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I 95 anni del “bialbero” Alfa Romeo ricordati sotto un “bialbero” in natura

Quando non ci pensa l’uomo provvede la natura

3 giugno 2020. Giuseppe Conte da Volturara Appula, Capo del Governo della Repubblica Italiana con il suo ennesimo DIPICIEMME ha aperto i cancelli delle case degli italiani. Sono passati oltre 80 giorni! E la gente esce di casa, torna a fare le sue attività, anche se tanto normali non sembrano più. Le automobili felici ritornano a cantare con il loro tipico sound. Le candele infiammano, la benzina brucia, i pistoni stantuffano, i motori rombano, il tergicristallo…. cigola! L’automobilista moderno non ha perso lo smalto di un tempo! La storia è storia e non si dimentica. Una volta le auto, durante le lunghe soste, venivano  protette da coperte di plastica grigia con due lunghi elastici agli estremi che ti pizzicavano sempre i polpastrelli. Ora, grazie soprattutto alle varie applicazione dello smart phone lo smemorato possessore di auto ha trovato subito la propria auto parcheggiata. Chi non ha l’applicazione “parcheggio” ha impiegato un po’ di tempo per ricordare dove era stata sistemata l’ultima volta. Altri i più fortunati l’avevano prudentemente ricoverata in garage. Comunque nessuno ha denunciato lo smarrimento. L’Automobile ritrovata. Tutta impolverata e imbrattata ma sopravvissuta anch’essa. Porta i segni della “ottantena”. Le sue calzature sono ancora quelle invernali. E’ viva e lo dimostra come può. Gli automobilisti non vedono l’ora di utilizzarla. Stufi dai quattro passi sul balcone, della passeggiatina con il cane o i duecento metri da casa per i fan di Mennea, ora si può uscire. Così, anche un gruppo di giovani piemontesi Under 30, seguaci del “mondo dei motori e non solo” ha deciso a incontrarsi “di persona” con i propri coetanei ex compagni di Università. E ciò avviene dopo settimane di videochiamate. Parte la catena di San WhatsApp  – una catena di Sant’Antonio dell’era 4.0 – e decidono di ritrovarsi. E lo fanno in un posto all’aperto. Niente bar o piazze. Si ritrovano, loro che arrivano da più città del Piemonte, in un luogo unico. Magico. In un prato da fieno. Si danno appuntamento sotto l’ormai famoso “bialbero”. E si badi bene nulla a che vedere con l’invenzione della distribuzione con doppio albero a camme in testa, di meccanica memoria. Niente a che vedere con quella tipologia di distribuzione che migliora la potenza e la durata del motore. Ed è solo un caso che nel 1925 i tecnici della casa automobilistica milanese presentarono il loro gioiellino: l’Alfa Romeo 6C. L’auto dai 6 Cilindri. Presentata proprio ai primi di giugno, a cavallo della fine della Primavera e l’inizio dell’Estate di novantacinque anni fa. Fu questa la prima versione del bialbero Alfa Romeo. La 6C venne poi prodotta nello stabilimento del Portello dal ’27 al ’53. Opportunamente aggiornato in varie configurazioni, il propulsore fu montato su tutte le vetture Alfa Romeo dal 1950 al 1994. E i nostri Under 30 si sono ritrovati. Parlano di cose non fatte e quelle che vorrebbero fare. Parlano delle loro auto, di quelle da corsa, di quelle d’epoca. E lo fanno sotto un “bialbero” cresciuto in mezzo alla campagna. Frutto probabilmente della semina avvenuta ad opera di uccelli. Così un ciliegio convive con un gelso. Si trova a Casorzo. Fino a poche settimane fa ve n’erano in due ai margini del Monferrrato. Un altro, quello qui riprodotto del fotografo Enzo Isaia, era a una cinquantina di chilometri a Villanova d’Asti. Ma non solo l’astigiano sembra rivelarsi terra di “bialbero”. Altri esemplari sono sparsi un po’ ovunque. Il più famoso è fuori dai patrii confini e si trova nel Parco Nazionale dei laghi di Plitvice in Croazia ed è costituito da un pesco e da un abete. E quello meccanico chissà dov’è!

Ora che si può tornare a circolare, magari vale la pena di fare una gita. E può nascere anche la voglia di ripassare un po’ di storia dell’automobile.

Foto di ENZO ISAIA -Il “bialbero” di Villanova d’Asti 

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