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Sainz e il battesimo con la leggenda

Quando un pilota compie il proprio esordio, vestito di rosso, ondeggiando con la propria monoposto lungo le curve del circuito di Fiorano, è sempre una grande emozione. Si percepisce, a prescindere dal momento storico che sta vivendo la Scuderia, di assistere a un momento speciale. Il Mito del Cavallino, inciso nel corso dei decenni da artisti leggendari, continuerà ad essere scritto da un nuovo autore: la penna, prima appartenuta a Sebastian Vettel, è ora tra le mani di Carlos Sainz Jr.

È dal 1972 che il circuito di Fiorano bagna gli esordi dei piloti del Cavallino; fu Enzo Ferrari a ordinarne la progettazione e creazione, realizzando una pista, a pochi metri dalla fabbrica di Maranello, che avesse nel proprio layout curve e rettilinei che ricordassero tratti di circuiti del Mondiale di F1, come la curva “Tarzan” di Zandvoort, il “Salto di Brünnchen” del Nürburgring, la “Rascasse” di Montecarlo e la “Parabolica” di Monza. Enzo passava intere giornate a veder girare i propri piloti in pista, con occhi sognanti da bambino, cronometrando e annotando personalmente ciascun tempo sul giro.

Sono tanti i romantici aneddoti inerenti a questo luogo magico: Niki Lauda, l’anno d’esordio in Rosso nel 1974, ebbe il coraggio di urlare in faccia a Enzo Ferrari “questa macchina è una merda”, condannando la monoposto realizzata sino al suo arrivo e diventando poi, conseguentemente, l’artefice di una nuova era di trionfi iridati, grazie alla sua genialità progettuale, sviluppando insieme all’ingegner Forghieri macchine capolavoro. Altro protagonista delle curve di Fiorano fu l’inimitabile Gilles Villeneuve, che, per la propria guida tanto spericolata quanto spettacolare, usurava in un batter di ciglia le nuove componenti che avrebbe dovuto parsimoniosamente testare in pista, vanificando intere giornate di test. Michael Schumacher invece, indiscusso Re di Fiorano, di cui detiene il record del tempo sul giro, scelse sin dall’anno d’esordio, a fine 1995, di cambiare la forma di Curva 1, poiché troppo diversa da qualsiasi curva presente nel Mondiale. Michael trascorreva in pista decine di ore ogni giorno, presentandosi in pista sin dall’alba, curando maniacalmente ogni minimo particolare e compiendo migliaia di giri, persino in notturna, per affinare la propria sensibilità di guida.

Oggi, a 50 anni dalla nascita del circuito, è il turno di Leclerc e Sainz; Carlitos ha un obiettivo ben preciso: concretizzare l’aspirazione massima di diventare Campione del Mondo con la Ferrari, impresa solo sfiorata dal connazionale e idolo Fernando Alonso. Secondo le voci che giungono da Maranello, lo spagnolo sta vivendo un sogno ad occhi aperti, con grande emozione sta compiendo i propri primi passi nell’universo Ferrari, cercando di contribuire a dare una svolta ai risultati sportivi della Scuderia; con una dedizione al lavoro encomiabile, Sainz sta mettendo tutto se stesso per dare il proprio apporto, dedicando intere giornate a lavorare in sintonia con meccanici e ingegneri. Charles e Carlos sono pienamente consapevoli del momento sportivamente drammatico del Cavallino… la Ferrari e i suoi tifosi hanno bisogno di loro. (La foto è di Automoto.it)

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