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Vendite e produzione ci fanno ben sperare

L’Ospite di Autologia: Tommaso Tommasi.

Fra i gufi che hanno il pianto incorporato e gli ottimisti a tutti i costi che vedono il rosa dove ancora c’è una sfumatura di grigio, cominciano in molti a guardare all’uscita dell’auto dalla lunga crisi sull’onda del buon senso dettato da alcuni dati di fatto.

Intanto, il mercato dell’auto nuova ha espresso incrementi a doppia cifra percentuale nei primi sei mesi dell’anno (certo, anche con l’aiuto del noleggio) , dopo aver chiuso il 2014 con undici mesi su dodici in attivo, sia pure ad una sola cifra. Ed è il primo segno che il fondo del pozzo l’abbiamo toccato nel 2013, ricominciando una lenta e sofferta risalita dal gennaio 2014. In secondo luogo ci sono i dati sulla produzione di vetture in Italia elaborati dall’Anfia, che indicano un forte recupero  nei primi 5 mesi dell’anno, con una crescita del 60,6% nel periodo gennaio-maggio e con un obiettivo di 650.000 unità per fine anno, 250.000 in più rispetto allo scorso 2014. E, ancora, ci sono i dati del mercato europeo, elaborati dall’Acea, che riportano una domanda nei sei mesi in crescita dell’8,2% già arrivata a 7.414.958 immatricolazioni nei Paesi UE+Efta.

In Italia il trend di crescita ha già prodotto  114.887 immatricolazioni in più, che a livello europeo diventano 561.819 (Italia inclusa, quindi).  Non è finita: l’Acea alla luce dei dati raccolti, ha già aumentato la previsione di fine anno, collocando il mercato europeo lievemente al di sopra dei 13 milioni, mentre per l’Italia abbiamo un paio di positive indicazioni:  l’Anfia fa riferimento ad una forbice compresa fra 1.480.000 e 1.520.000, l’Unrae ufficialmente non si esprime, ma FCA, che rappresenta quasi il 30% dell’immatricolato in Italia e le Case estere, tutte insieme rispondendo al rilevamento semestrale di InterAutoNews, hanno indicato 1.500.234 targhe come previsione media di fine anno.

In aggiunta, poi, c’è il mercato dei veicoli commerciali che dopo 6 mesi è cresciuto del 7,1%.  Non vogliamo vedere rosa dove non c’è, ma ci sia consentito esprimere una  lettura positiva di quei segnali che preannunciano il ritorno, nel volgere di due-tre anni, ad un mercato italiano sano da 1.700.000 unità, in grandissima parte costituito da quel ricambio di un parco già in età media molto avanzata, altro fattore che suggerisce, per molti, non più un desiderio ma una necessità di rinnovo dell’auto di famiglia.

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