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Mobilità elettrica: i conti non tornano e…

La mobilità elettrica “pulita” non è sostenibile economicamente.

Oggi produrre un “megawattora” dal carbone costa 30 euro mentre dall’eolico costa il doppio e dal fotovoltaico anche il triplo!

La mobilità elettrica ha poi anche un altro punto che non torna: i pacchi batteria hanno chimiche sempre più sofisticate che tanto pulite non sono.

E non va trascurato il problema dei tempi di ricarica che sono sempre molto lunghi a meno che non si utilizzino sistemi molto potenti con relative problematiche legate all’elettrosmog.

La mobilità elettrica non ha quindi un percorso in discesa come tanti vogliono far pensare, perché ci sono tanti nodi da sciogliere che facili non sono.

Recentemente si è avuta la possibilità di provare la migliore elettrica sul mercato, la Renault Zoe con accumulatore maggiorato. Per ricaricarla da una presa di corrente domestica si sono impiegati più di 1200 minuti che corrispondono a qualcosa come venti ore! Tempo che si può ridurre a meno di due ore se si utilizza un colonna che dispensa 43 kw! Una potenza esorbitante.

La Renault Zoe 40 va bene, offre un’autonomia reale compresa tra i 200 e i 300 chilometri che sono tanti, ma i tempi di ricarica sono importanti e la chimica della batteria modificata non è da sottovalutare perché c’è tanto più nichel nei 300 kg del suo peso.

Inoltre il prezzo è ancora molto elevato, tanto che tutti consigliano sulle elettriche di affittare i pacchi batterie e non acquistarli. La loro durata è poi tutta da verificare: si dice che dopo 7 anni vanno sostituiti, chi, che dopo 3 anni c’è già una perdita importante di capacità come sui telefonini…che dipende dalle ricariche…quello che è certo è che c’è anche tanta poca esperienza a riguardo.

Sempre sul tema elettrico c’è anche da riflettere sul fatto che oggi l’energia per la mobilità è priva di accise al contrario della benzina e del diesel perché i numeri sono molto bassi, un domani se tutti si andrà elettrico e agli Stati verrà meno l’indotto delle accise dai carburanti qualcosa faranno perché non potranno permettersi il lusso di perdere i miliardi di euro che ora arrivano ogni mese come uno…stipendio.

Leggi anche: Le “accise”? Oggi sui carburanti, domani sull’elettrico

In poche parole sul tema mobilità elettrica ci sono molti punti di domanda, ma anche una tecnologia che fatica non poco a essere competitiva sia da un punto di vista economico sia ambientale e che in Italia sarebbe giusto affrontare seriamente soppesando bene tutti i pro e i contro, ma anche facendo un pensiero sulle scelte fatte legate al nucleare e anche al nostro debito che sarebbe ora di ridurre non facendo sempre le cicale.

10 commenti
  1. Autologia
    Autologia dice:

    RISPONDE L’AUTORE DELLE’ARTICOLO: MARCO MARELLI

    Poche parole per chiarire che oltre a sentire tante campane e a riportarle, cerco pure di verificarle documentandomi e verificando di persona.
    Negli anni di professione giornalistica, questa mio approccio mi ha permesso ad esempio sull’auto da 2000 dollari, la Tata Nano, di far risparmiare carta al mio editore, all’epoca costava; di non passare come megafono di sogni e business di altri irrealizzabili; di far perdere tempo ai lettori; di non far passare tutti gli altri o come stupidi o come furbi perché non sapevano fare altrettanto!!!
    Anche con l’auto ad aria ho fatto lo stesso, così come con il sistema ad idrogeno liquido iniettato nel motore con pistoni che addirittura portò un nostro politico a pensare che presto non avremmo più avuto mezzi di locomozione senza quella tecnologia.
    Ho ben studiato e sposato il sistema common rail nel 1997 che ha permesso risultati incredibili a livello efficienza; ora sono attratto dalla sovralimentazione elettrica…ma sono sempre attento anche sul tema elettrificazione.
    Ho visto che questo mio ultimo post ha scatenato parecchie polemiche con affermazioni anche contradditorie fra loro. Questo è il bello della partecipazione dei lettori sui blog come Autologia.net.
    Io non ho la soluzione in tasca e non pretendo di averla, come detto, mi limito a riportare delle tesi, chi non è d’accordo può dissentire e portare la propria visione…sempre con la dovuta serenità che non prevede insulti vari.
    La materia è molto vasta e complessa e penso sia interesse di tutti sentire pro e contro.

