Kwid

Renault presenta in India la nuova global car Kwid

È stata presentata a Chennai in India, dove verrà prodotta, la nuova “global car” di Renault che dal secondo semestre sarà disponibile in India e negli altri mercati emergenti, in seguito sarà esportata in tutto il mondo. Si mosso addirittura il grande boss Carlos Ghosn per tenerla a battesimo con il nome di Kwid. Si tratta della la prima vettura realizzata sulla piattaforma flessibile CMF-A (Common Module Family-Affordable) frutto dell’Alleanza fra Renault e Nissan. Questa architettura permetterà ai due partner di ridurre i costi del 30-40% per le entry level e del 20-30% per i componenti.
Renault Kwid, al suo debutto in India, si inserirà in un segmento (A) molto frequentato e dovrà vedersela soprattutto con la Maruti Suzuki Alto, la Hyundai Eon e la Chevrolet Spark, ma rischierà anche di togliere spazio alla Datsun Go della Nissan. I principali acquirenti della Kwid, per le sue caratteristiche, si immagina che siano gli abitanti dei villaggi rurali, ma anche i giovani della middle-class delle piccole città. Grazie a questo nuovo modello Renault dovrebbe finalmente raggiungere l’ambizioso obiettivo di far salire la sua quota sul mercato indiano dal 2% al 5% entro 2-3 anni. La presenza in India di Renault si è realizzata concretamente nel 2010 dopo alcuni tentativi che non sono andati a buon fine. Tra questi, l’alleanza con Mahindra per la commercializzazione della Logan (che ha cessato la produzione nel 2008) e quella successiva con Bajaj Auto per sviluppare una super low cost in grado di rivaleggiare con la Tata Nano.
La Kwid è stata realizzata da un team di designer diretto da Laurens van den Acker, con dimensioni molto compatte (è lunga 3,68 metri) e con look da SUV con un buon spazio a bordo. Disponibile un sistema di navigazione d’avanguardia con Bluetooth e display da sette pollici. Il motopropulsore è a benzina di 800 cmc. Il prezzo previsto oscilla fra l’equivalente di 4.250 e 5.650 Euro.

Chissà se la vedremo mai in mano agli abitanti dei nostri centri rurali, dove sono abituati a ben altre dimensioni. Probabilmente sì, e magari anche nelle nostre città, se sarà mantenuto lo stesso prezzo.

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