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Perché Suzuki non crede all’elettrico (e noi sì)

Osamu Suzuki non ci crede. In una bella intervista al direttore di Quattroruote, Gianluca Pellegrini, il patriarca della Casa giapponese ha spiegato i tre motivi per cui, a suo dire, l’elettrico su larga scala non arriverà prima del 2050.

Il patron della Suzuki ha premesso che è impossibile predire il futuro, ma ha fatto notare che  “se l’Europa cambiasse metà dei veicoli in strada con veicoli elettrici servirebbero 18 nuove centrali nucleari per alimentarli”. Ciò  proprio in un momento in cui, ha ricordato, molti governi stanno cambiando direzione sul nucleare e nel Vecchio Continente “molti impianti hanno più di 30 anni e quindi vanno rinnovati”. Ma ecco le sue tre perplessità:

1- Ci sono molti problemi legati  all’approvvigionamento delle materie prime per le batterie al litio. Il cobalto, per esempio, si trova praticamente solo in Congo, in misura insufficiente per produzioni su larghissima scala.

2- Ci sono grandi paesi come l’India, in cui Suzuki è molto forte, in cui l’energia elettrica è razionata per gran parte del giorno. Come pensare di darla alle automobili togliendola alle abitazioni e alle attività produttive?

3- C’è poi, secondo Suzuki, il grande problema di come smaltire gli accumulatori, le batterie, con un impatto potenzialmente pericoloso per l’ambiente.

IL NOSTRO PARERE. Con tutto il rispetto per un grande imprenditore come Osamu Suzuki, ci sembra che fissare al 2050 (se non 2060) lo sviluppo dell’elettrico sia un tantino pessimistico. La tecnologia galoppa, così come la produzione di energia da rinnovabili (la Cina docet, alla grande).  Certo, non tutti i Paesi ci si butteranno, ma noi siamo convinti che i dubbi di cui sopra siano largamente risolvibili  e che già nel 2025 il mercato dell’elettrico sarà solido e in ulteriore sviluppo. Scommettiamo? (vailettrico.it)

3 commenti
  1. Gianni Mollo
    Gianni Mollo dice:

    Lo tzsunami arriverà tra il 2020 e il 2025

    Ora i tempi sono maturi, le tecnologie sono disponibili e non ci sono più ostacoli alla partenza in massa del veicolo elettrico.
    Abbiamo avuto qualche dubbio sulle batterie, sulle reti di ricarica e sui prezzi delle auto elettriche.
    Dubbi che sono stati superati con le nuove tecnologie.
    Se parte dello sviluppo della tecnologia degli accumulatori è già dietro la transizione dal piombo al nichel e ora al litio, la vera rivoluzione è prevista per i prossimi anni. Ciò si riflette nei ripetuti annunci della scoperta di soluzioni innovative da parte delle case automobilistiche e degli istituti di ricerca di tutto il mondo.
    I primi effetti della ricerca attuale dovrebbero essere visti sul mercato nel 2020, anno in cui sono attesi, tra gli altri, anche i nuovi prodotti Bosch e Toyota. Il primo ha appena iniziato un piano con Mitsubishi e il produttore giapponese di batterie GS Yuasa mirava al debutto delle batterie agli ioni di litio più economiche e in grado di raddoppiare l’autonomia oggi.
    Un memorandum d’intesa firmato da alcune delle più grandi e importanti case automobilistiche del mondo consentirà l’avvio della costruzione di una rete di ricarica europea funzionale ed estremamente veloce, che consentirà di viaggiare in pace con le auto elettriche. I compressori saranno utili per qualsiasi auto equipaggiata con il sistema di ricarica CCS combinato, consentendo tempi di immagazzinamento dell’energia simili a quelli di un normale rifornimento di carburante.
    Cina Il primo mercato al mondo (28 milioni di pezzi venduti nel 2016) sta rivedendo le quote obbligatorie di veicoli elettrificati, sia ibridi che alimentati a batteria, per essere venduti dal 2018.
    L’idea di Pechino è di aumentare queste quote per raggiungere 8- 10 percento.
    Questo sta mettendo in fibrillazione tutte le principali case automobilistiche del pianeta.
    Quindi il turnaround ecologico annunciato un po ‘da tutti negli ultimi mesi e recentemente reiterato dai giganti tedeschi ha origine soprattutto da questo imminente cambiamento.
    Oltre agli standard sempre più restrittivi per le emissioni di CO2, a partire dal 2021, l’Europa avrà un tetto di 95 g / km.
    I prezzi delle auto elettriche stanno diminuendo grazie alla riduzione dei costi della batteria. L’industria si trova nel bel mezzo di un’enorme fase di riduzione dei costi poiché i produttori continuano a portare grandi gigafactories online, mentre alcuni singoli fornitori potrebbero vedere enormi riduzioni dei costi quando le strutture vengono attivate o vengono lanciati prodotti di nuova generazione con maggiore densità. Entro il 2030, i prezzi del pacco batterie dovrebbero scendere a $ 73 per kilowattora, in calo rispetto alla media ponderata di $ 273 per kilowattora nel 2016.

    Tutto questo è molto interessante, ma anche molto inquietante, considerando che c’è una grande sottovalutazione di cambiamento

  2. renato ronco
    renato ronco dice:

    Credo che le tesi di Suzuki siano molto più vicine alla realtà. Io sono pronto ad accettare la tua scommessa e credo che al 2025 la perderai.

  3. Diego
    Diego dice:

    Voi siete più che convintii fiduciosi mentre Suzuki parla di fatti oggettivi …ed è per questo che Suzuki è Suzuki è voi non siete un ….

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