    Rispondo così a:

    Gaetano dice:
15 giugno 2017 en 10:43 

Non ho mai letto tante cazzate in un solo articolo ma di cosa stiamo parlando? Nikel? Elettromagnetismo? Allora parliamo dei 90mila morti all’anno solo in Italia per inquinamento atmosferico causato dai combustibili fossili (leucemia tumore cancro ictus infarto aborto spontaneo morte prematura), possiamo parlare dei terremoti causati dalle trivellazioni in mare e terra per estrarre il petrolio oppure parliamo dei costi di manutenzione e di carburante annui circa 3000 euro!!! La batteria delle auto a combustione di cosa è fatta??? Non aggiungo altro!





    Fa bene a non aggiungere altro perché quando si mettono troppi ingredienti i gusti si confondono. Ho parlato di “conti che non tornano” sulla mobilità elettrica sia economici sia ambientali. Di cazz…. le assicuro che non ce ne sono. La chimica degli accumulatori non è acqua che si può bere; l’auto elettrica costa tre volte tanto un’auto a combustione e non è quindi per tutti; le prestazioni di un’auto elettrica sono sensibilmente inferiori. Sulla efficienza c’è da parlare perché anche l’elettrica abbisogna di energia per muoversi ed è impensabile alimentarla solo con l’eolico; l’elettrosmog esiste (passi un po’ di tempo sotto distributori di alta tensione…)… Sull’inquinamento atmosferico causato da combustibili fossili penso si sia tutti dello stesso pensiero ma bisogna anche essere realisti e consci del fatto che oggi la maggior parte dell’energia arriva da queste fonti e bisogna pensare a come rendere tutto più efficiente e pulito senza sprecare energia per un mondo migliore anche nei confronti di chi seguirà. Bisogna pesare la Co2 e le polveri sottili riuscendo a trovare la migliore quadra. Personalmente non sono contro l’auto elettrica e non sottovaluto alcun sistema di sviluppo energia, ma cerco di vedere vantaggi e svantaggi. Mi entusiasmo quando verifico che con un’auto moderna riesco a percorrere con 3 litri quasi cento chilometri perché fino a pochi anni fa ce ne volevano almeno 8 quindi il consumo si è più che dimezzato; mi entusiasmo meno quando con una elettrica consumo un accumulatore da oltre 20 kwh in meno di cento chilometri o quando vedo che alcune elettriche sono tanto meno efficienti di altre ma passano tutte come fossero uguali.
    PS La batteria di un’auto a combustione è più piccola e meno nociva di una che serve un’auto elettrica: giusto due numeri, una batteria di un’auto elettrica può essere anche un “pacchetto” da 400 kg mentre quella di un’auto a benzina può pesare meno di 5 kg! Penso che chiunque capisca la differenza tra smaltire un involucro di materie nocive da 400 kg e uno da 5 kg!

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Emiliano Spinozzi dice:
15 giugno 2017 en 7:47 

Precisiamo:
    3 La Zoe ce l’ho…. primo modello da 22kwh.
    4 Autonomia:
    5 80km a 135kmh fissi
    6 140km a 90kmh fissi
    7 Nell’uso quotidiano faccio tranquillamente 150-170 km
    8 Il nuovo modello con batteria doppia 41kwh (e solo 25kg in più)…..fate voi i conti.
    9 Ricarica:
    10 Solo AC, assorbe dai 2 ai 22-43kw di potenza a seconda del modello.
    11 Colonnine:
    12 Le 43kw ac (rare). Dai 30 ai 60 min x una carica completa
    13 Le 22kw ac (molto piu diffuse al centro nord) da 60 a 120 min per una carica completa.
    14 Non ci sono colonnine dalle mie parti.
    15 Comunque la uso tutti i giorni senza problemi per 20000km annui.
    16 La mia a 4 anni e ancor a le batterie sono come nuove…..





