Renault Dauphine compie 70 anni: la piccola francese che fece grande la Losanga
Presentata nel 1956 come erede della 4CV, Renault Dauphine conquistò il pubblico con una formula semplice e moderna: quattro porte, dimensioni compatte, colori vivaci e un prezzo accessibile. Con oltre 2,1 milioni di esemplari prodotti, contribuì alla crescita internazionale della Casa francese e seppe trasformarsi anche in protagonista dei rally.
Settant’anni dopo il debutto, Renault Dauphine resta una delle vetture più rappresentative della motorizzazione europea del dopoguerra. Arrivata nel 1956 per raccogliere l’eredità della 4CV, accompagnò una società in rapido cambiamento e diede alla Renault una dimensione industriale e commerciale nuova, prima in Francia e poi sui mercati internazionali.
Dalla 4CV a un’auto più grande e moderna
Il progetto, identificato internamente con il numero 109, prese forma all’inizio degli anni Cinquanta. L’obiettivo era rispondere alle nuove aspettative degli automobilisti, che chiedevano più spazio, comfort ed eleganza. Dauphine mantenne l’architettura a motore posteriore della 4CV, ma crebbe nelle dimensioni e nell’abitabilità. Il quattro cilindri di 845 cm³ sviluppava 30 CV e permetteva di raggiungere circa 115 km/h; le quattro porte, il bagagliaio da 380 litri e il peso contenuto completavano una proposta pensata per l’uso familiare.
Anche il nome sottolineava il passaggio di testimone: se la 4CV era considerata la “regina” delle vendite, la nuova arrivata ne sarebbe stata la “dauphine”, cioè l’erede. Ma la berlina introdusse anche un modo diverso di pensare il prodotto. Le ricerche di mercato acquistarono maggiore importanza e la collaborazione con l’artista e decoratrice Paule Marrot portò una tavolozza di circa 30 tinte pastello, capace di distinguerla in un panorama ancora dominato da colori scuri.
Flins, i grandi numeri e la conquista dei mercati esteri
La storia industriale di Dauphine è legata allo stabilimento di Flins, inaugurato nel 1952 e destinato a diventare uno dei simboli della crescita Renault. Qui, nel 1956, uscì la prima unità. Il successo fu rapido: il modello risultò l’auto più venduta in Francia dal 1957 al 1961 e superò complessivamente i 2,1 milioni di esemplari prodotti.
La sua diffusione andò ben oltre i confini francesi. Dauphine venne prodotta o assemblata in diversi Paesi, tra cui Belgio, Spagna, Italia, Argentina, Brasile e Messico. Negli Stati Uniti conobbe inizialmente una crescita importante: un’esperienza che, pur perdendo slancio negli anni successivi, aiutò Renault a comprendere meglio le esigenze dei mercati internazionali.
La sorpresa elettrica: Henney Kilowatt
Nel 1959 la piattaforma della Dauphine fu utilizzata per la Henney Kilowatt, vettura elettrica sviluppata per il mercato statunitense. Rimasta poco nota al grande pubblico, rappresenta una precoce testimonianza delle sperimentazioni sulla mobilità a batteria legate alla storia della Casa francese.
Dauphine Gordini, dalla famiglia ai rally
La piccola Renault dimostrò presto di avere anche un’anima sportiva. Nel 1956 vinse il Tour de Corse; l’anno seguente il preparatore Amedeo Gordini mise a punto una versione più brillante, intervenendo su motore e cambio. La Dauphine Gordini fu presentata al Salone dell’Auto di Parigi del 1957 e contribuì a costruire l’immagine di una vettura pratica nella vita quotidiana ma capace di farsi valere nelle competizioni.
Nel 1958 arrivò anche la vittoria al Rally di Montecarlo, seguita pochi mesi dopo dal primo posto della Dauphine Gordini al Tour de Corse. Risultati che mostrarono come un’auto popolare potesse diventare, senza perdere la propria accessibilità, anche una convincente base sportiva.
Un’eredità ancora attuale
Dauphine segnò il passaggio di Renault dalla ricostruzione del dopoguerra a una fase di espansione industriale e internazionale. Accessibile, colorata, versatile e persino vincente nei rally, seppe interpretare i cambiamenti del suo tempo. A settant’anni dal lancio, rimane il simbolo di un momento in cui l’automobile smise di essere un privilegio per diventare un prodotto di massa e uno strumento di libertà quotidiana.



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