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MG, c’era una volta la spider inglese

Non solo calcio. I cinesi hanno rilevato oltre che Volvo e Saab anche il brand inglese MG e quello De Tomaso. Ed ora MG vuole  uscire dal letargo: a Shanghai ha presentato la concept premium elettrica E-Motion e il brand conta di tornare in Europa nel 2020.

Chi si ricorda più della MG, la spider inglese per antonomasia? Un mito del passato che dal 2007 è finito in Asia. Il marchio britannico è stato acquistato dalla Nanjin Automobile per passare poi (nel 2008 e insieme a quest’ultima) sotto l’egida di Saic. Dopo un periodo di scarsa visibilità, MG è tornata a riprendersi la scena all’Auto Show di
Shanghai con la presentazione della E-Motion, concept elettrico di coupè premium che ha l’obiettivo di far tornare a splendere il brand nel segmento delle sportive, in chiave emissioni zero. Sfoggia un design ispirato alle MG degli anni ’50. Nel 2011, dopo 16 anni di attesa, MG era tornata a produrre nello stabilimento un tempo della Rover, i modelli MG3 e MG GS. Il marchio era nato nel 1924 quando un concessionario Morris, tale Cecil Kimber, creò un badge con la sigla di Morris Garage. Le sue vetture avevano un proprio numero di telaio formato dal prefisso telefonico di Abingdon (dove aveva sede l’officina), 251, seguito dalla normale progressione numerica.

Fra i modelli ricordiamo la MG M Type Midget del 1929, la MG A del 1955 e la MG Midget del 1961. Novantatre anni dopo il numero di telaio delle MG è quello impresso in Cina in uno delle fabbriche del Gruppo Saic che
dal 2007 insieme alla Nac aveva incorporato oltre al marchio inglese insieme all’azienda cinese Nac (Nanjing Automobile Corporation) che ne era entrata in possesso due anni prima anche le attività della MG Rover, società a sua volta nata dal tentativo di dare continuità e un futuro ai marchi abbandonati al loro destino dalla Bmw, quando i tedeschi avevano intuito che, esclusa Mini, il business auto britannico era fallimentare.

L’operazione Nac-MG Rover è stato il primo evento concreto di acquisizione di un marchio occidentale da
parte dei cinesi per impadronirsi di tecnologie e know how e per mettere le mani su progetti moderni a partire da quello della Rover 75 sviluppato dalla Bmw. E così i cinesi si sono appropriati della struttura tecnica e produttiva di Longbridge e del marchio MG, ma non quello di Rover (che è prima ritornata a Ford e quindi ceduto a Tata
con il pacchetto Jaguar-Land Rover). Adesso il brand Morris Garage vuole imitare il <cavallo di Troja> per entrare nel mercato europeo.

Attualmente la gamma è composta solo da due berline, una compatta siglata MG3 ed una media MG6 proposta in versione a 5 e a 4 porte, con quest’ultima che ha recuperato la denominazione Magnette utilizzata negli Anni 50 e 60.

Nel dimenticatoio, per il momento, il marchio DeTomaso finito, nel 2012, dopo un’asta di un milione di euro, nella
scatola cinese di una società quotata alla Borsa di Hong Kong con sede alle isole Vergini, la Ideal Team Ventures Limited. La De Tomaso nacque nel 1959 per merito dell’ex pilota di F! Alejandro De Tomaso, italo argentino, personaggio che rilevò la Maserati (le Biturbo) e che realizzò la Mangusta, la Pantera, la Guarà e che tentò di rilanciare la Innocenti Mini, acquisendo, allora, anche Benelli e Moto Guzzi.

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