. Un bel mix che ti porta a riflettere. Poi guardi in garage la tua vettura e decidi che forse è il momento buono per cambiarla. Le offerte ci sono, il mercato pare interessante. E allora si parte alla ricerca del modello desiderato.

1 PASSAGGIO: SI VA DALLA CASA

Essendo giornalista, la prima cosa da fare, dopo aver individuato il modello prescelto, è recarsi presso la sede della Casa auto e vedere se hanno dei “parchi stampa” disponibili, come si dice in gergo. Anni fa erano la soluzione ideale per chi non voleva spendere molto e cercava auto fresche e dotate di optional. Adesso non ne vale la pena. Infatti ci rimbalzano alla concessionaria ufficiale e con un venditore, svogliato, gettiamo le basi per un preventivo. Auto, colore, motore, optional e allestimenti scelti: totale della spesa a listino 30.800 euro. Con lo sconto giornalisti viene 25.900 euro. Non male, si dirà. Il trattamento però è stato deludente. “Quella è la macchina, questo il prezzo, mi dia mail e telefono che metto nel computer”. E lo diceva quasi come se comprando l’auto gli stessi facendo un dispetto. Pagamento? Bonifico diretto rispondo. “Ma perché non fa un finanziamento?”. Perché li ho i soldi e non voglio tasse e interessi da pagare oltre il dovuto…

2 DAL RIVENDITORE NON UFFICIALE PREZZO PIU’ BASSO

Passa qualche giorno e mentre stiamo riflettendo sull’offerta della Casa ufficiale, finiamo davanti un rivenditore autorizzato. In vetrina hanno l’auto che cerchiamo. Entriamo e chiediamo lumi,  il venditore, anche lui con faccia poco allegra e quasi disturbato, ci fa il preventivo: “Guardi, le viene 24 mila euro tutto compreso”. Con lo sconto giornalisti? Chiediamo. Risposta secca: no, è escluso. Quindi la stessa vettura, stesso allestimento, invece che 25.900 euro ce la possono dare a 24000. Un bel numero, poco da dire.

3 SECONDO CONCESSIONARIO UFFICIALE IN PROVINCIA

Giriamo i pollici in attesa di decidere il da farsi, quando un amico ci consiglia una concessionaria che ha delle convenzioni particolari. Entriamo e chiediamo lumi sul modello prescelto. La risposta è: le interessa un bel km zero? Ne abbiamo immatricolato uno proprio ieri. Dico ok. Risposta del titolare: a 22500 euro la possiamo dare. Non male, auto nuova, ancora da targare anche se immatricolata. Ci pensiamo su e il giorno dopo telefoniamo per fissare un incontro. Risponde altro venditore deludente (li fanno con lo stampino a quanto pare, tutti scazzati e annoiati) che ci dice: “l’auto è qui, costa 23800 euro, mi dica quando viene a vederla”. Come 23800 euro? Ma se al telefono è arrivata l’offerta di 22500?

4 TORNIAMO DAL RIVENDITORE NON UFFICIALE

Mentre stiamo rimuginando sul da farsi e che da 30800 euro siamo passati a 25900, poi 24000, poi 22500, ci fermiamo a discutere dal secondo rivenditore per capire se da 24000 si può scendere ancora. E qui scatta la seconda sorpresa. Km zero? Certo, ne abbiamo una disponibile. Allestimento superiore, però, con cambio automatico. (che vorremmo evitare perché vogliamo un più tradizionale  cambio manuale). La sorpresa? Che col cambio automatico, colore metallizzato, cerchi da 18 pollici invece che 17 come richiesto e allestimento superiore, viene venduta a 22 mila euro. Ovvero 500 in meno rispetto ad allestimento inferiore del secondo concessionario privato…

5 SI CERCA TERZO CONCESSIONARIO UFFICIALE

Sempre tramite amici si parte alla ricerca del terzo concessionario ufficiale, in altra provincia vicino a Milano. “Certo, tranquillo. Le preparo il preventivo. Posso darle km zero bianca, le va bene? Cambio manuale, vero?”. Confermo tutto e dopo due mesi arriva la risposta: “Tutto pronto, ne ho due, una nera e una grigia cambio automatico“. Ma come? Se mi aveva proposto colore bianco e cambio manuale, adesso ne offre due diverse?

