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Con Papa Francesco non ci sono più le “Papamobile”…di una volta

Le lussuose limousine del Papa, in dotazione nel Garage del Vaticano, con la riforma voluta dal Santo Padre Francesco, sono un lontano ricordo.
Lui viaggia su vetture “normali”. Nulla a che vedere con il passato. Nella scelta dei mezzi di trasporto ha preferito servirsi di auto normali.

Nella prima uscita dal Vaticano per visitare la basilica di Santa Maria Maggiore è salito a bordo della Volkswagen Phaeton 3.0 targata CV 03758 in dotazione alla Gendarmeria vaticana. Per poi passare ad una Fiat Panda, ad una Ford Focus blu targata SCV 00919 che utilizza per le visite pastorali, per andare al Quirinale o in aeroporto. Altro veicolo per le udienze pubbliche del mercoledì in Piazza San Pietro è il fuoristrada Mercedes G500. A Lampedusa si è servito di una Fiat Campagnola privata, a Redipuglia ha avuto a disposizione una Volkswagen Golf targata SCV 00955, a Napoli ha utilizzato la papamobile G500 bianca, a Torino anche un Doblò Fiat, a Firenze anche una Isuzu DMax, nel 2017 per lasciare lo scalo di Linate e raggiungere Milano è salito a bordo di una Fiat Nuova Tipo e lo stesso mezzo anche dallo scalo di Genova ed ancora a Cesena e Bologna.

Poi anche una Renault R4 che, da cardinale a Buenos Aires, guidava personalmente. Nei viaggi all’estero prevalenza della papamobile, la Mercedes ML430 ideale in termini di sicurezza: in Brasile la Mercedes G500, in Terra Santa, una papamobile su telaio Land Rover, una VW Golf rosso amaranto guidata dal re Abdallah II in Giordania, In Corea del Sud, due papamobile su telai Kia Soul e Sportage, in Albania una VW Passat, a  Strasburgo, una Peugeot 407 grigia, in Turchia una Fiat Albea, una VW Passat, una Mercedes ed una Renault Symbol. Nello Sri Lanka e nelle Filippine, una papamobile su telaio Land Rover 110 ed un’altra su telaio Isuzu D-Max Crew.

A Sarajevo, Ford Focus Blù, in Ecuador, Bolivia e Paraguay, una papamobile su telaio Jeep Wrangler ed un secondo mezzo allestito su telaio Chevrolet D-Max. A Cuba e negli Usa, una papamobile su telaio di una Peugeot Hoggar Pick Up, una VW Passat. A Washington, New York e Philadelphia, una Jeep Wrangel unlimited 4 porte, poi a disposizione sei Fiat 500 LE con l’auto di Papa Francesco protetta da massicci fuoristrada Chevrolet Suburban.

In Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana una papamobile su telaio Toyota Hilux ed anche una Honda Ballade, in Messico, Jeep Wrangler, Dodge Ram Pick Up, Fiat 500 L, nell’isola di Lesvos, VW Passat bianca, in Armenia una Isuzu D-Max, a Cracovia Mercedes G500, in Georgia e Azerbajan, Kia Soul, a Malmoe una Fiat Tipo, in Egitto, VW Golf e Fiat Tipo, in Portogallo una VW, in Colombia, il Suv Chevrolet Traverse. E vari modelli in Cile, Perù, Bangladesh, Svizzera, Irlanda (Skoda Rapid), Lituania, Lettonia, Estonia, Panama (Ford Ranger XLT), Abu Dhabi (Kia Soul), Marocco, Bulgaria, Macedonia, Romania, Madagascar, Thailandia, Giappone (Lexus ES 300 e papamobile su telaio pick up Nissan Navara).

La collezione delle auto di lusso custodita nel Padiglione delle Carrozze all’interno della Città del Vaticano si è andata sempre assottigliando. Vetture che avevano ospitato a bordo, per ricordare alcuni nomi come la Regina Elisabetta, lo Scià di Persia, John e Jacqueline Kennedy. Nel 2019, dal 24 al 26 maggio, furono esposte a Viterbo (fu sede pontificia tra Medio Evo e Rinascimento) in Piazza San Lorenzo, proprio davanti al Palazzo dei Papi, nove auto leggendarie, tutte restaurate e di proprietà del THE NB Center, ed affidate per quel weekend al Veteran Car Club Viterbo. Fra queste spiccavano la Checker, realizzata nel Michigan ed adibita a servizio taxi e con la quale Papa Paolo VI accoglieva le autorità in Vaticano nel 1965.

Poi c’era la Cadillac Imperial Touring ordinata nel 1947 per Pio XII (presentava un allestimento firmato dalla Derham Body Company di Filadelfia con un sedile a trono corredato da particolari accessori: nel Garage Nobile del vaticano furono aggiunti gli emblemi papali, le aste portabandiera e la targa 1 SCV). Dopo la morte di Pio XII, nel 1958, l’auto fu modificata secondo le esigenze di Giovanni XXIII che richiese un tetto aperto per incontrare i fedeli in posizione eretta.

Ed ancora si potevano ammirare una Buick, due Packard e una Cadillac Serie 75 Limousine Imperial Touring del 1938. Nel 1980 quando Papa Giovanni Paolo II andò in Francia per il suo trasferimento fu utilizzata una Peugeot 604 che fu dotata, grazie a Heuliez, di un’apertura nel tetto e di una pedana per permettere a Sua Santità di farsi vedere dalla folla. Vettura poi acquistata e restaurata dal collezionista Daniele Bellucci e che si può ammirare presso la Galerie Peugeot San Giminiano. Per la cronaca nel 2004 era stata regalata dalla Ferrari l’ultima Enzo a Sua Santità Giovanni Paolo II. Poi fu venduta all’asta per 950.000 euro e il presidente Montezemolo dovette attendere il 5 dicembre del 2005 per consegnare l’assegno al successore Papa Benedetto XVI.

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