    La ringrazio per i dati e per l’informazione che le batterie sono ancora in perfetta efficienza anche perché di km ne ha fatti già 80 mila. Mi farebbe piacere saperne di più sulla sua esperienza, ad esempio come e quanto la ricarica, quanti pneumatici ha sostituito, a livello ammortizzatori se sono ancora i suoi…se ha visto differenze tra l’uso estivo e invernale… Sul tema colonne di ricarica vorrei far presente che da 150kW-DC con cui è possibile ricaricare 100km di autonomia in soli 10 minuti rendono quelli da 50kW-DC obsoleti: necessitano mezz’ora per caricare l’autonomia equivalente. In poche parole sul tema colonne ricarica volevo solo far notare che la tecnologia sulla rete distributiva sta cambiando così rapidamente che diventa quasi subito superato quello che si pensava fosse lo stato dell’arte e chi ha investito rischia perdite pesanti. E di questo bisogna esserne consci perché se spende la pubblica amministrazione sono soldi nostri e se vengono spesi male poi le conseguenze le paghiamo tutti. Oggi ricordo che un sistema di ricarica veloce basico costa a partire da circa 60 mila euro. Mica pochi. Vorrei anche far presente che sulle attuali auto elettriche l’efficienza è molto variabile e con il costo del petrolio basso come oggi c’è da riflettere su quale sia la fonte più conveniente e sapendo che oggi l’energia per la maggior parte arriva da fossili e nucleare c’è da riflettere per bene. Se avessimo solo eolico anch’io non avrei dubbi a mettere tutto a corrente.

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mauro dice:
14 giugno 2017 en 20:21 

Solo un esempio: valuti il costo della produzione dell’energia elettrica e confronti con il costo (0,4€ al kWh) applicato alle colonnine.
    19 Mi sembra che le accise le paghiamo già, anzi, per me è una manna quando riesco a caricare dal mio FV perché al contrario di quello che lei dice il costo di produzione dell’energia é minoritario rispetto a tasse e trasporto; il fotovoltaico é competitivo proprio perché é a “chilometri zero”.
A Chi non capisce questo non spiego il resto.





    Oggi per la mobilità viene tassato il GPL, il metano (poco), la benzina e il gasolio (tanto) non la corrente. Il costo applicato alle colonnine non ha tasse, accise per la mobilità. Le tasse che ci sono solo quelle per il consumo domestico e industriale, non legato alla mobilità. Non dimentichiamo che il carburante per la mobilità è super tassato. Il costo del trasporto sul carburante incide poco. Il fotovoltaico se fosse competitivo mi spiega perché abbisogna di finanziamenti statali?

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Paciscor Luigi dice:
14 giugno 2017 en 14:25 

Guardi non so proprio da dove cominciare: se la strategia è si puntare sulla quantità per inebetire l’avversario c’è quasi riuscito!
    22 Cominciamo col dire che 1MW di elettricità, comunque prodotta, consente di percorrere ALMENO il triplo della strada ad un veicolo elettrico rispetto ad uno termico. Ammesso e non concesso che tutta l’elettricità necessaria alla locomozione provenisse dal carbone o addirittura direttamente dal petrolio, avremo un inquinamento minore già solo per questo fatto. Certamente qualcuno come Lei agli inizi del ‘900 aveva fatto obiezioni simili alle sue sulle automobili, visto che si doveva comprare il petrolio per lampade in drogheria in latte da 1 litro invece di avere le comode stalle piene di fieno lungo le strade… Le batterie degli autoveicoli, oltre ad avere un ciclo di vita lunghissimo (una volta diventate troppo deboli per il servizio di autotrazione possono essere riciclate per l’accumulo domestico) sono completamente riciclabili, certo la filiera non è ancora al livello di quella degli accumulatori al piombo, ma certamente con l’aumento della diffusione delle batterie al litio, si attiverà completamente: Lei si è mai chiesto che fine fanno i reflui delle auto che vanno in discarica? Se facciamo discorsi sull’impatto ambientale, facciamoli per tutti.




