Le supercar con il marchio del toro? Sono le «Speciali» dell’Italdesign

Torinese di razza, il nuovo marchio lo vedremo sul «muso» di bolidi che più di sogno non si può. Da collezionisti. Uniche. Con il design di Filippo Perini, ex Lamborghini. Al prossimo Salone di Ginevra (dal 9 al 19 marzo) Italdesign presenterà quelle che viene annunciata come una «emozionante supercar», nata con la supervisione di Filippo Perini, autore di molte Lamborghini dell’ultimo decennio e nuovo responsabile dello stile dell’azienda di Torino.
Solo 5 esemplari. Della supercar, al momento, si conosce soltanto qualche dettaglio estetico (quanto la Italdesign ha messo in circolazione, rimandando la stampa alla presentazione ufficiale di Ginevra, il 7 marzo) e la tiratura limitata a cinque esemplari. Quando «l’unicità incontra il privilegio si possono scrivere storie speciali», commentano dall’azienda fondata da Giorgetto Giugiaro nel 1968 e acquistata dal Gruppo Volkswagen nel 2010. Sotto il profilo tecnico, l’unica anticipazione riguarda il motore, «potentissimo» e con «prestazioni superbe» che offrono «esperienze fantastiche anche su normali strade».
Il nuovo marchio. Alcuni indizi, tuttavia, fanno pensare che quella esposta a Ginevra avrà un ruolo ben diverso da quello della solita, sensazionale «dream car» da Salone. Si tratta, a tutti gli effetti, del debutto di un vero e proprio marchio, «Italdesign Automobili Speciali», specializzato in vetture per collezionisti e amanti dell’unicità. Un progetto sul quale si sono investite ingenti risorse finanziarie e umane. Il logo è un omaggio a Torino. «Nel disegnare questo marchio ci siamo ispirati al simbolo della città — spiega Filippo Perini —. Non tanto al toro rampante, presente nello stemma della città, bensì all’iconografia del muso del toro, elemento ornamentale di molti palazzi antichi di Torino. Qui è iniziata la storia dell’automobile italiana, qui sono state fondate le più famose e prestigiose case automobilistiche, qui sono nati i “carrozzieri” che hanno reso celebre in tutto il mondo il car design italiano».
Le Speciali del passato. Dunque Italdesign torna alla produzione di vetture Speciali, da realizzare in piccola serie: un’esperienza iniziata negli anni Settanta con la BMW M1, proseguita negli anni Ottanta con il prototipo Aztec e negli anni Novanta con i progetti Nazca e W12. Tutte opere finite nei garage-cassaforte dei collezionisti più facoltosi e che più passa il tempo più aumentano il loro valore. (da motori.corriere.it)

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *