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Le “Piattaforme” decideranno il destino delle case automobilistiche mondiali

Nel 2020 il 74% del mercato auto sarà gestito sicuramente da 12 costruttori che avranno a disposizione circa 150 piattaforme contro le attuali 225.
Piattaforme che possiamo paragonare alle matrioske, le bambole di legno russe vivacemente colorate e smontabili in due parti: all’interno una serie di bambole simili di grandezza decrescente, che si possono inserire l’una nell’altra.
Lì dentro a spadroneggiare saranno sia l’alleanza globale dei più importanti player mondiali, per abbattere i costi attraverso la condivisione di tecnologie e di componenti meccanici, sia la strategia modulare, via obbligatoria per rispondere velocemente a quanto chiedono i clienti. A tutto vantaggio dei costi di sviluppo e di progettazione.
Una standardizzazione che frutterebbe 9 miliardi di euro di risparmi all’anno per i primi cinque player del mercato. Scendendo più in dettaglio, il Gruppo Volkswagen (che nel 2016 è salito sul tetto del mondo scavalcando Toyota nelle vendite globali) adotterà l’architettura modulare trasversale MQB su oltre 60 modelli dei marchi Audi, VW, Seat e Skoda, dalla Polo alla Golf, passando per monovolume e Suv degli altri brand, con l’intento di produrre 3 milioni di auto all’anno, con un taglio del 20% dei costi e con una flessibilità molto importante. E se attualmente utilizza 23 piattaforme per 60 modelli, nel 2020 ne gestirà soltanto 9.
Con General Motors, per lo sviluppo comune di piattaforme, ci sono Toyota (small-entry), Mitsubishi (4×4 ed elettriche), Fiat (veicoli commerciali), Bmw e Ford (motori). Dalle attuali 12 piattaforme per sviluppare 45 modelli si scenderebbe, nel 2020, a 9 per 46 modelli. Obiettivo comune del Lingotto e di Detroit sono 3 piattaforme, ma da un milione di pezzi ciascuna: Fiat (segmenti A, B, C) e Chrysler (4×4). Dalle 32 piattaforme per 58 modelli, grazie alle alleanze con Ford (small), Psa (veicoli commerciali), Suzuki (motori), Tata (produzione), Opel (veicoli commerciali) si passerebbe, sempre fra tre anni, a 13 piattaforme (la più importante delle quali sarà la C-Evo).
La base costruttiva introdotta sulle Alfa Romeo Giulia e Stelvio verrà utilizzata anche su altre automobili della FCA, in maniera da far crescere le economie di scala e ammortizzare gli elevati costi affrontati per svilupparla. Lo ha confermato di recente il Ceo Sergio Marchionne. La piattaforma a trazione posteriore o integrale denominata “Giorgio” rappresenta un elemento strategico nel rilancio dell’Alfa Romeo, visto che è stata concepita per essere modulare, adattabile cioè a automobili di lunghezza o categoria diversa. La FCA investirà 5 miliardi di euro per il completo rilancio dell’Alfa Romeo, 2,5 dei quali già spesi. una variante meno sofisticata della base costruttiva sarà utilizzata per alcune vetture delle Chrysler, Dodge e Jeep, come la sportiva Challenger, il suv Journey e la Grand Cherokee. La Maserati riceverà invece una versione migliorata della piattaforma, che utilizzerà per le nuove edizioni delle berline Ghibli e Quattroporte, le sportive GranTurismo e Alfieri e anche per una suv di dimensioni e prezzo inferiore alla Levante, ancora in fase di discussione.
Ford, dopo aver ceduto Volvo, Jaguar, Land Rover, Mazda ed Aston  Martin, ha intenzione di produrre 2 milioni di auto all’anno con la piattaforma C globale per puntare nel 2020 ad appena 9 piattaforme sfruttando l’alleanza con Psa (motori diesel). Infine Renault-Nissan, una forte alleanza questa per entrambi i brand che confermeranno anche nel 2020 le attuali 27 piattaforme fra le quali spiccano quelle del segmento A di origine Renault-Mercedes, quelle del segmento B-MO di origine Renault e quelle C-D by Nissan mentre vanno evidenziate le collaborazioni con Mercedes (small e propulsori) e con General Motors (commerciali). Carlos Ghosn, numero uno del Gruppo franco-giapponese, nel sottolineare l’attivismo di Nissan che sostiene i conti di Renault, ha annunciato recentemente l’arrivo di una novità ogni  sei settimane.
La Volvo XC40 verrà costruita utilizzando la nuova piattaforma CMA, messa a punto dalla casa svedese insieme alla cinese Geely. Quest’ultima, nei prossimi anni, userà la stessa piattaforma per le vetture del suo nuovo brand, ribattezzato Lynk&Co. Sarà un anno piuttosto intenso per la Volvo: il lancio della XC40 seguirà quello di un altro modello fondamentale in termini numerici, la nuova XC60, altro Suv ma questa volta di dimensioni più generose. Senza dimenticare le nuove 60, berlina e station wagon che arriveranno subito dopo. Il prossimo step di Microsoft nel segmento dell’automobile non sarà un’auto a guida autonoma. Infatti, al CES 2017 di Las Vegas, la casa di Redmond ha presentato la “Connected Vehicle Platform”, piattaforma cloud attraverso la quale l’azienda spera di fornire una suite completa di servizi cloud based che le case automobilistiche potranno utilizzare per migliorare i servizi dei loro veicoli connessi.
Una piattaforma che sulla carta sarà in grado di gestire tutto, dalla manutenzione predittiva alla produttività nell’auto passando per la navigazione avanzata. Peggy Johnson, EVP for Business Development di Microsoft, ha sottolineato che si tratta di una piattaforma digitale in divenire che come baricentro utilizza i servizi cloud. Realizzata partendo dalla piattaforma di Azure, la piattaforma sarà disponibile in anteprima pubblica entro la fine dell’anno e potrà consentire effettivamente di portare alcuni prodotti di Microsoft come Cortana, Office 365 e Skype per Business, all’interno dei veicoli di produzione. Grazie al cloud e ai sensori delle auto connesse, la piattaforma potrà sapere che la persona deve recarsi ad un appuntamento di lavoro proponendo, così, automaticamente il migliore tragitto da effettuare. Nissan sarà la prima ad integrare questa piattaforma all’interno dei suoi modelli per parcheggio automatico e sistemi di  guida autonoma. Secondo Microsoft, Bmw, Toyota e Volvo vorrebbero utilizzare questa piattaforma all’interno dei loro veicoli connessi.
Aveva proprio ragione l’ing. Dante Giacosa, uno dei maggiori tecnici mondiali dell’automobile, responsabile della progettazione Fiat dal 1946 al 1970, il papà di modelli famosi, tra cui la 1400, la 1100,  la 600, la 124, le 1300/1500, l’Autobianchi Primula, quando in una conferenza stampa nel dicembre 1982 ammise che “…a decidere del futuro dell’auto sono gli uomini del marketing e dei servizi commerciali”.

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