CONTRO STILE 59 – VW ID Polo… less is more and timeless
Con la nuova ID Polo, Volkswagen sembra voler ripercorrere con assoluta attualità e modernità le strade dei suoi successi storici, riaffermando il peso strategico del modello all’interno della gamma.
Il profilo si distingue per proporzioni riuscite, ruote di grande diametro, sbalzi ben dosati e un’abitabilità che richiama quella di una vettura di segmento superiore.
Nulla appare casuale: le superfici sono scolpite con equilibrio, in un dialogo misurato tra “concavo e convesso”, risolto da poche linee di raccordo precise e ben allineate. Il risultato evita ogni deriva verso un overdesign gratuito.
La forza del progetto sta proprio in questa idea di semplicità unitaria, da sempre segno distintivo della storia di VW e fondamento di modelli capaci di restare attuali nel tempo, sia sul piano estetico sia su quello della semantica.

Anche nei dettagli — dalle maniglie ai gruppi ottici anteriori e posteriori a sviluppo orizzontale, dalla presa d’aria anteriore al diffusore posteriore, fino allo stile dei cerchi — emerge con chiarezza il lavoro parallelo su prodotto e identità di marca, secondo una precisa iconografia Volkswagen.

Come riferimento a ciò che ho descritto, ho scelto la Golf del 2012, un modello che ho seguito personalmente. La settima generazione, erede della celebre prima serie del 1974 firmata da Giorgetto Giugiaro, incarna con efficacia l’essenza di ciò che un linguaggio stilistico Volkswagen dovrebbe essere:
DIVERSA… MA SEMPRE UGUALE A SÉ STESSA
È in questo legame con il DNA VW che si riconosce la filosofia destinata a guidare l’intera gamma, e la nuova Polo si candida con decisione a raccoglierne l’eredità.

Anche all’interno, la nuova Polo conferma la stessa impostazione progettuale e non si discosta molto dal concept: forme essenziali, rivestimenti in tessuto su plancia e pannelli, due schermi a sbalzo — uno per la strumentazione e uno per il sistema multimediale — e un deciso ridimensionamento dei comandi a sfioramento. Le principali regolazioni passano infatti da una fila di tasti sotto lo schermo centrale e dai comandi al volante.
Emblematico, in questo senso, il comando “rétro”: attivandolo, la grafica del monitor assume un’impronta vintage e anche la strumentazione digitale richiama quella della prima Golf. Un dettaglio che introduce con misura un chiaro riferimento heritage.



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