6 TORNIAMO DAL SECONDO CONCESSIONARIO

Entriamo con passo deciso, spieghiamo al titolare che la vettura offerta a 22500 euro il rivenditore ce la voleva piazzare a 23800 e poi fare lo sconto, quindi ci aspettavamo lo sconto da 22500 e non da 23800 come ci ha propinato il tizio. Il titolare ci dirotta ad altro venditore, più simpatico e disponibile. Che ci richiama dopo una decina di giorni e ci fa l’offerta: “Ho tre vetture come quelle che vuole lei, prezzo 20500 euro tutto compreso. Dobbiamo immatricolare entro due giorni”.

7 RIENTRIAMO DAL RIVENDITORE NON UFFICIALE

Cerchiamo il solito addetto alle vendite, che ormai sbuffa quando ci vede. Gli diciamo delle altre offerte, mostriamo preventivi con date e prezzi e d’incanto salta fuori l’offertissima: auto da immatricolare entro il 31 dicembre full optional, stessi allestimenti, a 21800 euro. Non un soldo di meno. Che fare adesso? La scadenza è vicina, non facciamo in tempo a sbrigare le pratiche e a preparare il bonifico. “Ah guardi, o la paga subito o non se ne fa niente. Meno di questo prezzo non la diamo”.

8 TORNIAMO DAL SECONDO CONCESSIONARIO UFFICIALE

Facciamo presente che con una piccola differenza di prezzo, ovvero da 20500 euro fino a 21800, abbiamo full led e metallizzato superiore. Risposta del venditore: “Guardi, mi dia tempo, le cerco una vettura con allestimento superiore e la avviso, così ha più scelta”. Stiamo ancora aspettando la chiamata e l’offerta…

9 TERZO CONCESSIONARIO UFFICIALE, SILENZIO TOTALE

Sempre tramite amici, e nel lavoro di giornalista di contatti ce ne sono, ci viene indicato un altro concessionario cui rivolgerci. Stesso discorso fatto con gli altri, anzi visto l’andazzo, si chiede anche un preventivo sul nuovo in modo da confrontare con km zero e nuovo e poi decidere. Dal 28 gennaio l’unica risposta è stata che di km zero con le caratteristiche richieste non ne hanno in casa e in quanto al preventivo sul nuovo...stiamo ancora aspettando.

10 CONCLUSIONI. MA QUANTO COSTA UNA VETTURA?

Ricapitolando: siamo partiti dal nuovo a prezzo di listino di 30800 euro e siamo finiti a 20500 euro coi vari passaggi intermedi. Abbiamo notato un atteggiamento svogliato dei venditori, trattati quasi male e con sufficienza e in alcuni casi hanno dato pure informazioni fuorvianti sui modelli e caratteristiche, dimostrandosi poi scocciati alla scoperta di avere di fronte un giornalista preparato sulle auto. Quindi, da un lato le Case investono soldi, promozioni e fanno corsi, dall’altro tutto dipende dall’atteggiamento di chi trovi nel salone a venderti l’auto. Tutti hanno preferito parlare di finanziamento, in modo da avere un maggior margine di guadagno sulla vettura piuttosto che concludere la vendita direttamente.

