MEMORIES – Lo scorpione che ha cambiato la velocità
Carlo Abarth il 31 marzo 1949 trasforma la sua passione per le auto sportive in leggenda. Con ingegno e audacia ha fatto diventare piccole utilitarie dei veri bolidi da corsa, lasciando un’eredità indimenticabile nel cuore degli appassionati
La parabola di Carlo Abarth e della azienda che porta il suo nome è presto raccontata: velocità più genio uguale leggenda. E se c’è un nome che incarna questa combinazione perfetta, è senza dubbio quello di un uomo nato a Vienna sotto il segno dello scorpione che con passione, ingegno e un pizzico di audacia, è stato capace di trasformare piccole utilitarie in bolidi da corsa e far vibrare il cuore degli appassionati, ancora oggi.
L’uomo dietro lo scorpione
Abarth nasce il 15 novembre 1908, in un’epoca in cui l’automobile è ancora un lusso e le corse su strada una sfida per temerari. Il giovane Karl – poi modificato in italiano come Carlo – manifesta fin da ragazzo un’incontenibile passione per la velocità e la meccanica. Inizia la sua carriera con le motociclette, dimostrando un buon talento, ma un grave incidente lo costringe ad abbandonare le due ruote e reinventarsi nel mondo delle quattro ruote.
Si trasferisce così in Italia e trova lavoro in Cisitalia, azienda torinese specializzata in auto sportive, a stretto contatto con il celebre ingegnere e pilota Piero Dusio. Quando la Cisitalia entra in crisi economica tra il 1948 e il 1949, Abarth decide di fondare un’azienda sua, e Torino è il luogo ideale per farlo, essendo il cuore pulsante dell’industria automobilistica italiana, sede di importanti realtà del settore. Grazie all’aiuto di Armando Scagliarini – un imprenditore italiano appassionato di corse – riesce a ottenere il supporto necessario per coronare il suo sogno e così il 31 marzo 1949 nasce la Abarth & C. dando il via a una vera rivoluzione nel panorama automobilistico non solo nazionale.
Torino offre le condizioni ideali per il progetto che Abarth ha in mente: vicinanza ai produttori di auto, una rete di fornitori specializzati e una cultura dell’automobilismo molto forte.
Il logo scelto per l’azienda, uno scorpione stilizzato, non è un caso: certo, rappresenta il segno zodiacale di Abarth, ma anche l’essenza del suo lavoro. Proprio come lo scorpione, le sue auto sono piccole ma micidiali, capaci di sferrare colpi inaspettati ai giganti del settore.
Marmitte e trasformazioni leggendarie
Uno dei primi successi commerciali di Abarth è la produzione di marmitte sportive, che non solo migliorano le prestazioni delle auto, ma regalano un sound inconfondibile. Il rombo di un’Abarth diventa presto sinonimo di grinta e carattere, un vero e proprio marchio di fabbrica.
Il colpo di genio di Abarth arriva subito dopo: è la trasformazione delle piccole Fiat in autentici mostri da corsa. Il caso più emblematico è la Fiat 500, un’auto nata per la città, che nelle mani di Abarth si trasforma in un “killer” da pista, capace di sfidare vetture ben più potenti. Ci riesce attraverso un mix sapiente di alleggerimento, potenziamento del motore e affinamenti aerodinamici. Grazie a queste modifiche, le sue creazioni diventano protagoniste delle competizioni automobilistiche, accumulando vittorie su vittorie.
Spaghetti e cura dimagrante
Carlo Abarth non è solo un ingegnere visionario, ma anche un uomo dotato di un’arguzia fuori dal comune. Si racconta che, per dimostrare la velocità di una delle sue auto, fa una scommessa singolare: percorrere un tratto di strada prima che un piatto di spaghetti servito in un ristorante si raffreddi. Naturalmente vince, arrivando al traguardo quando il piatto di pasta è ancora fumante.
Un altro episodio da ricordare risale al 1965, quando Abarth decide di mettersi personalmente al volante di una Fiat Abarth 1000 per stabilire un record di velocità. Ha già compiuto 57 anni, ma con determinazione perde 30 chili di peso per poter entrare nell’abitacolo e quindi a battere il primato.
L’eredità di Abarth e il futuro dello scorpione
Nel 1971 Carlo Abarth vende la sua azienda alla Fiat, che a periodi alterni è riuscita a mantenere lo spirito sportivo voluto dal costruttore austriaco nelle vetture con il logo dello scorpione. Oggi le Abarth sono ancora sinonimo di prestazioni, emozione e puro divertimento alla guida, anche se il passaggio all’elettrico sta facendo perdere una delle caratteristiche peculiari del marchio: il rombo del motore.
Che cosa resta oggi del mito creato da Abarth? Sicuramente qualcosa in più di un semplice marchio automobilistico, un simbolo di innovazione e passione, capace di trasformare anche la vettura più umile in un’auto da corsa. Nel panorama attuale dell’industria automobilistica, la sfida per i modelli Abarth è restare fedeli alle loro radici pur trovando uno spazio personale per il futuro. Il rombo dello scorpione si adatterà ai tempi che cambiano? A guardare le vendite di questi mesi non sembra, ma sarà il tempo che potrà confermarlo o meno.
Una cosa è certa: ogni volta che un’Abarth accelera su strada, da quel 31 marzo 1949 in avanti, è come se lo stesso Abarth sia ancora al volante, pronto a spingere sempre oltre il limite.
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