    Lungi da me l’intenzione di inebetire. La materia è tanto complessa e con interessi e tematiche così intrecciate tra loro c e c’è davvero il rischio di perdersi. Ho solo cercato di fare un riassunto sui tanti nodi che vanno sciolti. Io da quanto Lei scrive non sarò stato chiarissimo ma mi permetta, anche Lei mi è venuto dietro. Scrive: “Ammesso e non concesso che tutta l’elettricità necessaria alla locomozione provenisse dal carbone o addirittura direttamente dal petrolio, avremo un inquinamento minore già solo per questo fatto” ??? Sulle auto che vanno alla discarica le ricordo che sono quasi interamente riciclabili oggi. Avere 400 kg di ferro da riciclare o 400 kg di batterie chimiche da trasformare un po’ di differenza mi sembra ci sia. A meno che non ci si inventi domani qualcosa che cambi la situazione. Sul tema uso domestico dopo quello mobilità delle batterie mi preme ricordare che ci sono tanti interessi al riguardo perché permettono a chi le produce e vende di scaricare in tempi successivi e ad altri il loro smaltimento, inoltre servono grosse compagnie per stabilizzare la rete, quindi recuperare in efficienza. Che se così fosse davvero sarebbe positivo e quindi da ben considerare. Come vede lascio la porta aperta ma vorrei che si spiegasse bene come e si valutassero per bene tutti i pro e i contro. Anche perché sul tema energia ci giochiamo tutti una partita molto importante sia per l’ambiente sia per l’economia.

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Giacomo Intrieri dice:
14 giugno 2017 en 13:55 

Per l’economia capitalistica con la logica mordi e fuggi e il profitto adesso è chiaro che conviene il carbone ma non chiaro se l’economia adottasse il bene di tutti e dell’astronave terra




    Fa bene a mettere in evidenza la logica del mordi e fuggi che tanti danni ha fatto. Nella finanza questa è un imperativo e ha creato bolle mostruose. E la temo anch’io perché tra i protagonisti di questi cambiamenti ci sono molte aziende e personaggi fortemente legati e incalzati dalla finanza che vive sul prendere tutto oggi e lasciare i cocci domani agli altri.

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Giuliano Campagnola dice:
14 giugno 2017 en 13:21 

riguardo alle accise… è palese che si trasferiranno sull’elettrico. ma essendoci una enorme differenza tra il fabbisogno energetico di una auto a benzina e quello di un auto elettrica gli stati dovranno ingegnarsi per cavare quel flusso di tasse da qualche altra cosa e comunque sia visto che anche producendo corrente dalla benzina il fabbisogno energetico per autotrazione sarà piu che dimezzato , anche le emissioni verranno drasticamente ridotte quindi non capisco di che cosa ci dovremmo preoccupare? dovremmo continuare a cambiare carburante sperando che lo stato non ci faccia pagare accise? le accise ci saranno comunque.




    Lei tocca un punto fondamentale: la differenze di fabbisogno energetico tra un’auto a benzina e una elettrica. Sa quanto assorbe un inverter? E sa quanto energia ci vuole per muovere un’auto elettrica che pesa il doppio di un’auto normale? Facciamo due conti insieme? Veicolo a propulsione elettrica

    SI PRENDE IN CONSIDERAZIONE UN AUTOVEICOLO ALIMENTATO DA SOLE
    BATTERIE AGLI IONI DI LITIO

    Questo tipo di batterie è caratterizzato da
    1) peso ridotto rispetto alle tradizionali batterie ad acido
    Indicativamente con 100 Kg di peso si hanno 10Kwh
    2) lunghi cicli di ricarica : da 2000 a 2500 ricariche
    a condizione che vengano rispettate alcune norme imposte dal costruttore che
    principalmente sono :
    a) assorbimento di amperaggio in fase di scarica non superiore a 2 – 2,5 volte
    quello della batteria installata (una batteria da 200 A non può erogare più
    di 400 -500 A
    b) la potenza disponibile del gruppo batterie non deve scendere sotto il 80% della
    capacità installata ( potenza 20 Kwh – utilizzabile 16 Kwh) se si vuole avere la
    certezza del numero di ricariche.

    Potenza necessaria al moto
    1) resistenza aerodinamica : è proporzionale al quadrato della velocità alla sezione maestra del veicolo (largh x altez).al coefficiente di resistenza aerodinamico, alla densità dell’aria-
    2) resistenza al rotolamento : è proporzionale al peso del veicolo ed al coefficiente di
    rotolamento
    3 ) rendimento meccanico del veicolo : trasmissione del moto alle ruote ed attriti
    4) rendimento del motore elettrico
    5) rendimento dell’inverter (trasformazione della corrente da continua in alternata
    6) perdita di potenza per organi accessori connessi a motore elettrico ed inverter come Impianto di raffreddamento ad acqua.