Quale è la Casa interessata? Non importa il nome, perché ne abbiamo sondate diverse nella nostra ricerca di una vettura e l’atteggiamento è simile dappertutto. Insomma, comprare l’auto oggi potrebbe sembrare facile e invece non lo è. E il cliente, alla fine, rischia di venire fagocitato in un turbinio di prezzi, vetture ed altro e alla fine ha sempre l’impressione di aver sbagliato a comprare quella vettura da quel concessionario. Per la cronaca, non abbiamo ancora comprato la vettura che cercavamo perché, a questo punto, o la troviamo come vogliamo al prezzo che vogliamo oppure se ne fa a meno. (rmcmotori.com)

CRONISTORIA DI UN ACQUISTO MANCATO

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3 commenti
  1. francesco michele masera
    francesco michele masera dice:

    ma ha ancora senso oggi acquistare un’auto? car sharing, noleggio lungo, che cosa d’altro . . . . .

  2. francesco michele masera
    francesco michele masera dice:

    ma ha ancora senso oggi acquistare un’auto? car sharing, noleggio lungo, e che cosa d’altro . . .

  3. Autologia
    Autologia dice:

    MERCATO AUTO. Michele Crisci, UNRAE: ridisegnare la distribuzione sarà fondamentale

    Ho letto l’inchiesta sul calvario di alcuni automobilisti nell‘acquistare una vettura e credo che il racconto sintetizzi un po’ lo stato del nostro mercato. Prima di commentare i fatti NON positivi, vorrei solo dire che risulta del tutto evidente che, almeno dal punto di vista della libera e “accesa” concorrenza tra operatori (più o meno ufficiali), ci siamo. E con questo credo siano finiti i punti NON negativi.

    OGNI AZIENDA CONCESSIONARIA VIVE MOMENTI DIVERSI
    Venendo alla vicenda e non volendo cercare scuse a difesa della distribuzione, vale comunque ricordare che ogni azienda che vende e assiste auto, ufficiale per un marchio o no che sia, vive sempre momenti congiunturali diversi l’una dall’altra che spesso influiscono, eccome, sulle politiche commerciali.

    CONTA LA PRESSIONE E I TARGETS DA RAGGIUNGERE
    Ad esempio la pressione sui volumi per il raggiungimento dei targets, piuttosto che la situazione finanziaria e del cash/liquidità disponibile…. A tal proposito può accadere che un operatore preferisca vendere male un’auto, ma alleggerire l’esposizione sulle linee di credito, specie se la vettura è in giacenza da tempo.

    SPINGERE O MENO UN PRODOTTO, SCELTA INDIVIDUALE
    Oppure può accadere che un operatore sotto data da raggiungimento obiettivi di fine periodo (e ricevimento premi) spinga più o meno di un altro che, magari è messo meglio, o addirittura lo stesso operatore aumenti lo sconto sull’auto con l’avvicinarsi di una scadenza giorno dopo giorno.

    Questa è la quotidianità, non esiste una regola e meno male che è così. Quello che può avvenire appunto è che rivolgendosi a diversi operatori, ognuno nella propria situazione, si possano incontrare trattamenti economici completamente diversi.

    I VENDITORI DOVREBBERO COCCOLARE IL CLIENTE. A VOLTE NON ACCADE
    Quello che vedo di molto negativo è l’atteggiamento dei venditori, come è descritto, che dovrebbero sempre, ma proprio sempre, seguire il cliente, servirlo e coccolarlo… proprio perché, come ben sperimentato, il prezzo è sicuramente una variabile importante, ma la cortesia, la professionalità e la cura del cliente lo sono ancora di più.

    UN MONDO IN PIENA TRASFORMAZIONE
    Credo che la trasformazione del mondo dell’auto e della mobilità tutta, e che oggi tutti pensiamo sia solo quella delle motorizzazioni, in realtà riguarda ancora di più la distribuzione che nei prossimi anni subirà decisi impatti. Da un lato i clienti, che si sposteranno sempre più alla ricerca di servizi di mobilità, dall’altro le marginalità, che si faranno sempre più sottili e, per ultimo, non poche case che cercheranno di entrare in diretto contatto con i consumatori per servirli, appunto, direttamente. Insomma una grande trasformazione della distribuzione, una specie di enorme onda anomala… si tratta di capire chi ha voglia di cavalcarla e chi invece, barricandosi dentro casa e non volendo mai cambiare, ne verrà travolto.

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