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“Torino Design”, dall’elettrica polacca alla mascherina personalizzata

Torino Design va a vele spiegate: l’azienda di Moncalieri, nata nel marzo 2006, grazie all’intuito dell’ingegnere Roberto Piatti, Ceo e fondatore, Dopo aver prestato la consulenza a colossi come Ferrari, Fiat, Iveco, Bmw, McLaren, Tata, Scania allarga, anno dopo anno, la propria vocazione internazionale. Dopo aver prodotto lo stile di due vetture presentate nell’ultimo Salone di Shangai, la piccola citycar Chery QQ e la Maxus G10, dopo il design di un veicolo commerciale, l’Ashok
Leyland, entro l’anno l’azienda piemontese realizzerà la prima auto elettrica polacca. Due prototipi, un hatchback ed un Suv, saranno ufficialmente presentati entro la fine dell’anno. La commessa è
arrivata dalla ElectroMobility Poland (EMP, presidente Zaremba). Torino Design ha sviluppato tutte le attività del progetto, dagli sketches dei temi di stile iniziali fino alla costruzione dei due prototipi. Nel lungo percorso di attività, Torino Design ha prodotto un centinaio di progetti di stile, molto apprezzati dagli esperti del settore, in particolare per i costruttori dei mercati emergenti, Cina,
India e Russia. Dispone di una sala virtuale dove vengono proiettate in scala 1:1 le immagini elaborate da 60 operatori. Dalla sua fondazione è presente con un proprio ufficio a Shangai. La via
all’internalizzazione si basa su una grande flessibilità, sul know-how, rinunciando a modellerie ed impianti di fresatura e nel lavorare sul virtuale, affinando il simbiotico rapporto tra design ed
engineering. Dispone di una sala virtuale dove vengono proiettate in scala 1:1 le immagini elaborate da una settantina di operatori che lavorano ai pc per concepire e sviluppare i progetti, sempre più moderni ed avveniristici di stile. Sulla parete si materializza, visivamente, ciò che gli stilisti hanno prodotto sulle specifiche dei produttori di veicoli anche quelli industriali. Torino Design sta trovando lavoro con i costruttori leader nei Paesi emergenti come Cina, Russia ed India, basando sull’estero l’85% del proprio fatturato. “Dal 2006 ad oggi – ha puntualizzato l’ing. Piatti –
abbiamo realizzato un centinaio di progetti di stile. Mi piace ricordare, fra questi, la Wildtwelve, la supercar italiana a 12 cilindri da 390 kmh con cambio a 9 marce sequenziale e con un sistema
integrato ibrido plug-in. Disegnata da noi ma per l’industrializzazione affidata all’ATS, un brand storico adesso in mani lussemburghesi. Ora non solo automotive ma guardiamo anche a progetti sul navale e sull’aerospazio e non mancano le idee a riguardo”.

L’ultima diavoleria di Roberto Piatti (nella foto) è la mascherina personalizzata per essere riconoscibili. Il progetto si chiama “Mask Me”. “Quello che fino a pochi mesi addietro era illegale ora è richiesto dalla legge. Il 20 gennaio ero a Wuhan quando stava dilagando l’epidemia e partecipando ad una riunione di lavoro, tutti mascherati, mi è venuta l’idea: se la parte coperta del nostro volto fosse riprodotta sulla mascherina, ecco che potremmo subito tornare riconoscibili. Ne ho parlato con la Regione Piemonte, ho fatto prototipi e mi sono confrontato con aziende del tessile. La parte del volto si può stampare sul tessuto”.

1 commento
  1. Mau
    Mau dice:

    Visto il titolo sognavo che l’auto potesse avere la mascherina personalizzata, invece è solo questa nuova moda… Parasputi con quasi solo effetto placebo.

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