TokyoMotorShow

Tokyo, auto come UFO

Vincenzo Bajardi, direttamente da Tokyo, ci manda questo interessante articolo sul Salone in corso.

“C” come concept. Ne ho contati e ammirati addirittura venti al Motor Show a Koto City, nuova sede dell’esposizione giapponese che chiuderà i battenti il 5 novembre.

Venti <ufo> del futuro. Il format di queste rassegne si evolve velocemente. Prima, per presentare un nuovo modello le Case americane, a Detroit, coinvolgevano gli attori di Hollywood, o si scomodava un presidente di un brand per irrompere a bordo di una Jeep all’ingresso del Cobo Hall mandando in frantumi gli ingressi in cristallo o si facevano sfilare dei tori come in un rodeo nel piazzale prospiciente la manifestazione o si distribuivano le cartelle stampa all’interno di scatole di corn flakes.

Il mondo del pianeta auto gira a mille. Ogni Motor Show ha il suo format, in particolare gli appuntamenti internazionali calendarizzati dall’Oica.

Ma Ginevra, Francoforte e perfino gli appuntamenti in Cina non hanno mai raggiunto tali eccessi del passato. Tokyo è uscita a doppia velocità dal clichè di auto a forma di scatoletta che evoca Simmenthal o Montana o di mezzi lillipuziani e bizzarri con nomi tipo Cappuccino (Suzuki), Laputa (Mazda), Materia (Daihatsu) o ancora Mira Milano.

Quest’anno non è passato inosservato il battesimo di DN Compagno nello stand Suzuki. Un giorno non lontano, vedremo gli ingegneri in camice bianco a spiegare le loro <diavolerie> della scienza e della tecnica o che si diano appuntamento quanti lavorano nei laboratori del Gran Sasso per spiegare cosa c’è sotto la…gonna di questi modelli di… <mirabilia>.

Le venti <messaggere> dei watt o dell’idrogeno o della guida in… solitario dovevano stupire (e ci sono riuscite), in linea con il tema scelto dagli organizzatori Jama e con i progressi dell’auto nel Sol Levante.

<Beyond the motor, oltre il motore>. Cambia, dunque, e si diversifica il rapporto tra uomo e automobile, la tecnologia esterna al settore auto si integra sempre di più con quest’ultima, l’auto di domani non si muoverà solo in senso fisico ma segnerà l’evoluzione anche della società.

Toyota, nel ruolo di padrona di casa, ha alzato il sipario su sette chicche mondiali, di cui una è famiglia di tre prodotti, più il prototipo Lexus LS+, ammiraglia laboratorio di guida autonoma ed ancora c’erano la Crown, la GR HV Sports, un taxi ibrido e un bus a idrogeno. Come ha spiegato Didier Leroy, uno dei numeri due del gruppo, <occorre trasformare la mobilità per tutti in realtà>. Un costruttore che sogna di trasformarsi in una <human movement company> in vista delle Olimpiadi e delle paralimpiche del 2020.

Curiosità per la concept i-Ride, per la tre ruote i-Walk, per la concept-i ed ancora GR Hv Sports, per Fine Comfort-Ride che garantisce 1000 km con l’idrogeno. E a riguardo Kiyotaka Ise ha confermato che entro il 2025 circoleranno 200 mila veicoli con questa alimentazione in Giappone.

Fra le altre concept che suscitano meraviglia ricordiamo Urban EV Honda, Subaru Vizi V e Impreza future sport, Mercedes EQ A, Audi A8 Sport, Mazda Kai, Mitsubishi e-Evolution, Nissan IMx e Leaf Nismo. Sono prototipi ma non troppo. Li vedremo in giro?.

Intanto Nissan ha testato sulle trafficate strade di Tokyo un prototipo con guida autonoma, una Infiniti (marchio di lusso di Nissan) Q50 opportunamente modificata e durante l’esibizione il guidatore non ha fatto altro che selezionare una destinazione sul navigatore di bordo lasciandosi trasportare sino all’arrivo. L’intelligenza artificiale del sistema ha utilizzato i dati raccolti da 12 sonar, altrettante telecamere, 9 radar a onde millimetriche, sei scanner laser ed una mappa ad alta definizione. Ivan Capelli, l’ex pilota di F1 è scettico invece sulla guida autonoma perchè <oggi abbiamo ancora troppi limiti infrastrutturali>. E lui vede così l’auto del futuro: <Ritornerà ad avere la forma di carrozza, sarà un guscio con quattro ruote dove basterà entrare, impostare la destinazione senza fare altro>.

Il presidente Ghosn lancia la sfida ai tedeschi. Tra cinque anni i tre partner condivideranno 22 motori: il 75% dei veicoli avrà propulsori identici. Appare strano apprendere che Renault/Nissan si dimostrino cauti sullo sviluppo dell’elettrico perchè il consumatore non è ancora pronto. Nissan tra i tredici veicoli in vetrina propone una versione sportiva della elettrica Leaf. <Lo stile della nuova Leaf – ha detto Alfonso Baisa, capo del design della Leaf II – sarà uno dei suoi punti più attrattivi. Si è un’elettrica ma è molto più bassa, larga ed in definitiva sportiva>.

Arriverà nel 2018 e prevede ProPilot Park. Fra le europee spiccano le assenze della Ferrari, della FCA e della Lamborghini (il Tridente ed il Toro hanno organizzato eventi speciali qualche giorno prima del Motor Show) ma quelle presenti da Bmw (inno delle M e della Serie 8) a Mercedes (orgia delle AMG), a smart, al Gruppo VW, a Porsche, ad alcuni brand francesi come Psa e Renault hanno riproposto quanto esposto a Francoforte.

Adesso toccherà a Detroit replicare a quanto visto a Tokyo: ed anche nel Michigan la rivoluzione è più che mai avanti.

autoufo

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