    Un caso specifico
    Vettura : larghezza 1730 mm altezza 1562 = sez maestra 1,73×1,563= 2 ,70226
    Peso vettura con il solo conducente : 1500 Kg
    Coefficiente di resistenza aerod. : 0,29
    “ “ “ rotolamento ¬ 0.018
    Rendimento veicolo 0,95
    “ mot elettrico medio 0,90
    “ inverter “ 0,92
    L’inverter trasforma l’energia elettrica continua delle batterie in corrente alternata che alimenta il motore . Questa trasformazione avviene con perdita di potenza e formazione di calore che deve essere dissipato.

    Calcolo a130 Km/h = 36,1 m/sec
    Resitenza aerodinamica : Ra ½ x dens aria xvel al quad m/sec x sup front x coeff resist = 1/16 x 1303,21 x 2,7 x 0,29= = 63,7758384 ==== 63,77

    Potenza necessaria : ( Ra x vel) ; 75 = 63.77 x36,1 .75 = 37,02 CV :1,3= 28,4769 = 28,3 K
    Resistenza al rotolamento
    Peso X coeff = 1500 x 0,018 = 27 Kg
    Potenza al rotolamento : Peso x vel = 27 x 36,1 : 75 = 12,996 CV : 1.3 = 9,99692308= 10 KW
    Rendimento meccanico : (28,3 + 10) :0.95 = 40,31 Kw
    Potenza batterie : 20 Kwh ( massima) usufruibile 80% = 16Kwh
    Rendimento motore medio : 0,90

    Potenza necessaria : 40.31 : 0.9= 44. 788889 = 44,8 Kw

    Percorrenza a 130 Kmh
    Rendimento inverter 0.95
    Con 20 Kwh nominalt = 19 19 x 60 : 44,8 = 25,45 minuti = Km 55,5
    “ 16 “ = 15,2 = 15,2 15,2x 60 : 44,8 = 20,36 “ “ 44,1
    “ 40 “ = 38 = 38 38 “ “ = 50.90 “ “ 110.3
    “ 32 = 30.4 = 30,4 “ 30.4 “ “ = 40.72. “ “ 88.2

    NB
    Uso di servizi di bordo ausiliari ,come fari ,luci, radio, tergicristallo,radio ,ventilazione abitacolo ,. aria comdizionata ed eventuale sistema di raffreddamento del motore elettrico inverter fanno
    calare l’ autonomia del veicolo.
    Un alternatore, montato tradizionalmente,per la ricarica della batteria richiede una potenza da
    1,5 a 2,5 kw.
    I coefficienti usati sono stai fissati nei valori più bassi.
    Ne consegue che su strada i valori reali medi possono essere di almeno un 4 – 7 % inferiori..

    26 
Marco Crucitti dice:
14 giugno 2017 en 13:09 

Le fonti? Troppe corbellerie mi sa



ù
    Caro Marco, le fonti? Studi di Arthur de Litlle e McKinsey ma anche Lazard, mi appassionano quanto Topolino. Mi documento da anni e mi diverto a vedere come cambiano in base anche al costo del petrolio al barile e ai volumi. Mi guardo anche report e bilanci di produttori di carbone e petrolio, energia fotovoltaica e eolica in diverse parti del mondo. Ho studiato il caso Francia con nucleare, i sistemi di fracking… che hanno fatto calare il prezzo ma sono super invasivi…Sono stato a visitare centrali a carbone in Cina, impianti nucleari in Francia, eolici in UK, parlando con direttori e personale da cui ho ricavato numerose informazioni. Ho un costante confronto da più di venticinque anni con i più importanti tecnici automobilistici, ho visitato stabilimenti di BYD in Cina, ho parlato con Musk della Tesla. Provo veicoli elettrici e li analizzo oltre che verifico…così come tutti quello a benzina, gpl e metano in cui credo parecchio. Giusto per capire sono stato il primo a confrontare auto a idrogeno negli USA, oramai dieci anni fa, perché la c’erano tecnici e centri per documentarsi al meglio; sono andato in Cina con l’auto a idrogeno in condizioni più che difficili per testare le potenzialità; ho seguito il progetto francese di distribuzione energia notturna per la mobilità elettrica a metà anni novanta con una flotta di veicoli elettrici importante che aveva coinvolto PSA e il governo francese; studio quindi da tempo il WTW ma non trascuro il WTT e il TTW rispettivamente dal pozzo alla ruota, dal pozzo al serbatoio, dal serbatoio alla ruota. E sempre sul tema apertura alle nuove tecnologie prove e verifico tutti i sistemi. Non sottovaluto da dove si ricava oggi la maggior parte di energia non dal vento e dal sole, non sono a favore del petrolio come non sono a sfavore dell’auto elettrica. In base alle conoscenze cerco di mettere tutto sulla bilancia e tirare le somme. Nel pezzo che penso sia stato mal interpretato da Lei l’intenzione era far presente che come le rose hanno le spine anche la mobilità elettrica non ne è esente.

