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Sta per nascere un nuovo Brand e una nuova auto Made in Italy

Ci sarebbe da dire che forse Matteo Renzi ha ragione quando dice che le scelte del suo governo sono in grado di attirare capitali stranieri per attività industriali nel nostro Paese. Ma non lo vogliamo dire, un po’ per scaramanzia, un po’ perché ci sembra presto per diventare improvvisamente ottimisti a proposito di un rapido sviluppo dell’Italia, visto le classifiche economiche negative che ci vedono sempre primeggiare.

Sta di fatto, però, che mentre le grandi case automobilistiche mondiali cercano nuovi siti produttivi sempre più distanti dai vecchi paesi industrializzati, c’è invece chi come LCV Capital Management, un fondo d’investimento statunitense, ha intenzione di investire in Italia, dove ha già registrato una Società di Diritto per operare nel nostro Paese ed ha annunciato un piano d’investimenti industriali.

Alcuni studi di mercato, da loro commissionati, hanno ricercato in Europa una zona che avesse ampie possibilità di sviluppo e, incredibilmente l’Italia è stata individuata come l’area più idonea tenendo conto di numerosi parametri fondamentali, come: il “Made in Italy”, la cultura della qualità, il know how di settore, l’indotto dei fornitori, la presenza di manodopera specializzata e le condizioni logistiche favorevoli. Del resto la stessa Fiat sta dimostrando che i suoi stabilimenti più produttivi si trovano proprio nel Sud del paese, in Basilicata e in Campania. Altro discorso per lo stabilimento di Termini Imerese che è stato chiuso per problemi di logistica, almeno così ha dichiarato il Lingotto. La nuova auto verrà, quindi, assemblata nell’ ex stabilimento Isotta Fraschini di Gioia Tauro, probabilmente utilizzando anche per alcuni componenti l’ex stabilimento OM Carrelli di Modugno, attualmente inattivo.

Nascerà, quindi, una nuova auto “italiana” e la curiosità è grande. Sarà, secondo gli ambiziosi piani degli investitori l’”auto del futuro”, grazie all’unione di capitali americani e alle tecnologie della Silicon Valley. Già nell’aprile 2014 LCV ha acquistato da un gruppo di Venture Capital, tra cui Google Venture, una “famiglia di brevetti” necessari per la realizzazione di autoveicoli innovativi, investendo finora 89 milioni di dollari in attività di ricerca e sviluppo tecnologico.

Per quanto riguarda le tempistiche, la volontà del fondo americano è quella di iniziare la produzione entro 16 mesi dalla firma degli accordi definitivi, grazie anche alla possibilità di inquadrare 400 lavoratori con le misure di finanziamento previste dal nuovo Contratto di Sviluppo. C’è anche un progetto che prevede di stipulare accordi con le principali Università e Centri di ricerca del Meridione, per realizzare un polo di studio specializzato nelle tecnologie di nuova generazione nel settore dell’automotive.

Cercando di immaginare come sarà questa nuova ed inattesa vettura partiamo dai pochi elementi che sono filtrati. Pare che una delle caratteristiche più innovative sia l’assenza di saldatura e verniciatura, infatti sullo scheletro di una struttura in acciaio verrebbero applicati pannelli a base di polipropilene, ottenuti attraverso lo stampaggio di materiale preverniciato totalmente riciclabile. L’obiettivo è quello di ottenere un notevole risparmio, che permetta di posizionare l’auto in una fascia di prezzo non superiore ai 13mila euro. Un prezzo contenuto anche grazie all’assenza di concessionarie, ma solo di boutique nelle grandi città, dove sarà esposta un’unica auto di colore bianco, che grazie all’utilizzo di proiettori potrà essere subito “trasformata” come quella ordinata dal cliente. Tante le possibilità di personalizzazione grazie a innovative tecniche di stampa digitale, ma questo è soltanto Marketing… Vaghe, invece le informazioni sulla meccanica, si sa solo che monterà un motopropulsore diesel in grado di percorrere 25 chilometri con un litro. Ovviamente è ancora top secret sia il nome del marchio, sia del modello, sia i mercati in cui verrà venduta.

Come dicevamo, la curiosità è tanta e, sperando che l’ambizioso progetto non venga fagocitato dalla burocrazia che detta legge nel nostro povero Paese, immaginiamo che da oggi parta una vera e propria caccia al tesoro per i Media che cercheranno di scoprire come sarà veramente questa nuova automobile “Made in Italy”.

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