Hands with car and money bag. Exchanging concept. Flat design style. Vector illustration.

Come vendere (bene) un’auto usata

Come vendere in fretta (e bene) un’auto?

Ormai gli automobilisti più esperti sanno quali sono i canali giusti. In Italia, per chi vuole “piazzare” la sua auto, il sito di riferimento da anni è sicuramente Autoscout24.it, che garantisce un’elevata visibilità (anche all’estero, essendo diffuso anche in altri paesi). Ma non è il solo canale: la sempre maggiore diffusione della pagine FB ha creato sul popolare social network la possibilità di mettere l’annuncio della vettura sulle pagine “vendo, compro, scambio” della propria città o – nel caso in cui si tratti di una vettura ricercata e/o di valore collezionistico – sulle “bacheche” dei club di marca e di modello.

In ogni caso, valgono le stesse regole:

1) annuncio ben fatto, sintetico ma con tutte le informazioni sulla vettura (km, allestimento, manutenzioni effettuate, numero di proprietari, stato degli pneumatici, descrizione – se ritenuto opportuno. Com’è stata usata la vettura (per esempio se è sempre stata ricoverata in un box);

2) fotografie molto ben fatte di tutti i lati della vettura (anche messa di ¾ ) e degli interni (foto fatte con uno sfondo il più possibile “pulito”;

3) disponibilità dichiarata di farla verificare da un meccanico di fiducia dell’ipotetico acquirente.

Naturalmente, prima di fare le foto e/o di far vedere la vettura, è opportuno farla pulire accuratamente in tutte le sue parti (ci sono autolavaggi che fanno tutte le operazioni: lavaggio motore, lucidatura, pulizia/sterilizzazione degli interni) in modo da rendere la vettura il più possibile “attraente”. E’ utile anche procedere alla riparazione di quei piccoli danni che possono far sembrare la vettura trascurata o che, per la loro visibilità, possano dare origine ad una diminuzione del prezzo di vendita: alcune volte con pochi euro  si possono evitare perdite di valore di un certo rilievo.

Naturalmente ogni vettura ha diversa “appetibilità”. Per spiegare questo concetto faccio un esempio pratico. Recentemente un mio amico doveva vendere una Seat Altea 1.6 Stylance del 2006 con propulsore alimentato a GPL (montato all’epoca dall’importatore). Un mezzo che a mio avviso era molto appetibile: adatta per una famiglia, affidabile, ben tenuta e “valorizzata” da dettagli come l’essere stata sempre “in famiglia” (prima apparteneva a suo padre) e da “chicche” come le gomme invernali+catene  e le barre portatutto comprese nel prezzo. Nell’ottimo annuncio, oltre a mettere in evidenza tutte le caratteristiche della vettura, il mio amico ha anche fatto notare che l’alimentazione a GPL la rendeva “longeva ecologicamente”: se fosse stata diesel, a mio parere, sarebbe stata quasi impossibile da vendere tramite i canali privati mantenendo un certo livello di prezzo. Morale: è stata venduta in 6 giorni.

Un’ultima, ma importante annotazione riguarda invece i canali di vendita che prevedono la vendita a concessionarie e/o a organizzazioni specializzate nell’acquisto di vetture usate. Nel primo caso occorre esaminare la convenienza di venderla alla concessionaria. Considerato che nella maggior parte dei casi per queste imprese l’usato è un peso, è normale che il loro prezzo d’acquisto (salvo promozioni particolari) sarà inferiore a quello offerto da un privato. Nel secondo caso – ed è quello di organizzazione come “noicompriatoauto.it”, la famosa Seat è stata valuta 2203 euro. La procedura di valutazione, molto tecnica e ben fatta, ha prodotto questa cifra. La velocità con la quale quest’impresa si offre di comprare le vetture non deve però trarre in inganno, perché è un “servizio” che in questo specifico caso sarebbe costato caro al mio amico, che è poi riuscito a vendere la vettura a un privato per la cifra di 3900 euro (1700 euro in più…).

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