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A Stoccarda un’intera Fiera dedicata ai motori e allo stile italiano

L’idea non è male, è appena arrivata per e-mail. La locandina, a cura di Visionup (pare non si tratti di un progetto, ma di una realtà, a quanto dice questa società di marketing con sede a Modena), apre il discorso con una frase di Enzo Ferrari:”Non si può descrivere l’emozione, la si può solo vivere!”. Poi, in alto, ecco un volante da gara a tre razze che sovrasta la scritta “Passione italiana” e, più in piccolo, “Motori e stile italiano”.
L’annunciata novità si riferisce e anticipa di quasi un anno la Fiera di Stoccarda dove, dal 2 al 5 marzo 2017, aprirà i battenti “Retro Classic”: un intero padiglione di 5000 metri quadri sarà dedicato ad auto e motociclette di casa nostra, al settore “automobilia”, ai grandi eventi vissuti da vetture storiche e classiche e allo stile italiano.
Il comunicato esprime ancora le cifre che riassumono la vitalità delle più importanti fiere europee del settore (forse la più importante): nel marzo scorso l’afflusso dei visitatori ha superato le 90.000 unità, sono stati presenti e ne hanno scritto su riviste e quotidiani più di 800 giornalisti, mentre gli espositori sono stati 1550, un numero di tutto rispetto. E’ anche ricordato che la Fiera di Stoccarda è abbastanza facilmente raggiungibile, in aeroplano da Milano o da Vienna, oppure in automobile direttamente da Milano e da Trento, via Monaco.
Altre cifre fornite: il 70% dei visitatori ha dichiarato di essere già in possesso di un’automobile storica, il 20% di essere intenzionato ad acquistarne uno o più esemplari, il 45% ha acquistato, ordinato e anche riservato.
Passione Italiana: oltre ad automobili, moto e automobilia di pura marca tricolore, a latere verrà organizzato un altro interessante “made in Italy”, fatto tutto di vini e prodotti tipici, moda e accessori, design, arte, musica, ristorantini con cucina italica.
Un bel modo per farci apprezzare all’estero e invogliare gli appassionati a trasformarsi in turisti e visitare l’Italia e le nostre mostre dedicate al settore dello storico, gustando la nostra cucina.
E non dimentichiamoci di quello che già ci appartiene di “storico”. Stiamo parlando del torinese Automotoretrò, un signor salone dedicato alle auto storiche, ai relativi scambi e mercati, all’automobilia, ai modellini, all’editoria del settore, all’arte (quadri e fotografie), ad alcune scuderie (ad esempio il risorto team torinese Racing Club 19), agli stand dell’ASI (Automotoclub Storico Italiano, federazione con oltre 160.000 soci, ancora tanti malgrado la disgraziata e malaugurata idea di far pagare per intero il bollo ad auto di interesse storico perché ultraventennali, ma non ancora storiche a tutti gli effetti perché non hanno ancora raggiunto i 30 anni) e dei vari Registri (Fiat, Lancia, Autobianchi), ai club di marca (come il Land Rover e il Piccole Ruote, quest’ultimo con sede nella ligure Albenga, riservato alle Fiat 500, per citare due esempi). Pensando anche, a nuove iniziative nel settore – come, ad esempio, le Officine Abarth Classiche, che restaurano e rimettono a nuovo le vetture della Casa dello Scorpione.
Ricordiamoci anche di Milano Autoclassica, altra signora mostra nata nel capoluogo lombardo e, ultime ma non ultime, le ricche (per contenuti) fiere di Padova e Verona.

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