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Rc auto: lo stato dell’arte in Italia

L’Ospite di Autologia: Roberto Paolucci, blogger automotive.

A parlare chiaro sono le cifre: anche il 2017 parte all’insegna di un incremento dei prezzi nel settore assicurativo.
Come nel 2016 le polizze, in prima linea le Rc auto, sono soggette ad una politica dei prezzi al rialzo da parte delle compagnie assicurative.
L’Italia, lo sappiamo bene, vanta malauguratamente polizze assicurative Rc auto fra le più care d’Europa, come confermano i dati statistici ma anche l’Ivass, Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni.

Perché in alcune città sono più costose di altre?

Il caso Italia è inoltre decisamente emblematico con una divisione ancora piuttosto marcata fra il costo delle polizze calcolato nelle regioni del sud, dove i prezzi sono nella stragrande maggioranza dei casi più elevati, ed un nord che svetta in classifica sventolando prezzi più convenienti.
Una recente indagine Ivass classifica le province in fatto di premi medi Rc auto.
Maglia nera, ultima classificata, è Napoli con un premio medio pari a 646,2 euro, a seguirla, salendo nella lista troviamo Prato, l’eccezione che conferma la regola, con 608,0 euro e Caserta con 562,6 euro.
Il podio d’onore va a Pordenone con un premio medio annuo di 308,6 euro, Oristano con l’argento vanta una media di 304,1 euro, un ragguardevole bronzo per Aosta con 292,2 euro.
In termini di convenienza può essere utile confrontare le polizze attraverso un comparatore on line.

Alta incidenza dei danni alla persona e frodi fanno lievitare i costi delle polizze

A far crescere irrimediabilmente i prezzi delle polizze Rc auto nel nostro paese è soprattutto l’elevata incidenza dei danni alla persona, a cui aggiungere i notevoli costi delle frodi.
La differenza in termini di costi é chiaramente legata al maggior numero di sinistri, che sono purtroppo una costante al sud
L’Ania ha analizzato la frequenza dei sinistri stilando una classifica, che non fa sicuramente onore ad alcune realtà italiane.
Il report mette nero su bianco che al nord l’incidenza dei sinistri è pari al 5,67% mentre al sud sale al 6,23%, addirittura con punte massime che arrivano a toccare il 10,43% a Napoli e provincia.
Il divario diventa ancora più consistente fra nord e sud laddove si considera l’analisi dei sinistri con danno alle persone. Al sud si tocca quota 24,3% mentre al nord possiamo parlare di un più ragionevole 15%.
Ad incidere sui costi delle Rc auto, creando un divario fra città e città, è anche l’alto numero di veicoli che circolano senza regolare copertura assicurativa. Un primato che è ancora ad appannaggio del sud con un 15,2% rispetto al 6,8% del nord.
In fatto di sinistri, che celano il rischio di una frode, al nord sono soltanto lo 0,895% mentre al sud vanno ben oltre il 2%.

Valutazione del rischio: statistiche a favore delle donne

In fatto di differenze uomo-donna nella valutazione del rischio le statistiche sono a favore del gentil sesso sia nel ramo vita, perché le donne vivono in media più a lungo degli uomini, che nel ramo Rc auto perché, come stabilisce un’indagine del Censis, il 70% degli incidenti stradali vede quale colpevole un uomo.
Ora, in seguito alla decisione della Corte europea sul principio di parità fra uomo e donna, le cose stanno gradatamente cambiando e, in nome del principio di parità, ad essere penalizzate sono sostanzialmente le donne che, nonostante risultino più attente alla guida, dovranno pagare tanto quanto gli uomini.

Tipologia, modello e guida fanno la differenza sul prezzo dell’assicurazione

Le caratteristiche e il modello della vettura incidono sul premio assicurativo.
A fare la differenza in fatto di costi é soprattutto la potenza dell’auto e il modello. Ogni modello infatti ha caratteristiche diverse soprattutto in fatto di potenziale.
I cavalli fiscali sono un indice specifico in fatto di costi ed influenzano non poco i premi assicurativi.
La regola di base, nel calcolo della polizza, considera che ogni due cavalli fiscali la compagnia assicurativa prevede una percentuale di aumento del prezzo.
Un secondo passaggio in vista del calcolo del premio assicurativo è quello che considera la tipologia di alimentazione utilizzata dall’auto, di cui si è richiesto un preventivo.
In caso l’auto sia un diesel il costo della polizza risulterà più elevato rispetto ad un’auto a benzina oppure ad alimentazione elettrica.
Le elettriche al pari di quelle ibride sono una garanzia di risparmio nei consumi, per l’ambiente ma anche in termini di assicurazione.
Le auto a metano non sempre sono sinonimo di convenienza in termini assicurativi, i costi variano da regione a regione.
Di norma le auto a metano, rispetto a quelle a benzina, sono in grado di percorrere più chilometri, quindi durano di più, e nel tempo sono soggette ad un maggior numero di incidenti.
Le auto a metano non sono una garanzia di risparmio nell’Italia del centro dove le polizze assicurative attinenti, risultano più costose del 21% rispetto alle auto con alimentazione tradizionale.
Al nord la percentuale di riduce al 18%, mentre al sud alimentazione a metano e tradizionale non considerano differenze sostanziali in fatto di copertura assicurativa.

Assicurazioni per neopatentati: una chance dalla legge Bersani

L’acquisto di una polizza auto a favore di un neopatentato di norma prevede costi più elevati. Il calcolo del premio da parte della compagnia assicurativa infatti considera che, vista l’inesperienza alla guida, chi ha da poco la patente è meno esperto e più soggetto ad incidenti.
I neopatentati possono invece trarre vantaggi dalla legge Bersani, che consente di ereditare una classe di merito conveniente da un membro appartenente al proprio nucleo famigliare.
Le casistiche da considerare sono innumerevoli e spesso si può incorrere in errori di valutazione per questo è una buona pratica affidarsi ad un agente esperto o a un broker assicurativo, anche online come ad esempio MioAssicuratore che mette a disposizione broker qualificati e assistenza tecnica pre e post acquisto per qualsiasi tipologia di polizza Rc Auto.

 

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