Tesla-ModelS

Tesla ModelS a trazione integrale

Elettricità e ghiaccio, scossa e freddo. Parole contrastanti che sono ora legate da un filo rosso made in California. Con la winter experience la Tesla ha voluto far vedere ai propri “followers” e clienti l’efficacia del sistema a trazione integrale proposto sulla ModelS.
Salutati con un click i complessi e pesanti sistemi studiati dalla case “tradizionali” per equipaggiare le loro vetture con la trazione integrale, l’azienda americana entra in modo dirompente ma silenzioso (quanto le sue vetture) nel mercato delle vetture a 4 ruote motrici.
Senza tanti giri di parole, l’addetto stampa manda due semplici pdf per spiegare la loro piccola rivoluzione. Un tecnologia che smaterializza cambi, alberi di trasmissione, differenziali autobloccanti e, contemporaneamente, tutte le complesse spiegazioni per far capire come trasferire la coppia motrice su tutte le ruote o su quelle che hanno maggiore aderenza.
In sintesi: nella documentazione tecnica (una pagina di pdf) c’è uno spaccato della vettura vista dall’alto, con le parti che generano e “distribuiscono” la coppia motrice evidenziate in rosso. Sono due e corrispondono ai motori elettrici situati davanti e dietro. Di fianco, impietosamente, sono evidenziati le componenti che – di fatto – hanno lo stesso scopo su una vettura con motore termico. Una macchia rossa gigantesca (il motore anteriore) con una protuberanza (il cambio) e un tratto – drammaticamente simile a quello delle maestre delle elementari quando sottolineavano gli errori – corrispondente all’albero di trasmissione.
Morale per le vetture tradizionali?
Peso, tante cose che si possono rompere e, molta, molta, molta elettronica che cerca di rendere efficiente la “stupida” parte meccanica.
Per la trazione integrale, la Casa americana dà qualcosa in più aggiungendo pochissimo (in confronto ad un suo modello a trazione posteriore).
L’energia viene inviata con velocità e precisione sull’asse che ha la migliore aderenza, senza le “mediazioni” della meccanica. Così, mentre una vettura con motore termico consuma più carburante per avere più trazione il sistema Tesla distribuisce esattamente la quantità giusta di energia su ogni motore per eliminare gli sprechi. Semplice no? Il tutto per permettere alla P90D di scaricare a terra fino a 772 CV(510 erogati dal motore posteriore, 262 da quello anteriore). La sottolineatura della sigla non è casuale: indicata le versioni che hanno anche la modalità “ludicrous”: grazie ad un piccolo componente aggiuntivo la massima corrente può essere erogata per più tempo, permettendo alla vettura di avere un’accelerazione incredibile anche dai 50 km/h in su. Questa versione, tanto per intenderci, “spunta” gli stessi tempi sullo 0-100 e sul quarto di miglio della Lamborghini Aventador.
Prestazioni di grande livello che si possono apprezzare in un abitacolo caratterizzato dalla semplicità e dal design essenziale, criteri che Tesla ha seguito per realizzare gli interni di questa vettura: se la tecnologia permette di togliere molte funzioni che possono essere concentrate in un unico “punto” perché continuare a condire l’abitacolo con tasti, tastini, tastoni e manopole varie? Di fianco all’enorme touchscreen con il quale si controllano tutte le funzioni della vettura (configurabile come uno smartphone) ci sono solo due pulsantini tradizionali, grandi quanto l’unghia di un mignolo: a sinistra quello dell’apertura del cassetto portaoggetti e, a destra, quello delle frecce d’emergenza (cercando il pelo nell’uovo in una vettura perfetta lo si può trovare proprio in questo particolare, troppo piccolo per essere azionato con facilità). Questi due comandi a bottone, insieme a quelli degli alzacristalli elettrici posti sul bracciolo delle portiere, sono gli unici in tutta la vettura.

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