    27 
Giuliano Campagnola dice:
14 giugno 2017 en 13:07 

Mr Marelli….io non sono un genio della matematica , ma come fa a costare 60 euro un megawatt dall’eolico se il vento e disponibile gratis in natura? è il vento che si prende la mazzetta per soffiare o ha messo nei costi anche l’infrastruttura? se ha fatto questo dovrebbe calcolare il costo infrastrutturale della centrale a carbone piu i salari di tutte le persone che ci lavorano … non commento poi le tantissime generalizzazioni ed inesattezze scritte sulle batterie. a chi vuole informarsi meglio basti sapere che una batteria da autotrazione dopo 8 anni di duro lavoro in carica ciclica può fare altri 10-20 anni di lavoro come accumulo domestico quindi il costo ambientale sulla lavorazione e l’estrazione del materiale si spalma sui un tempo molto lungo in cui opera senza emissioni se caricata da fonti rinnovabili. e che dire dell’efficienza dei motori elettrici che va dal 90 per centro contro il 30 scarso di un diesel che scende a ZERO quando l’auto e ferma al semaforo?




    Nemmeno io sono un genio della matematica. E per questo uso la calcolatrice. Il costo dell’eolico varia da costanza e quantità del vento, richiede un investimento… e soprattutto quanta energia riesce a produrre. Con un litro di benzina si sa quanta energia si ricava, con l’eolico da quanto girano le pale…che non sempre possono girare! Tenga presente che ho visitato diversi impianti ed alcuni tecnici mi hanno addirittura detto che se si mettono dei piccoli motori a gasolio si riesce a migliorare l’efficienza del sistema…

    28 
Massimiliano dice:
14 giugno 2017 en 12:37 

Iniziamo una battaglia tra noi due, Mr Marelli? Ahahahahah!!! Buon lavoro!

    Se vuole un confronto sì, battaglie no grazie. Ho una certa età!

  2. Gaetano
    Gaetano dice:

    Non ho mai letto tante cazzate in un solo articolo ma di cosa stiamo parlando? Nikel? Elettromagnetismo? Allora parliamo dei 90mila morti all’anno solo in Italia per inquinamento atmosferico causato dai combistibili fossili ( leucemia tumore cancro ictus infarto aborto sponatneo morte prematura), possiamo parlare dei terremoti causati dalle trivellazioni in mare e terra per estrarre il petrolio oppure parliamo dei costi di manutenzione e di carburante annui circa 3000 euro!!! La batteria delle auto a combustionedi cosa è fatta??? Non aggiungo altro!

  3. Emiliano Spinozzi
    Emiliano Spinozzi dice:

    Precisiamo:
    La Zoe ce l’ho…. primo modello da 22kwh.
    Autonomia:
    80km a 135kmh fissi
    140km a 90kmh fissi
    Nell’uso quotidiano faccio tranquillamente 150-170 km
    Il nuovo modello con batteria doppia 41kwh (e solo 25kg in più)…..fate voi i conti.
    Ricarica:
    Solo AC, assorbe dai 2 ai 22-43kw di potenza a seconda del modello.
    Colonnine:
    Le 43kw ac (rare). Dai 30 ai 60 min x una carica completa
    Le 22kw ac (molto piu diffuse al centro nord) da 60 a 120 min per una carica completa.
    Non ci sono colonnine dalle mie parti.
    Comunque la uso tutti i giorni senza problemi per 20000km annui.
    La mia a 4 anni e ancor a le batterie sono come nuove…..

