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Un incidente non è un caso

Anche nel 2019 prosegue la campagna di comunicazione istituzionale sulla sicurezza stradale “Sulla Buona Strada” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Scopo dell’iniziativa, che rappresenta una ulteriore fase della campagna iniziata nel 2009, è quello di creare maggior consapevolezza dei rischi legati all’incidentalità stradale derivanti dal mancato rispetto delle norme del codice della strada, sensibilizzando l’opinione pubblica al fine di promuovere comportamenti  e stili di guida corretti.

La strategia di comunicazione punta a sottolineare la relazione tra le scelte compiute dagli utenti della strada e le conseguenze che esse hanno sulle proprie e altrui vite.

Le scelte che le persone compiono e i comportamenti che ne derivano sono in grado di modificare il corso degli eventi in positivo così come in negativo.

Il concetto comune individuato, nonché l’insight strategico del progetto di comunicazione si può riassumere nella frase:

“UN INCIDENTE NON È UN CASO.”

Protagonisti quattro diversi personaggi, ognuno con le proprie passioni, aspettative e i propri desideri, che raccontano quanto una scelta sbagliata, dovuta alla distrazione o al mancato rispetto delle regole del Codice della Strada, possa influire per sempre sulla loro vita.

La campagna fa leva su aspetti emotivamente forti per stimolare una riflessione finalizzata ad ottenere una modifica dei comportamenti scorretti alla guida.

Obiettivi

L’azione di comunicazione, realizzata mediante  spot che siano in grado di attivare la leva emotiva e generare un processo di identificazione, ha come obiettivo quello di sensibilizzare il target di riferimento su comportamenti maggiormente a rischio al fine di acquisire una reale consapevolezza della necessità di adottare condotte di guida sicure.

Target

Target di riferimento della campagna sono tutti gli utenti della strada di volta in volta direttamente interessati dallo specifico rischio oggetto del messaggio.

Contenuto del messaggio

I temi trattati sono:

  • distrazione alla guida con riferimento all’uso dello smartphone;
  • uso dei sistemi di ritenuta sedili posteriori (adulti e bambini);
  • elevata velocità in ambito urbano ed extraurbano e mancato rispetto della distanza di sicurezza;
  • attenzione all’utenza pedonale.

Il messaggio ha l’obiettivo primario di suscitare un’emozione riflessiva.

Vediamo una serie di sequenze in cui ciascuno, facilmente, può identificarsi. Sono i momenti emotivamente importanti della vita delle persone comuni.

Tali momenti sono il frutto di scelte, quindi di un modo di essere e di rapportarsi con gli altri e con la realtà.

Dopo alcune sequenze, che una voice over accompagna descrittivamente, qualcosa turba l’attenzione.

È una scelta diversa dalle altre: i protagonisti degli spot, ad un certo punto, “scelgono” di fare qualcosa di non corretto che riguarda la guida.

Questa scelta, in quanto tale, ha delle conseguenze negative. Il fatto negativo è avvenuto perché i protagonisti hanno “scelto” un comportamento rischioso, sottovalutandone le conseguenze.

È qui il punto focale del messaggio: guidare è un’attività importante e quotidiana rispetto alla quale le nostre scelte possono avere delle conseguenze gravi per sé e per gli altri.

L’incidente non è un “incidente”, ma una scelta.

Scegliere di seguire la Buona Strada dipende solo da noi.

Il cittadino automobilista viene responsabilizzato, il messaggio gli comunica che gli incidenti non avvengono per caso ma sono il frutto di azioni deliberate, come le altre scelte della propria vita.

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