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Un concerto è come una rivista ? (per gli addetti ai lavori)

Questa che racconto è un’esperienza personale, nata dalla constatazione che spesso i concerti, di qualsiasi tipo di musica, diventano noiosi dopo un certo numero di brani spesso molto simili tra loro, soprattutto nello stile.
L’esperienza da direttore di riviste, appresa da grandi maestri come GiannI Marin, Raffaele D’Argenzio, Luca Grandori e Filippo Piazzi (mi sembra giusto ringraziarli pubblicamente) mi ha insegnato, al contrario, che una rivista si deve sfogliare e leggere con rinnovato interesse pagina dopo pagina, articolo dopo articolo, senza possibilmente annoiarsi.
Ed ecco che, offertami l’occasione di organizzare un concerto di beneficenza per una nobile istituzione milanese (il Centro di Aiuto alla Vita Mangiagalli Onlus) e una sede prestigiosa come l’Auditorium Cariplo di Largo Mahler, ho radunato una quindicina di amici musicisti di gran valore costruendo come un sommario la successione dei brani di musica jazz, leggera, blues, classica, lirica. A presentare con me un’altra giornalista TV, Tiziana Fait.
Bene, un’ora e mezza è volata via con il pubblico divertito ed entusiasta con grande soddisfazione degli organizzatori e i complimenti ricevuti da alcuni dei Direttori di cui sopra. Insomma, una riflessione e un suggerimento a tutti voi, amici-colleghi: la nostra esperienza nel raccontare, interessare e coinvolgere il pubblico è preziosa anche in altre attività che coinvolgano il pubblico, dai convegni, alle convention elettorali (!) e ai concerti. In un momento in cui subiamo di frequente l’attacco dei blogger e di chi gli dà retta….facciamoci valere perché possiamo essere i più bravi!

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