  4. mauro
    mauro dice:

    Solo un esempio: valuti il costo della produzione dell’energia elettrica e confronti con il costo (0,4€ al kWh) applicato alle colonnine.
    Mi sembra che le accise le paghiamo già, anzi, per me è una manna quando riesco a caricare dal mio FV perché al contrario di quello che lei dice il costo di produzione dell’energia é minoritario rispetto a tasse e trasporo; il fotovoltaico é competitivo proprio perché é a “chilometri zero”.

    A Chi non capisce questo non spiego il resto.

  5. Paciscor Luigi
    Paciscor Luigi dice:

    Guardi non so proprio da dove cominciare: se la strategia è si puntare sulla quantità per inebetire l’avversario c’è quasi riuscito!
    Cominciamo col dire che 1MW di elettricità, comunque prodotta, consente di percorrere ALMENO il triplo della strada ad un veicolo elettrico rispetto ad uno termico. Ammesso e non concesso che tutta l’elettricità necessaria alla locomozione provenisse dal carbone o addirittura direttamente dal petrolio, avremo un inquinamento minore già solo per questo fatto. Certamente qualcuno come Lei agli inizi del ‘900 aveva fatto obiezioni simili alle sue sulle automobili, visto che si doveva comprare il petrolio per lampade in drogheria in latte da 1 litro invece di avere le comode stalle piene di fieno lungo le strade… Le batterie degli autoveicoli, oltre ad avere un ciclo di vita lunghissimo (una volta diventate troppo deboli per il servizio di autotrazione possono essere riciclate per l’accumulo domestico) sono completamente riciclabili, certo la filiera non è ancora al livello di quella degli accumulatori al piombo, ma certamente con l’aumento della diffusione delle batterie al litio, si attiverà completamente: Lei si è mai chiesto che fine fanno i reflui delle auto che vanno in discarica? Se facciamo discorsi sull’impatto ambientale, facciamoli per tutti.

  6. Giacomo Intrieri
    Giacomo Intrieri dice:

    Per leconomia capitalistica con la logica mordi e fuggi e il profitto adesso è chiaro che coviene il carbone ma non chiaro se leconomia adttasse il bene di tutti e dell’astronave terra

  7. Giuliano Campagnola
    Giuliano Campagnola dice:

    riguardo alle accise… è palese che si trasferiranno sull’elettrico. ma essendoci una enorme differenza tra il fabbisogno energetico di una auto a benzina e quello di un auto elettrica gli stati dovranno ingegnarsi per cavare quel flusso di tasse da qualche altra cosa e comunque sia visto che anche producendo corrente dalla benzina il fabbisogno energetico per autotrazione sarà piu che dimezzato , anche le emissioni verranno drasticamente ridotte quindi non capisco di che cosa ci dovremmo preoccupare? dovremmo continuare a cambiare carburante sperando che lo stato non ci faccia pagare accise? le accise ci saranno comunque.

  8. Giuliano Campagnola
    Giuliano Campagnola dice:

    Mr Marelli….io non sono un genio della matematica , ma come fa a costare 60 euro un megawatt dall’eolico se il vento e disponibile gratis in natura? è il vento che si prende la mazzetta per soffiare o ha messo nei costi anche l’infrastruttura? se ha fatto questo dovrebbe calcolare il costo infrastrutturale della centrale a carbone piu i salari di tutte le persone che ci lavorano … non commento poi le tantissime generalizzazioni ed inesattezze scritte sulle batterie. a chi vuole informarsi meglio basti sapere che una batteria da autotrazione dopo 8 anni di duro lavoro in carica ciclica può fare altri 10-20 anni di lavoro come accumulo domestico quindi il costo ambientale sulla lavorazione e l’estrazione del materiale si spalma sui un tempo molto lungo in cui opera senza emissioni se caricata da fonti rinnovabili. e che dire dell’efficienza dei motori elettrici che va dal 90 per centro contro il 30 scarso di un diesel che scende a ZERO quando l’auto e ferma al semaforo?

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