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Spunti di ripresa per Brembo presente in 14 Paesi

Brembo ha archiviato i primi nove mesi del 2020 con un utile netto di 71,7 milioni di euro, in calo del 59,3% rispetto allo stesso periodo del 2019.

“Nel terzo trimestre abbiamo saputo cogliere gli spunti di ripresa che i mercati hanno offerto reagendo alle aumentate richieste dei clienti in tempi molto stretti” – ha commentato il presidente di Brembo, Alberto Bombassei.

Nella Borsa italiana il titolo Brembo lunedì scorso ha registrato un prezzo di 9,950 (+ 6,47).
Alberto, 79 anni, il patron del brand famoso in tutto il mondo ed il genero Matteo Tiraboschi sposato con la figlia Cristina e vice presidente esecutivo del Gruppo, guardano comunque con ottimismo al futuro della loro multinazionale e all’hi tech, visto che l’auto, a sentire loro, nel giro di pochi anni si trasformerà in un IPad con le ruote. Inoltre i freni saranno sempre più integrati con il cervello digitale delle future automobili. Bombassei è anche entrato nell’Automotive Hall of Fame affiancandosi a Enzo Ferrari, Ettore Bugatti, Giovanni Agnelli, Giorgetto Giugiaro, Battista Pinin Farina, Nuccio Bertone, Sergio Pininfarina, Luca Cordero di Montezemolo, ma anche  a Henry Ford, Ferdinand Porsche e Andrè Citroen.

Una Brembo che di strada ne ha fatto tanta visto che all’inizio si chiamava Officine meccaniche di Sombreno (OMdS)  e che aveva mosso i primi passi in un capannone a Paladina, all’inizio della Val Brembana. Era l’11 gennaio 1961 e fu fondata da Emilio Bombassei. Il nome Brembo è l’acronimo di Breda Emilio Bombassei, ma si rifà anche al nome del fiume Brembo.

Fra i primi clienti Pirelli, Alfa Romeo e Philco. Anno fondamentale il 1964 con la produzione dei primi freni a disco diretti al mercato del ricambio. Nel 1972 una fornitura per Moto Guzzi e Laverda. Tre anni dopo la Ferrari affida all’azienda bergamasca la fornitura di sistemi frenanti per la propria vettura di F1. Gli Anni ’80 aprirono la scena
alla pinza freno per auto in alluminio. Dall’83 al ’93 anche una collaborazione con la multinazionale Usa Kelsey-Hayes.

Nel ’95 Brembo viene quotata a Piazza Affari. Nel 2000 rileva l’Alfa Real Minas brasiliana  e l’inglese AP Racing Limited, allargando l’orizzonte anche in Cina con Yuejin Motor Group. Nel 2008 acquisisce la Sabelt poi riacquistata nel 2015 dalla famiglia Marsiaj. Poi un susseguirsi di iniziative a Pechino, Nanchino e in Messico con la presenza del brand in 14 Paesi.

 

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