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Le “italianate”

L’Ospite di Autologia: Maurizio Toma, giornalista

E così, da stamani centinaia di migliaia, o forse milioni, di cittadini italiani si ritrovano a piedi. Lombardia, Veneto e Emilia Romagna hanno fatto scattare il blocco della circolazione delle vetture diesel euro 3 e, in Emilia Romagna anche 4 dalle 8.30 alle 18.30.

Questa misura, tutta da discutere, in quanto a vera utilità, pur annunciata è piombata sulla testa dei tantissimi proprietari di queste auto quasi a tradimento. Senza, cioè, un’adeguata e tempestiva oltre che capillare informazione e senza nessuna procedura che garantisse ai cittadini di trovare per tempo soluzioni alternative.

Ora, è vero, che per migliorare l’aria delle nostre città da qualche parte bisogno pur cominciare, non si discute, ma è anche indiscutibile che, come sempre accade in Italia, si ricorre alle soluzioni più semplici e semplicistiche. Quelle, cioè, che costringono ai sacrifici gli inermi contribuenti. Quelli senza difesa e senza appello. Non credo che chi circola su auto con dieci anni e più sulle spalle lo faccia per snobismo e menefreghismo o, peggio, per insensibilità ambientale. La stragrande maggioranza di questi automobilisti vi è costretta per mere ragioni di necessità. Non possiede i mezzi per sostituire la propria auto, cosa che non sorprende visto il livello dei prezzi delle medesime.

Ma, ovviamente, ò più facile togliere diritti a chi non può discutere, piuttosto che intraprendere un lavoro vero di interventi e pianificazione atti a ridurre l’inquinamento delle nostre città. Ho ascoltato con attenzione le consuete banalità sciorinate dai soloni di Lega Ambiente & co, belle parole che inneggiano all’incentivo a passare alle auto elettriche.

Mi chiedo, però, su quale pianeta vivano. Non certo quello che comprende l’Italia. Le benedette elettriche costano molto di più delle rispettive concorrenti termiche e, quasi sempre, non garantiscono, per ora, il medesimo servizio. Prima di vietare sarebbe opportuno avere un progetto vero, pianificare gli interventi realmente più oculati e, soprattutto, predisporre un piano di facilitazioni e incentivi concreti, raggiungibili dalla gente comune, per poter sostituire le proprie vetture. Fatti così, questi provvedimenti, porteranno a miglioramenti dell’aria tutti da verificare e, in buona sostanza, poco rilevanti ma in compenso impongono un immotivato castigo a tutti quelli, e sono ahimè sempre più numerosi, che si dibattono in difficoltà economiche. Improvvisazione, demagogia, assenza di visione e malafede imperversano nelle nostre amministrazioni pubbliche senza poter trovare un qualsiasi argine.

1 commento
  1. Leonardo Libero
    Leonardo Libero dice:

    Caro Toma, i risultati di questi proovedimenti, che si ripetono da molti anni in (solo) 8 dei 28 Paesi UE, non sono “tutti da verificare” perchè sono già stati verificati nulli da fior di esperti e confermati nulli dagli innumerevoli casi di blocchi “ambientali” della circolazione che non hanno fatto diminuire lo smog o nemmeno impedito che aumentasse: E’ chiaro – a chi vuole vederlo – che si tratta di una disinvolta “operazione commerciale” che ha un solo scopo – ampiamente ottenuto – quello di far vendere tante nuove auto; in barba all’Ambiente e soprattutto al Clima per le enormi emissioni di CO2 che la loro produzione comporta (15 TONNELLATE CIASCUNA ), Ma c’è di più. Quando le auto oggi bloccate erano state acquistate nessuna norma lo vietava (le diesel erano anzi spesso consigliate). Ebbene, l’articolo 25, comma 2, della nostra Costituzione stabilisce che “NESSUNO PUO’ ESSERE PUNITO SE NON IN FORZA DI UNA LEGGE CHE SIA ENTRATA IN VIGORE PRIMA DEL FATTO COMMESSO”. Una norma anche di buon senso, seguita infatti da quei 20 dei 28 Paesi UE che, a differenza del nostro e di altri 7, quando esce una nuova direttiva “Euro” sulle emissioni cessano di produrre o importare i veicoli non conformi ad essa, ma si guardano bene dal bloccare quelli circolanti. Possibile mai che, almeno in Italia, qualcuno di quanti potrebbero e magari dovrebbero farlo non eccepisca in sede opportuna che i blocchi “ambientali” sono contrari almeno allo spirito della nostra Costituzione, se non perfino alla sua lettera ? Che il non poter usare un’auto per la quale si è stati obbligati a pagare il “bollo” e l’assicurazione sia una pesante “punizione” è infatti incontestabile.

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