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La Champions dell’auto di lusso

Nel calcio sarebbe una sfida fra Bayern, Juve, Real Madrid e Manchester.
Le regine d’Europa.
Nell’auto, invece, le tre stelle del lusso sono tutte tedesche, Audi, Bmw e Mercedes.
E la sfida ha confini più ampi del Vecchio Continente, diventa globale, apertissima anche quest’anno: potrebbe decidersi ai… tempi supplementari.
Qui non si assegna la Champions ma la leadership assoluta nel segmento premium, quello che più rende sotto il profilo del business (e pure dell’immagine) e che – soprattutto – non conosce crisi. Al contrario, c’è sempre il segno “più” nei conti dei brand di Ingolstadt, Monaco e Stoccarda.
Alla fine del primo tempo (cioè nei report degli otto mesi) in testa alla classifica è balzata la Mercedes che viaggia a ritmi vertiginosi.  Le immatricolazioni sono salite dell’11.7% a 1.326.635 unità. La Casa di Stoccarda sta realizzando risultati mensili di vendite record nel mondo da 3 anni e mezzo e ora minaccia seriamente il primato di Bmw, che ha dominato a lungo e anche nel 2015 aveva chiuso in vetta. Il Gruppo di Monaco cresce a sua volta in modo entusiasmante (per la prima volta oltre 1,5 milioni di immatricolazioni da gennaio ad agosto) ma la crescita del singolo brand Bmw, con 1.282.511 vetture, è stata inferiore a quella di Mercedes. Secondo posto in classifica, per ora.
E Audi? Terzo gradino del podio, con 1.234.900 esemplari e un incremento del 4,9% rispetto al 2015. Meno di centomila vetture separano nei primi otto mesi le tre regine tedesche e la classifica può ancora essere sovvertita. Decideranno le molte variabili degli scenari mondiali, in particolare Cina e Stati Uniti, e l’ingresso progressivo dei nuovi modelli in gamma.
Nel mondo premium le novità si susseguono a raffica, in modo impressionante (e le realtà più piccole, come Jaguar, Maserati o Volvo viaggiano in scia sebbene con meno modelli e quote di mercato decisamente inferiori).
La sfida a tre non finisce qui, prosegue sul fronte del futuro: Mercedes, Bmw e Audi sono tra i marchi più impegnati nella ricerca di una formula ottimale per la guida autonoma. La competizione tecnologica è altrettanto appassionante. L’unica differenza è che non produce (oggi) reddito, al contrario richiede ingenti investimenti. Come una costosissima campagna acquisti.

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