Contro Stile 65 – Ultima tappa: chi tirerà la volata?

Mercedes e Audi sembrano correre sullo stesso terreno stilistico. Ma mentre la casa di Ingolstadt prepara un cambio di passo, quella di Stoccarda appare ancora alla ricerca di una direzione chiara.

Viene da chiedersi se Mercedes e Audi non abbiano mai pensato a un Design Center condiviso. Una scelta del genere avrebbe potuto offrire vantaggi economici e accelerare i processi di sviluppo. Avrebbe forse anche favorito un confronto più serrato sulle idee, oggi troppo spesso condizionate dalle tendenze, dall’egocentrismo e dall’intelligenza artificiale.

Il passato, però, può restare sullo sfondo. Bastano alcune immagini, scelte senza particolari criteri da chi scrive, per cogliere le somiglianze tra i modelli di due marchi storici che, per decenni, si sono distinti proprio per identità, coerenza e riconoscibilità.

Il risultato lascia l’amaro in bocca: è come assistere alla volata di due ex campioni che non riescono più a esprimere il proprio potenziale. Così finiscono intrappolati in un gruppo orientale sempre più competitivo, mentre qualcuno è già scattato in fuga.

Il futuro, anzi il presente, è ormai dietro l’angolo e promette cambiamenti profondi.

Audi prepara il cambio di passo

In Audi, il responsabile del design Massimo Frascella ha scelto di non intervenire sui modelli già in produzione o prossimi al debutto. La priorità è costruire una nuova filosofia, fondata su linguaggi estetici inediti ma coerenti con l’identità del marchio.

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Le prime indicazioni hanno già raccolto consensi, soprattutto per la capacità di rileggere l’heritage Audi attraverso un linguaggio contemporaneo e riconoscibile. È un tentativo concreto di riportare la brand identity al centro del progetto.

AUDI A2

Mercedes, una direzione ancora incerta

Più incerta e caotica appare invece la visione di Mercedes, oggi alle prese con una evidente crisi d’identità. Il marchio sembra aver smarrito quei criteri di design che ne hanno costruito il prestigio nei decenni passati, scegliendo spesso uno stile barocco e sovraccarico di dettagli.

La grande stella sul frontale rischia di diventare una coperta troppo corta: da sola non basta a compensare la mancanza di idee nuove, solide e capaci di comunicare che il futuro è già iniziato.

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